Fame nervosa? Annota cosa provi mentre mangi

La fame nervosa non è necessariamente una malattia e può essere gestita. Scopri come con i consigli della dottoressa Stefania Mancini

La fame nervosa è spesso sintomo di una cattiva educazione alimentare

La fame nervosa è spesso sintomo di una cattiva educazione alimentare

La fame nervosa è un disturbo del comportamento alimentare, ovvero una patologia che implica l’alterazione delle abitudini alimentari e che colpisce indistintamente uomini e donne, soprattutto di età compresa tra i 16 e i 40 anni. Questa è spesso legata all’incapacità di gestire emozioni forti e così capita che si mangia quando si è tristi, annoiati, depressi, arrabbiati, frustrati o stressati pur senza aver fame.

Il cibo diventa consolatorio e gratificante in tutte quelle circostanza in cui il mangiatore emotivo si sente impotente. Non importa la qualità di ciò che si mangia, l’importante è mangiare in grandi quantità quasi perdendo il controllo, senza gustare i sapori e per essere poi assaliti dai sensi di colpa. Perché succede e soprattutto come riconoscere questa patologia? Ce lo spiega la nostra dietista e consulente nutrizionale, la dottoressa Stefania Mancini.

Dottoressa Stefania Mancini, dietista

Dottoressa Stefania Mancini, dietista

La fame nervosa è sempre associata ad un disturbo psicologico?

«Fortunatamente no. Il fenomeno della fame nervosa è spesso sintomo di una cattiva educazione alimentare: ad esempio l’abitudine sempre più frequente di saltare i pasti principali determina un aumento della fame nelle ore pomeridiane che associata alla stanchezza serale può indurre a mangiare più del dovuto. Ad ogni modo è sempre bene inquadrare bene lo stato emotivo del paziente perché talvolta dietro comportamenti alimentari anomali si celano disagi personali di non poco conto».

Esiste un collegamento tra alimentazione ed emozioni?

«Certamente. Il soddisfacimento della fame è un bisogno primario a cui si lega la nostra sopravvivenza. Forse non tutti sanno che i nuclei cellulari del sistema nervoso che inducono la percezione della sazietà sono direttamente collegamenti ai nuclei che controllano il senso del piacere e della gratificazione. Quindi nessuno mangia solo per sfamarsi, anzi potremmo dire che il cibo è fonte di gratificazione per dati genetici ben precisi».

Chi mangia emotivamente preferisce i cibi dolci o salati?

«Quasi sempre i dolci. In realtà questa informazione è parzialmente vera nel senso che quando si vive un episodio di fame emotiva si inizia da un cibo considerato proibito (quasi sempre dolci appunto) ma si arriva poi a mescolare sapori diversi, spesso i più disparati. Questo dipende dal fatto che in quel momento la ricerca di cibo non è dettata da motivi di gusto o da necessità fisiologiche ma dal bisogno di riempirsi per tamponare la percezione di un’emozione sgradita».

Come si riconosce la fame nervosa? Ci sono dei sintomi che accompagnano questa patologia?

«Si può parlare di fame nervosa quando una persona sente la necessità di mangiare tutte o quasi le volte che prova un’emozione, di solito negativa. In questo caso il cibo assume la funzione di canale di sfogo, come se fosse una modalità alternativa di comunicare uno stato emotivo che altrimenti non si riesce a tollerare. Per fare un esempio: non c’è niente di strano se sento il bisogno di mangiare un cioccolato dopo un’arrabbiatura o durante una domenica piovosa ma se ogni volta che mi arrabbio, o che mi annoio, o che mi sento triste cerco del cibo allora è consigliabile chiedere aiuto».

Woman eating cake

Si può controllare la fame emotiva?

«Ci sono molte tecniche legate alla psicoterapia cognitivo comportamentale che aiutano moltissimo. Innanzitutto è utile tenere un diario alimentare in cui annotare tutto quello che si mangia e si beve durante il giorno, indicando anche le emozioni che tendo a provare in prossimità dei pasti. Inoltre esistono delle tecniche specifiche per il controllo degli stimoli che permettono di favorire la gestione degli stimoli esterni legati al cibo».

Spesso capitano episodi di fame nervosa negli studenti sotto esame, quali sono i consigli per loro?

«La regola fondamentale è quella di fare cinque pasti al giorno in modo da non avere mai una fame eccessiva. Inoltre è utile inserire ogni giorno degli alimenti gratificanti ad esempio della cioccolata al mattino o qualcosa di dolce durante la giornata. Frutta e verdura forniscono invece l’apporto essenziale di vitamine e sali minerali che aiutano a concentrarsi meglio e a resistere alla fatica».

Antonella Nalli

@a_enne_ti

Foto: blogsempresani.it, studionews24.com, ultimenotizieflash.com

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