Festival di Venezia, ecco Madonna e Kate Winslet

 

Roman Polanski

Non potrebbero essere più diversi, i due film in concorso previsti al Lido durante il primo vero giorno di proiezioni. Da un lato Saideke Balai (Seediq Bale), dramma bellico sulla battaglia di Wushe; dall’altro Carnage, commedia drammatica loquace e sottile.

Il primo è diretto da Te-Sheng Wei, cineasta taiwanese al terzo lungometraggio in carriera ma già forte di notevoli successi al box office del suo paese. Seediq Bale ricrea in 150 minuti un massacro avvenuto nel lontano 1930 fra tribù del Taiwan e colonie giapponesi, senza risparmiare i focolai pre-conflitto. Enfasi e retorica abbondano, disperdendo la storicità degli eventi fra battaglie e dichiarazioni d’amor di patria. Tanta buona fede e troppi eccessi: peculiarità da inno nazionale che costituiscono i tratti somatici della pellicola, magari troppo distante nel tempo e nello spazio per permettere facile empatia ma anche degna di quell’ammirazione che a certe cinematografie andrebbe riservata a prescindere da tutto, per la sola capacità di sopravvivenza.

Buona l’accoglienza per Carnage, ultima fatica di Roman Polanski di prossima uscita nelle sale. Applausi e risate d’approvazione all’anteprima stampa, reazioni che non ha invece registrato l’attesissimo W.E. (fuori concorso), seconda regia di Madonna dopo Sacro e profano. Nel cast Abbie Cornish e Oscar Isaac.

Settimana della Critica esordisce in chiaroscuro con Stockholm East, dramma di tentate introspezioni che procede per scontatezze e forzature. Il cinema svedese si conferma presente nelle vetrine internazionali più prestigiose, pur senza offrire – al momento – nuove perle. Le désintégration di Philippe Faucon, fuori concorso, non incanta. Proiettato anche Scossa, lavoro a otto mani sul terremoto che devastò Messina nel 1908. Quattro registi per quattro episodi: Carlo Lizzani, Ugo Gregoretti, Francesco Maselli e Nino Russo.

Giornate degli Autori ha presentato l’atteso Ruggine di Daniele Gaglianone, con Stefano Accorsi, Filippo Timi, Valeria Solarino e Valerio Mastandrea. Applausi al cast, ma il film convince poco. Prende il via anche la sezione Orizzonti. Titolo prescelto per l’apertura è lo stupefacente Cut di Amir Naderi, celebre regista e fotografo iraniano da decenni stabilitosi negli Usa. Fu in concorso al Lido nel 2008 con Vegas: Based on a True Story.

L’attesa si sposta adesso su David Cronenberg e il suo A Dangerous Method, previsto il 2 settembre.

Mathias Falcone


 

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