Festival di Venezia 2014: i primi pronostici

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Il Red Carpet della 71^Mostra del Cinema di Venezia

Giunti ormai a metà del lungo percorso che si consuma sul Lido di Venezia per la conquista del Leone D’Oro, finalmente fioccano i primi pronostici e si svelano le quotazioni sui film più apprezzati di questa 71 Edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

FILM CHE VINCE E FILM CHE PERDE – Dopo i primi giorni di placido silenzio, iniziano infatti a prendere coraggio i commenti di pubblico e critica e, con questi, a svelarsi le prime perle del Lido che, con piacere, sembrano non lasciare indietro prima di tutto gli italiani. Restano infatti in cima alle migliori classifiche Anime Nere di Francesco Munzi, considerato con sempre più convinzione un gioiello da standing ovation, il commovente Hungry Hearts di Saverio Costanzo e, soprattutto, l’ultima pellicola italiana ad aver varcato la sala, ovvero Il giovane favoloso di Mario Martone, che ripercorre parte della vita di Giacomo Leopardi, interpretato da un apprezzatissimo Elio Germano.

Per la categoria Orizzonti non sono poi passati inosservati la convincente opera prima di Michele Alhaique, Senza Nessuna Pietà, e, a sorpresa, Belluscone che, prima ancora di polemiche e critiche, ha saputo divertire. Chissà se il suo autore, Franco Maresco, non si sia pentito di essersi perso tanto apprezzamento, scegliendo di lasciar andare in scena la sua creatura senza degno accompagnatore a prestargli il braccio, colpa, come dice lui stesso, di fobie, depressioni, insicurezze e sindromi da fallimento che rendono il suo rapporto con il cinema forse esageratamente problematico…

Tra gli internazionali, invece, i più quotati sembrano essere e l’applauditissimo Birdman di Inarritu e il nuovo documentario di Joshua Oppenheimer, The Look of Silence, mentre sembrano ormai fuori gioco The Cut di Fatih Akin e Manglehorn di David Gordon Green. Ma il festival non è ancora finito.

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Una scena dello svedese A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence

SVEZIA CONTRO GIAPPONE - Protagonisti assoluti del Concorso nella giornata di oggi due film diversissimi: En duva satt på en gren och funderade på tillvaron (A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence) del regista svedese Roy Andersson, e la pellicola giapponese Nobi, di Shinya Tsukamoto. Il primo racconta il viaggio intrapreso da un venditore e un ritardato mentale, un percorso fatto di incontri e situazioni inaspettate, capaci di fornire un punto di vista originale sulla vanesia società attuale.

Il film, definito dallo stesso Andersson come un melting pot di tre romanzi classici: Don Chisciotte di Cervantes, Uomini e topi di John Steinbeck e Delitto e castigo di Dostoevskij, è l’ultimo tassello di una trilogia avviata dal regista svedese nel 2000 con Songs from the Second Floor e You, the Living (2007). Una curiosità: questa è la prima volta in venticinque anni che un film svedese partecipa al concorso più importante della mostra.

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Una scena del film giapponese Nobi

Nobi (Fires on the Plain) è invece una pellicola ambientata sul finire della Seconda Guerra Mondiale e che ripercorre l’invasione giapponese di un’isola delle Filippine. Durante l’avanzata però, l’esercito giapponese si scontra con una feroce controffensiva di forze locali e alleate. L’atrocità della situazione è raccontata attraverso gli occhi del soldato Tamura che, straziato dagli stenti, perde ogni contatto con la propria umanità.

VISIONI FUORI CONCORSO - Torna invece l’Italia in sala con La zuppa del demonio di Davide Ferrario, un’opera attenta al progresso italiano dal 1910 agli anni Settanta, segnati dalla crisi petrolifera, e con la pellicola Fuori Concorso Italy in a Day, edizione italiana di Gabriele Salvatores del progetto di Ridley Scott. Si tratta del primo esperimento italiano di film collettivo, dove le immagini e i pensieri sono stati forniti da chiunque avesse l’interesse a prendere una telecamera o un cellulare e a filmare la propria vita durante le 24 ore del 26 ottobre 2013, unendo sogni, paure, visioni e riflessioni di ogni genere e contenuto.

Nella sezione Orizzonti invece, verranno presentati il sudcoreano Jayueui onduk (Hill of Freedom), del regista Hong Sang-soo, la storia di Kwon, un’insegnante che riceve improvvisamente un gruppo di missive scritte da Mori, un collega che le aveva chiesto di sposarla due anni prima e che la sta nuovamente cercando, e il britannico Bypass del giovane regista Duane Hopkins. Il suo film racconta la storia di Tim, un giovane ragazzo dai pochi mezzi economici e con un figlio in arrivo, che lotta per costruirsi un futuro. Tim è un bravo ragazzo che deve occuparsi di un numero spropositato di questioni e cerca di trovare i mezzi per farlo. Non mancheranno infinite difficoltà.

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La Zuppa del demonio di Davide Ferrario

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA - Dopo la sorpresa di un film svedese in concorso e la prima volta dell’esperimento collettivo italiano di Salvatores, la giornata veneziana di oggi però riserva un’ulteriore colpo di scena assegnando, per la prima volta a Venezia, il Leone d’oro alla carriera alla montatrice Thelma Schoonmaker, artista famosa per essersi occupata del montaggio di tutti i film di Martin Scorsese, da  Chi sta bussando alla mia porta (1967) a The Wolf of Wall Street, ingaggiata anche per il montaggio di Sinatra. Con i suoi film ha vinto tre Oscar, per The Departed, The Aviator e Toro Scatenato.

Valentina Malgieri

@V_Malgieri

(Per le foto: lavocedivenezia.it; royandersson.com; ftv01.stbm.it)

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