F1, GP Belgio-pagelle: Tutto è bene quel che finisce bene

Hamilton subito dopo l'incidente: «Sei pazzo?» sembra chiedere a Grosjean

Francorchamps (Belgio) – Dodicesimo appuntamento dell’anno di questo campionato 2012 di Formula 1. La corsa di Spa ha interrotto il silenzio estivo dei motori a quattro ruote, una sosta obbligata da regolamento Fia. Se in mezzo ai boschi delle Ardenne è Jenson Button a spuntarla, anche per Alonso è stata una giornata fortunata, ritiro a parte: avrà la possibilità di raccontare ai suoi nipoti come un tale Grosjean, con la sua Lotus in quel del Belgio, planò letteralmente a sulla F2012 a nemmeno 30 centrimetri dalle sue mani. E a farne le spese nel medesimo incidente sono incappati anche Lewis Hamilton, che appena sceso dalla McLaren al francese ha dato del pazzo, e Sergio Perez. Tutto è bene ciò che finisce bene. Conferme, delusioni e novità nelle nostre pagelle del GP del Belgio.

Jenson Button, voto: 10
Inizialmente conosciuto dai tifosi con il nome di Paracarro, nomignolo gentilmente affibiatogli da Briatore nel 2009 e che ancora oggi lo accompagna per i paddock di mezzo mondo, Button, dopo il torpore primaverile-estivo nel quale era caduto come se si trattasse della Bella Addormentata, ritrova la vittoria a Spa, che gli mancava da quella di inizio stagione dell’Australia: in testa dai primi giri della corsa alla fine, dimostra che il passo fatto vedere in qualifica non era un effimero battito di ciglia a dimostrazione che la McLaren potrebbe essere davvero la monoposto da battere in questa serrata lotta per il titolo iridato 2012. Una rondine non fa primavera, ma i 63 punti di svataggio in classifica tra Button e Alonso permettono all’inglese di sognare il secondo alloro della carriera.

Kimi Raikkonen all’Eau Rouge, voto: 9
Lo avevamo detto: Kimi Raikkonen è probabilmente il miglior interprete di sempre dei saliscendi delle Ardenne con 4 vittorie su sette partecipazioni, e tale si è dimostrato. Iceman sale ancora una volta centra il podio a Spa, entrando nella storia di questo GP grazie a una Lotus in grande crescita. Da cineteca il sorpasso in ingresso all’Eau Rougesu Michael Schumacher, non proprio il primo pivello che incontri su un’autostrada qualunque.

Il tracciato di Spa sorge in mezzo alla foresta delle Ardenne

Spa-Francorchamps, voto: 8
L’università della Formula 1, una di quelle piste, assieme a quella di Montecarlo, dove un pilota sogna di vincere. Eau Rouge, La Source, Radillon, Blanchimont, rettilineo del Kemmel: non stiamo parlando di esclusive piste sciistiche nei pressi di Saint Moritz o di Madonna di Campiglio. In questi nomi si racchiude l’unicità della pista di Spa, dove oltre ai piloti anche gli appassionati sognano di andare una volta in pellegrinaggio, un’invenzione quasi mistica nata dalla natura. Messaggio per Herr Tilke: sfidare le creazioni dell’ambiente circostante è impossibile anche per l’architetto di fiducia di Bernie Ecclestone.

Michael Schumacher, voto: 7
The Kaiser is back. Fino a quando la Mercedes glielo permette mette in scena il meglio di Michael Schumacher, un repertorio da cineteca: gestione dei pneumatici, sorpassi su Di Resta, Hulkenberg, Raikkonen, Ricciardo e scherzetto finale a Vettel, prima di entrare in corsia box. L’unica bestia nera del tedesco inizia a essere la sfortuna: Schumacher viene nuovamente tradito dalle gomme che gli impediscono di effettuare una sola sosta e conseguentemente di piazzarsi sul podio.

Premiata ditta Alonso&Hamilton, voto: 6
Alonso & Hamilton, amici nemici. Permettetemi di parafrasare un capolavoro d’animazione disneyana. Lo spagnolo e l’inglese, dopo gli screzi del 2007 quando erano compagni di box alla McLaren, diventano involontari protagonisti del botto più pauroso del mondiale 2012 di Formula 1. Se Lewis è stretto dal solito kamikaze Grosjean e non può far altro se non che sbandare sul muretto alla sua destra, Fernando può ringraziare davvero i santi lassù perché ha la grande fortuna di poter raccontare questa disavventura a causa della quale, francamente, poteva pagare un dazio ben maggiore.

Felipe Massa, voto: 5
La Ferrari non è la Red Bull ma con Alonso fuori da Massa, che avrebbe dovuto raccogliere le redini del team, ci si aspettava di più. La quinta posizione potrebbe essere ritenuta come un discreto risultato, tenendo conto della posizione di partenza al via e dei pochi punti che in visione mondiale riesce a rubare a Mark Webber, ma è semplicemente un’altra gara in linea con il resto della stagione, senza acuti o sorpassi straordinari. Nei giorni antecedenti la corsa Felipe aveva dichiarato di avere tutte le carte in regola per rimanere a Maranello anche nel 2013: dopo l’ennesima prestazione opaca, da Monza, dovrà iniziare davvero a tirare fuori i denti.

Le tragicronache della Rai, voto: 4
Ormai i servizi dello squadrone di Raisport della Formula 1 sprofondano nell’inadeguatezza a cominciare dalla solita Stella Bruno, non a caso una delle star delle nostre pagelle, che a Maldonado è arrivata a chiedere: «Visto che eri in una posizione privilegiata, raccontaci l’incidente alla partenza», peccato che il venezuelano, come altri piloti l’hanno preceduto negli anni si è preso gioco della fantomatica inviata con un bel «A dire il vero ero davanti, non ho visto niente». Poi non mancano interviste in uno stentato inglese con Martin Withmarsh, Lewis Hamilton e Jenson Button, il racconto di come i piloti hanno passato l’estate, chi è la nuova fidanzata di chi e il povero Paul Hembery, che quasi in imbarazzo deve rispondere alle solite e inutili domande.

Pastor Maldonado, voto: 3
A vederlo ricorda inevitabilmente un altro pilota sudamericano, Juan Pablo Montoya. È veloce, si piazza meglio di Bruno Senna in qualifica ma in gara è inconsistente e anche a Spa, Pastor ne ha combinata una delle sue mettendo a segno una partenza anticipata che agli occhi dei più attenti più che altro è sembrata un distacco dal suolo di uno space-shuttle. Dopo l’esibizione in Venezuela terminata con la Williams spiaccicata sul marciapiede, la serie nera di Maldonado continua anche in pista.

Grosjean, per la leggerezza della partenza del GP del Belgio, salterà la gara di Monza

Rai VS Schumacher, voto: 2
2000: Michael Schumacher è idolo incontrastato della folla rossa, il salvatore di Maranello, amato, difeso e osannato dagli inviati della Rai presenti sui campi di Formula 1.
2010: Michael Schumacher passa alla Mercedes. Da sette volte campione del mondo diventa un anziano che commette semi scorrettezze ai danni dei colleghi, improvvisamente si trasforma in una specie di pilota della domenica per il sorpasso subito da Raikkonen all’Eua Rouge, con una Mercedes con gomme alla frutta. Come si potrebbe dire… W la coerenza!

Romain Kamikaze Grosjean, voto: 1
Gli abbiamo dato 1 come voto, anche se sarebbe da sospensione e bocciatura diretta, senza diritto di replica. E ieri è andata bene non solo ad Alonso e ad Hamilton ma anche all’amico Grosjean. Se in dodici Gran Premi causi sei incidenti al via qualcosa non va. Il talento non si discute, va bene, ma un conto è parlare di doti naturali e un conto è parlare di spavalderia e incoscenza da non confondere con la troppa poca esperienza. Rovinare la gara e far rischiare la vita ai colleghi non vuol dire correre in Formula 1, per certe cose si può scatenare sulla Nintendo Wii, XBox o PS3 che sia. La direzione gara ha deciso di squalificarlo per il prossimo GP ma la più grande delusione è quella dei ferraristi: pensare che erano già pronti a fargli la festa. E ora come potranno riciclare manganelli, passamontagna e bastoni?

Eleonora Ottonello

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