Eva: il nuovo film di Kike Maillo tra robot e sentimenti

La locandina del film (movieplayer.it)

Alex Garel (Daniel Brühl) è un importante ingegnere cibernetico che fa ritorno a Santa Irene, presso l’università in cui si è formato, dopo dieci anni di lavoro in Australia. Lo scopo del rientro è quello di creare la personalità di un robot bambino, su incarico della facoltà di robotica. Qui deve subito scontrarsi con i fantasmi di un passato ingombrante: il fratello David (Alberto Ammann) col quale ha litigato al momento della partenza e soprattutto la moglie di questi, Lana Levy (Marta Etura), sua fidanzata ai tempi dell’università, lasciata per sfruttare un’occasione di carriera all’estero.

Mentre si accinge a cercare un bambino dal quale trarre la personalità per il robot, Alex si imbatte nella piccola ed intraprendente Eva (Claudia Vega), ragazzina di dieci anni dalla personalità precoce ed affascinante, che risulterà essere la figlia di David e Lana. Tra i due protagonisti si instaura da subito un legame di forte complicità e Alex proverà a ispirarsi al suo carattere scanzonato e ribelle per la realizzazione del progetto, trovando tuttavia il fermo rifiuto della madre.

Nonostante il diniego materno Alex continuerà a frequentare e a studiare i comportamenti della bambina, anche se progressivamente l’affetto prevarrà sull’interesse scientifico. Nel mentre riaffiorerà l’amore mai sopito per Lana che lo porterà a scontrarsi di nuovo con David e a scoperchiare una verità nascosta per dieci anni, verso un finale sorprendente.

Il film presenta molti spunti di notevole interesse, a partire dall’interpretazione dei protagonisti: Daniel Brühl, già visto sotto la regia di Quentin Tarantino in Bastardi senza gloria (2009), non delude né per fascino, né per mimica. Ma la vera rivelazione è Claudia Vega, candida e ammaliante come se il personaggio di Eva fosse perfettamente plasmato su di lei. Inoltre, è degna di nota anche l’abilità del regista Kike Maillo nel disseminare per tutta la pellicola quegli indizi che porteranno alla soluzione finale, quasi si trattasse di un giallo.

Tuttavia lascia perplessi la raffigurazione di alcuni personaggi: su tutti il fratello David, il quale vacilla tra il ruolo di co-protagonista e figura secondaria, senza mai trovare una precisa collocazione all’interno della storia. Questa caratteristica incide, oltre che sul rapporto padre-figlia mai affrontato in tutta la pellicola, anche pesantemente sulla trama che diventa in questa parte lacunosa.

Nel complesso risulta un film dal ritmo piacevolmente lento e riflessivo, nonostante i colpi di scena, godibile dall’inizio alla fine, anche se con alcune carenze nella caratterizzazione dei personaggi e nell’intreccio. Ma la notizia più bella è l’affacciarsi sul grande schermo di una possibile futura importante attrice: Claudia Vega, la piccola e disinvolta Eva. Infine, si può concordare con quanto scritto sulla locandina del film: «You can’t program what you feel». In un possibile futuro di robot, non saremo mai in grado di programmare le emozioni.

Daniele Leone

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Una risposta a Eva: il nuovo film di Kike Maillo tra robot e sentimenti

  1. avatar
    Carl Wieser 23/06/2013 a 03:59

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