Facebook: rischio oscuramento per i gruppi pro-Tartaglia

Il ministro Maroni propone l’oscuramento dei gruppi inneggianti all’aggressore di Berlusconi e la Procura di Roma apre un’indagine. Dubbi sui gruppi a sostegno di Berlusconi, gli iscritti non sapevano di esserlo

di Nicola Gilardi

maroni

Roberto Maroni, ministro dell'Interno

I gruppi nati sull’onda dell’aggressione a Berlusconi sono tanti e contano già migliaia di iscritti. Alcuni di essi però hanno suscitato molto scalpore, due in particolare: “10, 100, 1000 Massimo Tartaglia” e “Berlusconi a morte”. Le polemiche si sono inasprite da subito, tanto che il ministro dell’Interno, Maroni, ne ha proposto la «chiusura». Le motivazioni principali sarebbero l’istigazione a delinquere e la natura violenta dei gruppi stessi. Per questo la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta e la polizia postale è stata incaricata di accertare le fonti da cui sono nati.

Molti dubbi, invece, nascono da quei gruppi a sostegno del presidente del Consiglio. “Solidarietà a Silvio Berlusconi” ha raggiunto inaspettatamente quasi 2 milioni di adesioni, ma il fatto è che alcuni iscritti non sapevano di esserlo. Si è scoperto che il gruppo avrebbe soltanto cambiato nome e che in origine era una campagna a favore dei terremotati d’Abruzzo. Ma questo non è l’unico caso, “Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia” è arrivato a 400mila iscrizioni, ma anche questo ha cambiato nome ed era in origine contro facebook a pagamento.
Le reazioni degli ignari iscritti sono state forti, tanto che alcuni hanno minacciato la querela, ma il comportamento comune è stato l’abbandono dei gruppi, che si sono notevolmente “alleggeriti”.

facebook4Il tema dei social network rimane molto controverso. Se da un lato portano a pacifiche manifestazioni di piazza, che sono segno di partecipazione democratica alla vita del Paese, dall’altro permettono la nascita, fra i tanti, di gruppi inneggianti alla mafia e all’odio razziale. Le proposte di limitazione alla rete sono state tante, come quella di Gabriella Carlucci, esponente del Pdl, che sostiene lo stop dell’anonimato in rete.
Spesso però si dimentica che facebook altro non è che un mezzo attraverso il quale si esprimono i propri pensieri. La questione è sociale e culturale, prima che politica.

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2 Risponde a Facebook: rischio oscuramento per i gruppi pro-Tartaglia

  1. avatar
    martino 16/12/2009 a 00:18

    Be un po sulle scatole stava anche a me , pero’ ogni forma di violenza è sbagliata anche questa!!!!

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  2. avatar
    Garcia 16/12/2009 a 08:36

    Fino a che punto facebook Italia collabora col ministero degli interni , a partire del connubio per il non solo oscuramento di “Fan di Massimo Tartaglia” , nella “schedatura di massa”.

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