Fattorie didattiche: nuove mete dei viaggi d’istruzione

I bambini attenti e incuriositi in una fattoria didattica

Aumento vertiginoso per le fattorie didattiche in Italia nell’ultimo decennio: si è passati infatti dalle poche unità del 2000 alle centinaia del 2011, come dimostra l’ultimo censimento italiano; sempre più, inoltre, le fattorie divengono meta dei viaggi di istruzione rivolti al primo ciclo primario.

Il turismo scolastico, secondo la Circolare Ministeriale 291 del 1992, è una “vera e propria attività complementare alla scuola e non una semplice occasione di evasione”. Le visite guidate e i viaggi di istruzione richiedono “una precisa e adeguata programmazione didattica e culturale”, che trova un’idonea rispondenza nelle attività proposte dagli operatori specializzati all’interno delle fattorie didattiche. Questi luoghi affiancano alla loro principale realtà produttiva anche delle proposte che possono concretamente coinvolgere gli ospiti, per esempio nella realizzazione di un prodotto tipico come fare il pane o il formaggio, o in altre attività agricole come la semina o la raccolta di prodotti ortofrutticoli. Adulti (spesso accompagnatori) e bambini imparano a conoscere l’ambiente rurale, le piante, gli animali, i prodotti della terra; si cimentano in attività tipiche e in antichi mestieri, imparando sul campo cosa sono lo sviluppo sostenibile e il rispetto per l’ambiente. Conoscono i prodotti della natura per ogni stagione, e apprendono i principi di una sana e corretta alimentazione.

Infatti l’urbanizzazione e l’industrializzazione ci hanno resi poco attenti alle attività delle campagne, ai prodotti locali e alle trasformazioni che questi devono subire prima di arrivare al supermercato e poi alla nostra tavola: le fattorie didattiche rappresentano il luogo ideale in cui tornare in contatto con la natura e per conoscere i suoi ritmi e frutti.

La valenza educativa del progetto e la possibilità di riqualificare le attività agricole come fonte di reddito complementare e strumento di marketing contribuiscono alla sempre maggiore popolarità dell’iniziativa in Italia e nel mondo.

In Italia le fattorie didattiche riconosciute da Alimos, una delle società accreditatrici più attive, sono attuamente 2134.

Bambini aiutano gli animali a mangiare nelle fattorie

La qualifica di Fattoria Didattica è conferita dalle singole amministrazioni regionali (talvolta anche dalle singole province), sulla base del rispetto di alcuni parametri, definiti da un documento chiamato “Carta della qualità”; gli operatori che vengono a contatto con i visitatori preparando lezioni e attività devono aver frequentato corsi abilitanti per l’“animazione didattica in fattoria”.

In generale, alcuni requisiti essenziali per essere riconosciuti come Fattoria Didattica sono: eco-compatibilità, ovvero adottare sistemi di produzione biologica o integrata o produzioni tipiche di qualità; confortevolezza, cioè disporre di luoghi di accoglienza coperto e riscaldato per ricevere i viaggi di istruzione e per la realizzazione delle attività didattiche in tutti i periodi dell’anno, oltre ad essere adeguatamente attrezzata per i lavori agricoli; sicurezza, ossia  rispettare le norme sanitarie e di sicurezza vigenti, le limitazioni d’accesso o segnalazioni di pericolo ove opportune, e un’assicurazione di responsabilità civile che includa i rischi di intossicazione alimentare. Inoltre è necessario predisporre uno o più percorsi  didattici attivi sull’educazione ambientale, alimentare, relativi al gusto e alla ruralità, tutti diversificati in relazione al target.

L’incremento delle Fattorie Didattiche è anche dovuto al decreto legislativo 228 del 18 maggio 2001, “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo”, che indica le attività ricreative e didattiche miranti a una migliore conoscenza del territorio, tra le attività multifunzionali dell’imprenditore agricolo.
La presenza di queste quindi non solo è un contributo per lo sviluppo dell’agricoltura, ma anche per il campo della formazione e dell’educazione, rendendo i fruitori maggiormente informati, consapevoli e partecipi delle attività manuali. È per questo che le fattorie sono diventate sempre più meta dei viaggi di istruzione: alla pari di città d’arte e musei, contribuiscono alla formazione e all’educazione dei bambini.

Per scoprire le fattorie didattiche nella tua Regione clicca su www.fattoriedidattiche.biz.

Benedetta Rutigliano

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Una risposta a Fattorie didattiche: nuove mete dei viaggi d’istruzione

  1. avatar
    Maria D 05/10/2012 a 11:59

    Da insegnante, concordo pienamente. E’ fondamentale il coinvolgimento degli alunni nelle attività affinchè possano capire meglio come avvengono determinati processi. A maggio ho portato i miei alunni al percorso didattico di educazione ambientale a Miragica, (un parco divertimenti pugliese che offre tutta una serie di percorsi didattici) e hanno avuto la possibilità di mettere in pratica le nozioni teoriche illustrate dall’esperto. Come ciliegina sulla torta a fine percorso i ragazzi hanno potuto provare le attrazioni del parco divertimenti.
    Spero che la mia esperienza possa essere utile a qualche lettore

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