Festival di Venezia: consensi per Robert Redford, bacio fra le sorelle vampire

Robert Redford

Robert Redford prende la scena al Lido con il suo The company you keep, sull’atteggiamento radicale della politica statunitense durante la guerra in Vietnam e sulle vicende di un gruppo di Weather Underground in opposizione alla giustizia per i loro atti di violenza e terrorismo. Accolto da grande star qual è, Redford ha parlato della pellicola e della sua somiglianza ad un classico della cinematografia mondiale, Tutti gli uomini del presidente. «Sì, ci sono similarità con quel film. Gli anni ’70 sono un periodo che mi appartiene, il giornalismo invece da quell’epoca è cambiato, le nuove tecnologie, internet, hanno portato un flusso costante di informazioni ma scoprire la verità è diventato ancora più difficile proprio per questo».

Prosegue il regista : «Il film è prima di tutto incentrato su cosa è disposto a fare un uomo per l’amore dei suoi figli. Le idee anti-sistema dell’epoca erano giuste. Gli attivisti avevano buoni motivi per ribellarsi: ma già all’epoca sapevo che si sarebbero autodistrutti, a causa del loro ego e delle rivalità. Ho fatto il film non per scopi politici, ma per mostrare le conseguenze delle scelte fatte nelle loro vite. I loro sentimenti, le emozioni, trent’anni dopo».

Tiene banco, vista comunque la natura politica del film, il tema sulle presidenziali negli Stati Uniti e Redford dice la sua: «Obama – dichiara – rappresenta quella fetta del mio Paese che pensa che il cambiamento sia inevitabile, e cerca di assecondarlo; l’altra parte invece si sente minacciata, e fa di tutto per ostacolarlo. Cosa che mi fa tristezza. In ogni caso, qualsiasi cosa accada, i super-ricchi, i padroni di Wall Street, se la caveranno sempre: un meccanismo che non cambierà mai. Così come non è mutata la necessità di difendere i diritti civili, e di opporsi alla guerra. Abbiamo lasciato ai giovani un mondo che sta marcendo: ho fiducia che almeno loro faranno meglio». Stilettata, inoltre, ai Repubblicani: «Nella convention repubblicana sono stati spesi tantissimi soldi, sembrava il Super Bowl: gente vestita di bianco rosso e blu, pagata per stare lì. Questo mentre c’è un sacco di gente che muore di fame».

Volge al termine il Festival ma nonostante questo in questo penultimo giorno sono tante le proiezioni. Due pellicole in concorso: Passion di Brian De Palma e la nostra Francesca Comencini con il suo Un giorno speciale. Presente al Lido anche Francesco De Gregori con il suo documentario, Finestre Rotte, sulla sua vita artistica e la sua maturità.

Ma come ogni hanno il red carpet regala piacevoli sorprese e non poteva mancare, tra le altre cose, anche un bacio saffico. Protagoniste Roxane Mesquida e Josephine De La Baume, interpreti di Kiss of the damned, dove vestono il ruolo di due sorelle vampire.

 Gian Piero Bruno

 

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