Facebook: il tasto “Non mi piace” non conviene a nessuno. Ecco perchè

Inspiegabilmente desiderato da migliaia di utenti, il tasto "Non mi piace" non vedrà mai la luce su Facebook. Una scelta decisamente conveniente per Zuckerberg

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Il tasto “Non mi piace” non vedrà mai la luce su Facebook. A conti fatti, per il social network sarebbe estremamente nocivo (foto: tecnoandroid.it)

Questione di tempo, e poi su Facebook ci sarà il “Non mi piace“. Ad annunciarlo è stato il creatore del popolare social network, Mark Zuckerberg, all’interno di un Questions&Answers – domande e risposte – svoltosi per la prima volta dal vivo. A differenza però di quanto predetto nel corso degli anni da fonti più o meno informate, a vedere la luce non sarà però un tasto simile – e contrario – al popolare “Mi piace”, ma qualcosa che , come ha dichiarato lo stesso Zuckerberg, darà la possibilità di esprimere sensazioni di «empatia»  di fronte a situazioni per cui il “Like” sarebbe quantomeno inopportuno.

COME SARÀ IL “NON MI PIACE” - «Vogliamo dare altre opzioni per manifestare in modo più completo i sentimenti da esprimere – ha spiegato il Ceo di Facebook –  e dare la possibilità di interagire anche in casi in cui qualcosa non sia adatta al ‘mi piace’ per qualcuno che la vede, come la perdita di una persona cara. Gli amici vogliono farti capire che capiscono, ti sono vicini, ma non se la sentono di mettere un like perché non sarebbe appropriato. Ci stiamo lavorando, e stiamo solo cercando la direzione giusta».

MI PIACE E NON MI PIACE: GENESI DI UNA FOLLIA - Finisce così la leggenda del tasto “Non mi piace”, il  tanto desiderato “antagonista” del “Mi piace”, opzione inserita nel 2010 per permettere agli utenti di esprimere apprezzamenti verso un contenuto senza doversi necessariamente dilungare in commenti più o meno argomentati. In poco tempo, è palese che, mentre da un lato i dibattiti su facebook sono drammaticamente venuti meno, dall’altro i “like” sono diventati indice unico ed autorevole di popolarità e attendibilità, con personaggi improbabili divenuti opinion leader per “click acquisiti sul campo”.  Ma se con il “Mi piace” si è gonfiato l’ego degli utenti – ormai convinti di dover rendere pubblico il proprio pensiero su qualsiasi argomento – un tasto di valore contrario avrebbe effetti nefasti, arrivando perfino – e forse non stiamo esagerando – a spargere frustrazione, facendo venir meno la voglia di partecipare in quella grande “agorà” che è ormai facebook.

CHI LO SPIEGA AGLI INSERZIONISTI? – Tuttavia, a guidare le decisioni di Zuckerberg non deve essere stato tanto l’ego – o l’insicurezza – degli utenti del suo social network, quanto l’effetto che un tasto “Non mi piace” potrebbe avere sull’umore degli inserzionisti, un elemento decisamente più importante per la crescita economica del popolare social network. Cosa succede difatti se un post introdotto per pubblicizzare un determinato prodotto riceve una quantità astronomica di “Non mi piace”? Una pessima pubblicità, con conseguenti ricadute sia sull’investimento realizzato che sulle prospettive future. Nel dubbio, meglio evitare, no?  Si, decisamente. D’altronde, utenti gratificati e convinti di esprimere pensieri profondi e pubblicitari soddisfatti è il mix perfetto per un social network di successo. Perchè rischiare?

Carlo Perigli

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