Festival di Berlino: il mondo di Chaumeil, di Amelio e di Resnais

Berlinale 2014Un vecchio detto popolare afferma che il mondo è affascinante in quanto è vario e carico di persone diverse. Non tutti, ad esempio, reagiscono allo stesso modo ad un destino ingrato. C’è chi si riprende, chi non si lascia scoraggiare, chi perde la dignità pur di non sentirsi sconfitto. Esistono, poi, persone che vengono discriminate solo perché hanno gusti, sensazioni, ambizioni, modi di vedere la vita e l’amore in maniera diversa da altri. Ci sono infine anche persone che arrivano fino a un’età matura, covando amicizie e sentimenti segreti, per poi svelarli e combattere affinché non sia troppo tardi per rimediare. È su questi temi che si è svolta la giornata di oggi al Festival di Berlino, dove hanno sfilato le pellicole di Pascal Chaumeil e Alain Resnais e il documentario di Gianni Amelio.

L’OTTIMISMO DI CHAUMEIL – La commedia agrodolce di Chaumeil, dal titolo Non buttiamoci giù, e che corre nella sezione “Berlinale special”, è tratta dal romanzo di Nick Hornby e narra di Martin Sharp (interpretato da Pierce Brosnan), un celebre presentatore televisivo caduto in disgrazia con l’accusa di pedofilia, che la notte di Capodanno sale su un grattacielo con l’intenzione di suicidarsi. Insieme a lui, con la stessa intenzione, ci sono altre tre persone: Maureen (Toni Colette), madre single di un ragazzo disabile, Jess (Imogen Poots), ragazza stravagante delusa in amore, e JJ (Aaron Paul), musicista fallito che ora consegna pizze. La situazioni fa cambiare le intenzioni di tutti e quattro, facendo nascere un patto di sopravvivenza tra loro. Per quanto il testo dell’autore abbia subíto delle notevoli modifiche, dandone un’aria più ottimista, Hornby si è detto soddisfatto della pellicola, affermando che: «Non buttiamoci giù è un film che ci consegna un forte senso di speranza nella vita, e lo fa con grande senso dell’umorismo».

amelio berlinale 2014

Gianni Amelio

LA REALTÀ DI AMELIO – Tra i documentari del Festival di Berlino 2014, ad attirare maggiormente l’attenzione dei critici è stato quello firmato dal regista italiano Gianni Amelio, trattante il delicato tema dell’omosessualità in Italia fino agli anni ’80, dal titolo Felice chi è diverso. Il titolo del documentario deriva da una frase di Sandro Penna: «Felice chi è diverso essendo egli diverso. Ma guai a chi è diverso essendo egli comune». Più film romantico che documentario vero e proprio, il regista dà parola agli omosessuali in età avanzata, mostrandoci come è stata la loro vita durante gli anni in cui l’omosessualità non poteva neanche essere considerata. Amelio racconta le due facce della frase di Penna: da un lato, l’orgoglio di coloro che hanno potuto vivere la loro omosessualità (tra questi il grande Paolo Poli), mentre dall’altro, purtroppo in maggioranza, mostra coloro che hanno subito le paure e le sofferenze da parte di una società carica di discriminazioni. Le testimonianze lasciano tutte il segno, specialmente l’ultima di un giovane adolescente di oggi, che, purtroppo, ci fa capire quanto le cose non siano così cambiate.

berlinale 2014 Aimer, boire et chanter

Sabine Azéma e André Dussollier

L’IRONIA DI RESNAIS –  Altra protagonista della giornata è stata l’ultima pellicola, che compete per l’Orso d’oro, Amare, bere e cantare, del regista francese Alain Resnais. Tratto dalla commedia dell’inglese Alan Ayckbourn, Resnais racconta di tre coppie mature e amiche tra loro che hanno una vita movimentata, tra litigi e rappacificamenti. Nello scoprire che George, l’amico in comune, ha solo sei mesi di vita, le signore iniziano una vera e propria lotta, senza pudore, per trascorrere le ultime settimane con l’amico, avendo tutte un valido motivo. Dall’umorismo e sarcasmo inglese, Resnais unisce il teatro con il cinema, accompagnandosi con attori fidati come Sabine Azéma, Caroline Silhol, Sandrine Kimberlain, Hippolyte Girardot, André Dussolier e Michel Vuillermoz. 

Francesco Fario

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Una risposta a Festival di Berlino: il mondo di Chaumeil, di Amelio e di Resnais

  1. Pingback: [Berlino 2014] Felice chi è diverso, la recensione - Bad Taste | VIDEODOMANIVIDEODOMANI

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews