Festa dell’Unità a Roma: il manifesto del Pd offende e strumentalizza le donne

Il manifesto della discordia

ROMA – «Cambia il vento, ma noi no…». Questo verso della famosa canzone di Fiorella Mannoia, Quello che le donne non dicono, si presta come citazione ad hoc nella polemica che ha investito il Pd e la Festa dell’Unità romana, come ogni anno puntualmente allestita alle Terme di Caracalla.

Cambia il vento è infatti lo slogan scelto per il manifesto, e le donne sono chiamate in causa perchè l’immagine è quella di due gambe femminili, scoperte dal sollevarsi di un’ampia gonna rossa.  Se quelle della canzone però non dicevano, non sono restate zitte le animatrici del comitato Se non ora quando, esprimendo sconcerto per un abbinamento che per loro costituisce «l’ennesima strumentalizzazione del corpo femminile».

La protesta è contro un uso del corpo della donna in contesti che non ne giustificano la presenza, per questo il comitato ha chiesto al Pd romano il ritiro della campagna promozionale per rispetto verso le elettrici e, in generale,  le donne italiane. Al coro del comitato si è unita la voce del senatore Lucio D’Ubaldo, membro del Pd, a cui pure non piace il manifesto, ma per un altro motivo:  la denominazione Festa dell’Unità andrebbe secondo lui abbandonata per i richiami che evoca, perchè «il Pd non è la continuazione della politica e dell’iconografia della vecchia sinistra».

Contro la locandina quindi due esigenze: non offendere la dignità delle donne e superare i simboli del passato, in una logica di rinnovamento.  Che ne pensate lettori di WakeUpNews, a voi piace questo vento di cambiamento?

Redazione

foto via www.ansa.it

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2 Risponde a Festa dell’Unità a Roma: il manifesto del Pd offende e strumentalizza le donne

  1. avatar
    DAVIDE1985 23/06/2011 a 17:06

    SESSISMO ?

    IL BOMBARDAMENTO MEDIATICO ANTI-MASCHILE CHE PERDURA IN ITALIA DA OLTRE 40 ANNI COME LO VOGLIAMO DEFINIRE ?

    ARTICOLI DI GIORNALE

    MASCHIO ERRORE GENETICO
    MASCHIO IN CRISI
    GLI UOMINI COME I CANI

    QUESTE SONO COSE SERIE PER LE QUALI INCAZZARSI NON PER QUESTE BAGGIANATE DO QUESTE FEMMINISTE. SI AMMAZZASERO TUTTE QUESTE FEMMINE DEL PD. FARANNO UN FAVORE ALL’UMANITA’.

    COSE DELL’ALTRO MONDO…

    Rispondi
  2. avatar
    Laura 23/06/2011 a 19:35

    Caro Davide1985, la tua reazione mi pare un po’ esagerata e fa passare in secondo piano ciò che di condivisibile c’è nella tua affermazione, cioè che forse quella dell’immagine del manifesto è davvero una “baggianata” per cui non valeva la pena chiamare in causa il problema, grave e reale, della strumentalizzazione del corpo femminile. Io ero in piazza lo scorso febbraio a fianco del comitato Se non ora quando, ma non trovo questa locandina offensiva nè denigrante per le donne, anzi, penso che associare le gambe nude (e non volgari) di una ragazza che calza ballerine (e non tacchi a spillo) con il ‘vento di cambiamento’ che ha reso possibile ‘miracoli’ come quello di Pisapia o De Magistris, colleghi due belle realtà: quella di un risveglio dal letargo della sinistra (speriamo) e del popolo italiano (uomini e donne) dall’assuefazione al ‘regime’ berlusconiano (dove davvero la donna è solo un paio di gambe, e soprattutto due tette, un culo e una….)

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