Festival di Venezia 2014. Pronti al primo red carpet

Attesa per Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts e per il trauma movie di Kim Ki-Duk

C’è chi non ha ancora del tutto sorpassato il mood da vacanza e chi è invece già concentratissimo a scremare le numerose pellicole che sfileranno sul lido veneziano in occasione di questa 71^ Mostra Internazionale d’arte Cinematografica che, ancora sotto la guida di Alberto Barbera, arriverà a conclusione il prossimo 6 settembre.

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71^ Mostra Internazionale d’arte Cinematografica

VIA AL COUNTDOWN – Parte oggi la presentazione dei 55 lungometraggi selezionati tra gli oltre 1600 titoli candidati, scrematura alla quale si sommano anche le pellicole scelte dalla Settimana della Critica e dalle Giornate degli Autori – Venice Days, due sezioni carissime al Festival di Venezia e che restano, rispettivamente, dedicate alle opere prime scelte dal sindacato nazionale critici cinematografici italiani (che quest’anno ne ha identificate 9, tra le quali l’unico titolo italiano, se si escludono anche le coproduzioni internazionali, è Arance e Martello di Diego Bianchi, scelto come film di chiusura in un evento speciale fuori concorso), e alla selezione autonoma delle associazioni dei registi italiani ANAC e 100 Autori (che propone altri 20 titoli tra i quali One to One di Kim Ki-Duk, scelto quale film di apertura fuori concorso, e i nostrani The Lack di Masbedo, I nostri ragazzi di Ivano De Matteo, The show MAS go on di Rä di Martino e Patria di Felice Farina).

Preziose anche le sezioni Orizzonti, concorso internazionale dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive, Venezia Classici, dedicata ai grandi classici restaurati e ai documentari, e la sezione Fuori Concorso, che conta numerosi titoli firmati da artisti di fama riconosciuta.

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Un’immagine di Bridman or di Alejandro González Iñárritu

LE PROIEZIONI DI OGGI – Ma veniamo alle proiezioni e a quello che si attende in questa prima giornata inaugurale del Festival, un mercoledì che sarà espressamente dedicato a quattro titoli portanti: Birdman or (the Unexpected Virtue of Ignorance) di Alejandro González Iñárritu (Concorso – Venezia71), The President, del maestro del cinema iraniano Mohsen Makhmalbaf (Sezione Orizzonti),  One to One di Kim Ki-Duk e Before I disappear, opera prima di Shawn Christensen.

Neanche a dirlo, l’aspettativa più alta è proprio per Birdman Or, la black comedy tratta da un racconto di Raymond Carver e con protagonista un attore in declino (Michael Keaton) alle prese con le difficoltà e gli imprevisti della messa in scena di uno spettacolo a Broadway che dovrebbe rilanciarne il successo, e che stasera porterà sul red carpet Michael Keaton ed Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts.

È più intimista invece The President, la storia del dittatore di un immaginario paese caucasico che, obbligato a scappare dopo un colpo di stato, intraprende un viaggio alla scoperta del proprio Paese con il nipote di cinque anni. È invece già stato ribattezzato come un nuovo “trauma movie” l’ultimo progetto del regista coreano Kim Ki-Duk che anche attraverso la violenza si trova nuovamente a parlare del proprio paese. «One on One è un film sul posto dove vivo, la Corea. (..) Sono sempre shockato dal paese in cui vivo. (…) Che si sia d’accordo o meno con il finale del film, se non ci si sente sopraffatti e uccisi non bisogna mettersi nemmeno a guardarlo. L’ho fatto perché qualcuno capisca, altrimenti non ha senso. Questo è ciò che siamo noi ora», ha dichiarato il grande regista.

Appare più candido invece, Before I disappeared, un film che trova il suo tempo nell’arco di una notte e la sua trama in un incontro inaspettato tra un adulto senza più molta voglia di vivere e una nipotina fresca di energia. A onorare la serata inaugurale, oltre alla madrina Luisa Ranieri, pare confermata la partecipazione eccezionale del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

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Un posato di One to One di Kim Ki-Duk

UN FESTIVAL TROPPO IMPEGNATO? – Queste le premesse su pellicola con le quali apre i battenti la 71^ Mostra Internazionale di Venezia, anticipazioni che si sommano ai primi commenti critici che sono già pronti a ritenere particolarmente rigorosa ed impegnata questa edizione del Festival, nella quale hanno trovato posto temi come la guerra, il disagio sociale e la crisi, ma anche il “berlusconismo” e la critica politica poco velata, tutti argomenti atti ad alimentare le curiosità più ferventi.

A tal proposito scottano La Trattativa di Sabina Guzzanti, (fuori concorso), un racconto che, tra fiction e spezzoni di repertorio, affronta la trattativa Stato-mafia, ricostruendo il filo interrotto di mala-politica fino ad oggi, e Pier Paolo Pasolini, il film diretto da Abel Ferrara con Willem DaFoe nei panni del grande poeta e regista.

Occhi puntati anche su Anime Nere di Francesco Munzi, una lettura della ‘Ndrangheta fin dentro le sue radici arcaiche, e su Hungry Hearts, di Saverio Costanzo, con Adam Driver e Alba Rohrwacher impegnati in una lotta di coppia quasi horror per l’educazione alimentare del proprio figlio. Cinema impegnato dunque oltre il mero intrattenimento, interessato a parlare anche di quel che non sempre si è disposti a sentir raccontare, e deciso a sottolineare tutto quel si potrebbe senz’altro evitare, premesse che, in fondo, continuano a fare del Festival di Venezia una kermesse integra, nella quale luci e paillettes hanno ancora un’importanza marginale, sia per il mercato che per la critica e il pubblico. Ma ci sembra tutto sommato un buon punto a favore.

Valentina Malgieri

@V_Malgieri

Per le immagini: http://blog.you-ng.it; http://www.cinegarage.com; http://www.radiocinema.it.

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