Fantastica Moana

Andrà in onda su Sky Cinema1 la già chiacchierata novità del palinsesto televisivo di quest’inverno con Violante Placido nei panni dell’ultima diva del cinema italiano da bollino rosso

di Gianluca Guarino

Moana Pozzi

Moana Pozzi

M-O-A-N-A. Sì, Italia. Adesso lo puoi leggere a voce alta. Adesso puoi guardare, osservare, scrutare, desiderare. L’1 e 2 dicembre 2009 di preciso. Se sei un cliente Sky, ovvio.

La tv si gira intorno: solo reality, brama di popolarità (anche se è da riscuotere presso un pubblico di casalinghe) e popolo bramoso di divi. Ma ce ne sono? La domanda nasce spontanea. La risposta è incerta, la faccia interrogata fa avanzare un po’ il labbro inferiore rispetto al superiore: perplessità e dubbio si alternano in rapida successione.

La tv, ma anche il cinema, si rivolge al recente passato. E dopo l’epopea della prima serie di Romanzo Criminale ecco che le tinte dei salotti borghesi trascolorano dal cupo, tenebroso nero-cronaca, nel  lussurioso, permissivo, trasgressivo rosso dei set della fiction Moana.

Ad interpretarla una candida ma audace Violante Placido, che però nega ogni imbarazzo nell’immedesimazione nel ruolo e che, anzi, nel trailer ufficiale lascia scorgere un piccolo morso sulle labbra che condensa tutta la carica erotica del personaggio (sarebbe meglio attendere l’uscita) e probabilmente della sua interpretazione.

Certo è dura. Incrociare sguardi e bypassare commenti. Essere la provocazione. Il demonio. Lo sapeva questo, e lo viveva ogni giorno sulla propria pelle Anna Moana Rosa Pozzi, la più grande star del cinema porno made in Italy e non solo. La più grande perché ha cavalcato senza troppi timori  lo Tsunami hard di cui fu portatrice. La più grande perché prima fra tutte le sue colleghe a farsi apprezzare non solo per le proprie doti “attoriali”. La più grande perché, in un periodo di particolare produttività di quel settore, bastava da sola a sbaragliare la concorrenza, con l’aiuto di un titolo a effetto. Un effetto che poteva, talvolta, essere ancora più devastante se la ragazza genovese veniva affiancata da un’altra icona del cinema a luci rosse, Cicciolina.

Moana era di più. Che non se la prenda la Staller (tra le altre cose al centro di una polemica sui mancati riconoscimenti dei suoi diritti d’immagine per l’utilizzo di un’attrice che interpreta il suo ruolo appunto).

Baudo e Costanzo gradivano la sua presenza nelle proprie trasmissioni. Un po’ più di tempo ci ha impiegato il bigotto popolo dello stivale ad aprirle la porta di casa come si fa al ragazzo del salumiere. Certo non si tratta della medesima cosa, e meno male! Ma anche quello è pane, o meglio, lo fu.  Oggi invece sono disponibili solo scorte liofilizzate nei supermarket dello spettacolo (internet compresa). Tutto uguale. E in enorme quantità. Non ci sarà mai più una Moana, così come ogni bagno nella fontana di Trevi sarà solo mediocre imitazione di un’invenzione, ripetizione, tormentone. Banale e scontato.

La fiction ideata e scritta da Cristiano Bortone, è diretta da Alfredo Peyretti e, nel cast, accanto alla Placido figurano Giorgia Wurth, nel ruolo di Cicciolina e Fausto Paravidino (già nel cast di Romanzo Criminalela serie) nei panni di Riccardo Schicchi, ex manager della diva, nonché scopritore di talenti, produttore e regista.

Violante Placido - Moana Pozzi
Violante Placido – Moana Pozzi

La Placido, protagonista della miniserie, ammette le proprie buone aspettative nella ricezione di questo lavoro da parte del pubblico. Anche da quello femminile che è stato sempre avverso a questo genere di professione. D’altra parte Moana era una donna energica, forte ed anche senza ricorrere alla celebrazione come se si trattasse di una Giovanna d’Arco dei nostri tempi, pare lecito ammettere la grinta e la determinazione di una ragazza che da sola (sono in molti a testimoniare l’assenza di veri amici nella sua vita) ha combattuto i luoghi comuni, l’ignoranza, l’intolleranza. Certo difficilmente sarà accostata all’eroina cristiana, ma senz’altro la nostra attualità, smessa la maschera, può conferirle lo status di donna moderna ed emancipata. Indipendente, libera.

Sembra quindi giusto, onesto e doveroso seguire con attenzione la fiction targata Sky che ripercorre la biografia della ragazza genovese. Soprattutto se il dovere (nostro in senso retrospettivo) si confonde nel piacere. Moana è immagine del suo tempo, mito. Il nostro tempo se n’è accorto. E ne fa letteratura, cinema. Prende in prestito l’immorale di ieri e lo rende immortale grazie ai costumi di oggi. Alla fine ne rimarrà solo una. Irresistibile Moana.

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