Experia, sgombero coatto a ritmo di manganelli

Uno dei più importanti centri di aggregazione dei quartieri popolari catanesi sgomberato dalla polizia tra botte e urla

di Erika Castorina

4076779712_eb004a16d6Catania - Era un importante centro di aggregazione e socializzazione nel cuore della città. Era un centro popolare che per 17 anni si è dedicato alla gente di un quartiere disagiato, l’Antico Corso, dove le istituzioni non arrivavano e continuano a non arrivare. Era questo il Centro Popolare Experia, ma da qualche giorno è stato brutalmente spazzato via da una violenta operazione di polizia spacciata per “ripristino della legalità”.

Un vero peccato visto che i ragazzi che frequentavano il centro erano riusciti non solo a trasformare un locale fatiscente in un centro propulsore di attività civile ma, soprattutto, a far rivivere un quartiere intero. Tante iniziative politiche e culturali come mostre e concerti, tanta vivacità sociale e momenti di aggregazione al servizio dei cittadini, come doposcuola per i bambini, palestra popolare, ciclo officina e laboratorio di giocoleria che nel tempo sono riuscite a contrastare efficacemente la delinquenza della zona. Tante attività che, nonostante  lo sgombero coatto, non sono cessate di esistere grazie alla partecipazione quotidiana di centinaia di sostenitori che si riuniscono in strada per continuarle come se niente fosse accaduto.

Eppure quella mattina del 30 ottobre, forse frutto di uno “scherzetto di Halloween” pagato in anticipo, le forze dell’ordine sono arrivate all’alba, caricando con violenza, a suon di manganellate, decine di giovani che, quella mattina, si trovavano al Cpo.

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Manifestazione pro Experia

Nonostante siano passati già diversi giorni in città ci si chiede ancora il motivo dello sgombero deciso dal magistrato catanese Enzo Serpotta, su richiesta del Sovrintendente ai Beni Culturali di Catania Gesualdo Campo, al fine di destinare i locali del centro sociale all’ Ersu (Ente per il diritto allo studio) dell’Università di Catania.

La questione è piuttosto annosa. Ha come protagonisti il Comune, l’Ersu e il centro Gioventù italiana del Littorio, un ampio edificio (che oggi ospita la scuola Manzoni) con tanto di saletta cinema (oggi ex centro Experia),  risalente al 1985, anno in cui un decreto presidenziale prevedeva il trasferimento dei locali del centro sociale all’ente per il diritto allo studio. Poiché il Comune di Catania aveva destinato tali locali ad una scuola, la disponibilità dell’edificio non fu concessa all’Ersu. Non potendo acquisire i locali adibiti per la scuola, da allora l’ente universitario ha spostato il suo interesse verso l’ex cinema. L’idea è quella di farne una sala polifunzionale, dove i giovani fanno musica e organizzano cineforum e laboratori di danza.

Insomma, tutte cose che il Cpo Experia ha finora realizzato, con la differenza di coinvolgere non solo gli studenti dell’ateneo ma un intero quartiere. Ma c’è dell’altro. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, il locale potrebbe anche diventare un vero e proprio teatro con tanto di palchetto e poltroncine o, addirittura, una mensa universitaria. Tutte idee un po’ vetuste e antiquate che sanno di “dèjà vu” e ricordano le tante opere realizzate e mai utilizzate.

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Manifestazione pro Experia

Intanto non si spengono le polemiche intorno al caso Experia, gli animi sono ancora caldi e i ragazzi del centro non ci stanno. A tal proposito, per riflettere e fare un po’ di chiarezza, è stato organizzato un dibattito pubblico dal titolo “Quale emergenza? Modalità e motivazioni della chiusura del Centro Popolare Experia”, che sicuramente farà luce sulla questione.

La Cgil di Catania, inoltre, ha chiesto un “incontro urgentissimo” con l’amministrazione per «capire cosa è successo politicamente nella vicenda dello sgombero del Cpo Experia» perché i sostenitori, i ragazzi e la città  necessitano urgentemente di una risposta.

foto di Alberta Dionisi

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