Expo 2015: perché era meglio non farlo tra scandali e false previsioni

Tra le prime ammissioni di tangenti, gli arresti di noti politici e i cantieri fermi da mesi, i cittadini si chiedono se l'Expo 2015 ha ancora senso

Expo 2015Milano – Inutile stilare la lista degli imprenditori, dei manager, dei politici e di quanti sono stati o saranno arrestati per le tangenti messe in atto nel sistema di appalti dell’Expo 2015. Troppo lunga. Lo si capisce anche senza entrare nei dettagli che Tangentopoli è tornata, dopo ventidue anni, sotto forma di consulenze e mediazioni economiche, ma insomma, sempre di mazzette si tratta.

L’HASHTAG #SALVAEXPO – Giustamente, i talk show politici non hanno sprecato l’occasione di parlare con i propri ospiti dello scandalo Expo: Piazza Pulita, in onda ogni lunedì sera su La7 dalle 21.10 a mezzanotte, ha anche lanciato l’hashtag #salvaexpo chiedendo al pubblico se valga la pena salvare o meno l’evento previsto per la primavera 2015 a Milano e, in generale, che cosa pensa dello scandalo sugli appalti.

 

 

 

Su Twitter, gli utenti hanno cinguettato a centinaia: «In Italia non si riesce a organizzare onestamente nemmeno una partita a bocce», «Non servirà nessun #salvaexpo, per l’ennesima volta hanno buttato una buona occasione nel WC insieme all’immagine internazionale dell’Italia», «Scalpore per la corruzione dell’Expo 2015. La verità è che in Italia e nel mondo un po’ tutti si aspettavano che sarebbe successo», «uccidi l’Italia, il suo ambiente, la sua immagine, le sue risorse ma #salvaexpo. Non sia mai che i politici mafiosi ci rimettano un centesimo», «basterebbe legalizzare le mazzette. È cosi che si fa».

 

 

 

Insomma, i pareri dei cittadini sono tutti abbastanza concordi: prima ancora che le gare d’appalto iniziassero, in Italia i cittadini già sapevano che non ci sarebbe stata trasparenza, né posti di lavoro, né beneficio alcuno per gli onesti abitanti della città e dell’hinterland. Ma non sono solo i cittadini a pensare che l’Expo 2015 non porterà alcun beneficio alle persone. A dichiararlo a gran voce ci pensa anche l’economista Roberto Perotti che, in un eBook scaricabile gratuitamente, parla non solo degli scandali che stanno travolgendo l’esposizione universale milanese, ma anche di quali saranno gli effetti reali dell’evento.

PERCHE’ L’EXPO E’ UN GRANDE ERRORE – Secondo Perotti, i problemi fondamentali dell’esposizione internazionale non sono né la corruzione, né i ritardi: l’unico problema è che l’Expo 2015 non si sarebbe mai dovuto fare. L’idea nacque nel 2009, quando l’allora sindaco di Milano Letizia Moratti si lasciò incantare dalle stime economiche (e superficiali) che hanno supportato la decisione.

Expo 2015

Tabella estrapolata dal Rapporto di Sostenibilità 2013

Dalla tabella, riportata sul Rapporto di Sostenibilità 2013, si vede che l’importo iniziale per le sole infrastrutture dell’Expo – i padiglioni fieristici per intenderci – equivale a oltre tre miliari di euro. Da questa spesa iniziale, secondo i dati della tabella, aumenterebbero la produzione, il totale del Pil e, di conseguenza, anche l’occupazione.

Expo 2015

Tabella estrapolata dallo studio CERTeT dell’Università Bocconi di Milano

In questa seconda tabella, invece, creata dal centro studi CERTeT dell’Università Bocconi, le spese per le opere infrastrutturali connesse all’Expo – la pedemontana, la nuova linea metropolitana e molte altre – ammonterebbero a 12,5 miliardi di euro e avrebbero come effetto un enorme aumento totale del Pil, nonché un ulteriore aumento sulla percentuale totale dei dati sull’occupazione.

Ma Roberto Perotti parla subito di risultati sovrastimati: innanzitutto, ignorano del tutto il fatto che le risorse utilizzate abbiano un costo. Ovviamente, l’unico modo per investire più di quindici miliardi di euro è aumentare le tasse (ma con l’aumento delle tasse non diminuiscono Pil e produzione?). In secondo luogo, si attendono circa venti milioni di visitatori: nei giorni in cui ciascun visitatore visita l’Expo, riduce i consumi nella sua città. Cioè, in quel giorno o in quei giorni, ogni visitatore avrebbe potuto frequentare i ristoranti del suo luogo di residenza, avrebbe potuto andare allo stadio o a visitare qualche museo. Si capisce come tutti questi “consumi mancati” avrebbero dovuto essere conteggiati in riduzione dei consumi aggiuntivi. Per approfondire il punto di vista e le varie ipotesi dell’economista Perotti, potete scaricare qui l’eBook gratuito.

Chiudiamo con il quadro complessivo che la Procura della Repubblica ha fatto dello scandalo appalti dell’Expo 2015: «Per quanto riguarda i componenti a vario titolo dell’associazione criminosa gli elementi di indagine a nostra disposizione dimostrano la formidabile efficienza, ramificazione, capacità di infiltrazione e condizionamento degli appalti e delle condotte dei pubblici ufficiali in capo al sodalizio criminoso e l’attuale estrema pericolosità dello stesso. Siamo in presenza di un’associazione a delinquere che anche nel momento in cui l’Ufficio sta scrivendo queste righe sta condizionando in modo illecito e continua a inquinare appalti di fondamentale rilievo per la vita economica del Paese».

Mariangela Campo

@MariCampo81

 

 

 

 

 

 

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