Festival del Film di Roma 2014. Onore al Cinema d’Oggi

La seconda sezione della kermesse capitolina è la più interessante della manifestazione. In calendario oggi "The lies of the victors" di Christoph Hochhäusler e "The narrow frame of midnight" di Tala Hadid

the_lies_of_victors_foto_03

Alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la sezione Cinema d’Oggi conferma di essere, per il momento, la più interessante per chiunque non voglia cedere a facili sciatterie da botteghino ma nemmeno avventurarsi più di tanto nei fecondi campi dello sperimentalismo cinefilo d’avanguardia. La seconda giornata della kermesse capitolina, infatti, sancisce l’esistenza di una possibilità di fuga da qualunquismi popolani rassicuranti grazie a pellicole di notevole impatto (eterogeneamente) cotemporaneo come The lies of the victors del tedesco Christoph Hochhäusler e The narrow frame of midnight di Tala Hadid, già nota a livello internazionale come fotografa e artista visiva.

LA STORIA LA FANNO I VINCITORI – «La storia è fatta dalle menzogne dei vincitori, ma non riusciresti ad indovinarlo dalle copertine dei libri di testo». Questa è la fatidica frase di Lawrence Ferlinghetti che racchiude tutte le sfumature del messaggio socio-politico lanciato dal quarantaduenne Christoph Hochhäusler nel notevole The lies of the victors (voto: 6,5), semi-thriller con sfondo d’inchiesta che non si discosta moltissimo dalle inossidabili lezioni di maestri d’oltreoceano come Lumet, Pollack, Pakula o Bridges e dalle loro seminali puntualizzazioni sugli infiniti sottotesti della vita mediatica di rilievo internazionale.

Fabian Groys (Florian David Fitz) è un ottimo giornalista d’inchiesta al servizio di una nota rivista tedesca di approfondimento politico. Qualunque cosa capiti sotto le sue capacità intellettive si ripercuote inesorabilmente a livello quasi planetario sottoforma di lunghi e dettagliatissimi articoli che procurano alla sua rivista vendite da primato. Nel periodo in cui Hochhäusler ci invita ad affiancarlo, Fabian sta lavorando, nello specifico, a tutta una serie di indizi scottanti che lo conducono a scoprire la presenza di fondi neri utilizzati dall’esercito tedesco per modificare l’identità di alcuni ex soldati invalidi in quelle di persone sane. La faccenda rischia, però, di arenarsi perché il principale informatore di Fabian si ritira in preda a presunti ripensamenti. Nel frattempo, il direttore del magazine affianca al giornalista una nuova stagista, Nadja (Lilith Stangenberg) ma, poiché poco incline al lavoro di squadra, Fabian cerca di discostarsene affidandole un’indagine solo apparentemente assurda: al bioparco locale, infatti, un uomo in preda a forti spossamenti mentali, legati potenzialmente a crisi nervose, si è gettato in pasto ai leoni. Questo fatto porta Nadja e Fabian a collegare le rispettive inchieste per aggiungervi indizi crescenti che porteranno a collegare tutte le informazioni in loro possesso fino ad arrivare a indagare su una società di riciclaggio rifiuti sospettata come fonte principale di sostanze tossiche diffuse a macchia d’olio tra i propri dipendenti e non solo. Nadja e Fabian costruiscono, dunque, un’inchiesta di altissimo livello, ma ben presto tutte le informazioni da loro utilizzate cominciano a rivelarsi poco attendibili se paragonate a dati successivi alla pubblicazione del pezzo. Ne emerge che qualcuno, alla base di tutto, ha manipolato ogni singola informazione per incanalare l’inchiesta giornalistica in una precisa direzione. Scoprire chi si trovi alla fonte equivale a entrare nell’abisso assoluto delle condizioni governative.

1

I FILM CHE MANCANO – «Ho voluto fare questo film perché, da spettatore, il mio desiderio è sempre stato quello di vedere film che mancano, narrazioni socio-politiche che vanno oltre padre, madre e figlio», sostiene Hochhäusler. E come dargli torto? Indossando per un attimo i panni di cinefili apprezzatori di sperimentazioni, sì, ma anche desiderosi di un certo tipo di scelte contenutistiche, non possiamo declinare l’ipotesi che vede questo tipo di cinema all’apice di quel vero e puro dibattito che manca, almeno qui da noi, da troppo tempo al di fuori di giornalisti adirati e autoespulsi da trasmissioni televisive o scontri verbali tra stipendiati di opposta fazione. Che a darci una lezione di cotanto savoir faire da grande schermo sia un tedesco non è tanto un dato di fatto di settore quanto una constatazione di esigenza espressiva (non per forza) personale che, per caso o per fortuna, non incontra tutti gli ostacoli produttivi previsti a norma di legge in altri contesti culturali a noi tutt’altro che sconosciuti (un altro buon esempio, in tal senso, lo abbiamo avuto anche ieri). Confezionando un prodotto omogeneo, per nulla eccessivo in ambito linguistico-visivo ma neanche insufficiente per quanto concerne il dato attrattivo (thriller sì, ma senza montaggi serrati, omicidi ed esposizioni di effetti speciali), Hochhäusler aggiorna al terzo millennio i maestri sopra menzionati (tecnologia, trasmissione e reperimento delle informazioni) per raggiungere uno scopo ben preciso che «non è quello di provocare indignazione ma di aumentare la consapevolezza dei giocatori e degli interessi che che operano sotto la superficie della sfera pubblica».

SIAMO TUTTI STRANIERIThe narrow frame of midnight di Tala Hadid (voto: 7), invece, è l’altro gran bel film proposto dalla sezione Cinema d’Oggi per la giornata del 17 ottobre. Su binari linguistici completamente differenti da quanto espresso in precedenza, la Hadid offre il suo pregevole tocco principalmente spirituale nel costruire e far coincidere esistenze in eterno bilico tra senso di colpa inflitto da condizioni esterne e percezione di totale dispersione interiore.

Aicha è una bambina marocchina prelevata con forza e a suon di dobloni da una coppia di criminali con l’intenzione di rivenderla in Francia. Lungo la strada, però, i tre incrociano Zacaria (Khalid Abdalla), uno scrittore di sangue misto marocchino-iracheno che si è lasciato tutto alle spalle per mettersi alla ricerca del fratello scomparso dopo essere stato costretto con la forza ad unirsi a un gruppo di violenti rivoluzionari. All’uomo, incontrato per caso dopo un guasto alla loro automobile, i due criminali chiedono un passaggio per raggiungere un’abitazione dove trascorrere la notte per poi rimettersi in cammino il giorno seguente. Zacaria accetta e ottiene in cambio ospitalità notturna. Ma Aicha riesce a dileguarsi dai due malviventi e convince l’uomo a portarla con sé. Questi la tiene al suo fianco per poi lasciarla alle cure di Judith (Marie-Josée Croze), sua ex fidanzata che ha deciso di vivere in una casa isolata dal resto del mondo e di cibarsi di sola arte figurativa alla ricerca di profondità spirituali disperse. Ma in men che non si dica la coppia è già sulle tracce della piccola e Zacaria accetta di affrontare una durissima realtà fatta di orrore e senso di perdita interiore.

67c153a9e04ecde42d1f2dc77b6be5ba

Dal Marocco fino a Istanbul e Baghdad, nessuno risulta essere a casa propria e nessuno gode mai di un qualunque appiglio a qualche spiraglio di radice territoriale o esistenziale. Fuga sia fisica che psicologica, disorientamento, totale assenza di connessione con il proprio essere al mondo: sono tutti fattori che delineano un discorso ben più profondo di un trattato di sociologia a sfondo filosofico-antropologico (le scenografie, a tratti, sono piene di libri tematici e quadri incorniciati che chiedono, invano ma gran voce, di essere aperti), una prorompente riflessione per immagini e sensazioni sulla perdita di una ben precisa concezione di umanità che il contesto mediorientale induce ad amplificare a livello principalmente emotivo.

ALTRI – Oggi però, è anche il turno della consacrazione di un personaggio tanto amato come”Er Monnezza” Thomas Milian (bentornata popolanità), atteso alle 16:30 per un incontro con il pubblico nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. Alle 17:00, invece, si potrà curiosare su Kahlil Gibran’s The Prophet, opera di animazione a più mani basata sull’omonimo classico letterario (con le voci di Liam Neeson, Salma Hayek, John Krasinski, Frank Langella, Alfred Molina), così come alle 19:30 sul dramma di Still Alice di Glatzer e Westmoreland (con Julianne Moore, Kristen Stewart, Alec Baldwin) e, alle 20:00, su The knick, la nuova serie televisiva statunitese di grido targata, stavolta, Steven Soderbergh di cui saranno proiettati i primi episodi con Clive Owen protagonista assoluto.

(Foto: sito ufficiale Festival Internazionale del Film di Roma)

Stefano Gallone

@SteGallone

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews