Facebook provoca invidia e frustrazione

Facebook provoca invidia e infelicità

qnm.it

Roma – Nato per permettere di rimanere in contatto con le persone, ritrovare vecchie amicizie, condividere di tutto: questo è Facebook, l’emblema delle relazioni sociali. Poi ecco giungere la notizia che il social network di Mark Zuckerberg provoca invidia e frustrazione almeno ad un terzo degli utenti.

Questo è quanto emerge da una ricerca condotta dal professor Peter Buxmann dell’Università di Darmstadt e da Hanna Krasnova dell’Università Humboldt di Berlino. Tramite la somministrazione di un’intervista ad alcuni utenti registrati su Facebook, la conclusione di questo studio è che i sentimenti esperiti, dopo aver navigato su questo social network, sono prevalentemente negativi. La causa principale della frustrazione è da rinvenire nei profili Facebook degli amici, che provocano una costante sensazione d’invidia. «Sebbene gli intervistati fossero riluttanti ad ammettere di aver provato invidia, mentre erano collegati a Facebook – ha spiegato la dottoressa Krasnova nel comunicato TUD – spesso si presume che l’invidia possa essere la causa che si cela dietro alla frustrazione da “altri” su questa piattaforma: una chiara indicazione che proprio l’invidia è un fenomeno saliente nel contesto di Facebook».

Quello che si viene a creare è una sorta di confronto sociale: un utente, navigando sul profilo di un amico, percepisce questa felicità, vera o falsa che sia, leggendo i suoi status o guardando le foto pubblicate; a quel punto sarà stimolato a offrire un’immagine di sé più positiva che diventerà, a sua volta, fonte d’invidia per altri. Tra le categorie che più sono state oggetto d’invidia: le vacanze, lo svago, l’amore e il tempo libero. I soggetti maggiormente a rischio risulterebbero quelli che utilizzano frequentemente Facebook come fonte d’informazione. Altro aspetto che i ricercatori hanno fatto notare: l’esistenza di una correlazione tra l’invidia provata on-line e la soddisfazione generale per la propria vita off-line.

I risultati di quest’indagine saranno presentati a Lipsia, in occasione dell’11th International Conference Wirtschaftsinformatik (Conferenza di Sistemi Informativi) in programma dal 27 febbraio al 1 marzo 2013. La ricerca verterà sugli effetti di Facebook e le sue conseguenze all’interno delle varie culture.

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| qnm.it; crunchbase.com

 

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