Eurovision, il racconto della seconda semifinale

Krista Kiss: il bacio di Krista, degna conclusione di una grande esibizione finlandese

Malmö – Tra vichinghi in vestito della domenica e baci saffici, si è conclusa in maniera scoppiettante e allegra la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest, il Festival della canzone europea che quest’anno si tiene nella città portuale di Malmö, in Svezia. Una serata con un tono decisamente più alto e convincente di quella di martedì, e che ha riservato alcune qualificazioni a sorpresa, forse anche discutibili nel merito, sempre sotto la sapiente conduzione di Petra Mede, che ha sfoggiato un abito nero con inserti oro molto appariscente.

Ad esibirsi sono state ben 17 nazioni, con 12 vittorie “in palio” (rispettivamente 1 per Lettonia, Azerbaijan, Finlandia e Grecia, 2 per la Svizzera, 3 per Norvegia ed Israele), e tutte hanno saputo contribuire alla riuscita della semifinale, chi più chi meno.

La prima ad esibirsi è stata la Lettonia, con la canzone Here we go della banda PeR. Un misto di pop, rap e dubstep che risulta abbastanza gradevole, ma che non riesce a centrare la qualificazione, costruita al 50% dal (tele)voto popolare e per il restante 50% dalle giurie nazionali.

San Marino si presenta, per il secondo anno di fila, con Valentina Monetta. Quest’anno, dopo la pessima figura della “Social network song”, la piccola Repubblica del monte Titano tenta il riscatto con Crisalide (Vola), un dipinto musicale con pennellate vocali toccanti, una esibizione elegante e di forte impatto, ma che – per strani meccanismi sui quali ci sarebbe molto da dire – manca anch’essa di raggiungere la finale.

La Macedonia tenta (fallendo) di raggiungere la finale di sabato con una canzone trilingue – macedone, inglese e lingua romani – che evoca un sogno, Se potessi cambiare il mondo. Poi, appena sale sul palco Esma Redzepova, il tutto riassume una dimensione terrena: ecco una Moira Orfei in versione macedone, insaccata in un abito rosso scarlatto, che gorgheggia confusamente su tonalità tradizionali. Per assurdo, uno dei momenti più riusciti dell’intera serata, salvo che per l’effetto comico scatenatosi.

Esibizione di poco conto quella dell’Azerbaijan, vincitore nel 2011, che con la sua Hold me di Ferid Memmedov non ispira, ma si qualifica alla finale grazie alla dimensione raggiunta proprio con la vittoria, due anni fa.

E veniamo alla straordinaria esibizione della Finlandia, che gioca la sua carta migliore proponendo la scoppiettante Krista Siegfrids, la Katy Perry di Kaskinen, che canta e balla sulle note di Marry Me, sposami! È una canzone divertente, ma che non rinuncia a una nota polemica nei confronti della decisione dell’Eduskunta, il parlamento di Helsinki, di non approvare la legge sui matrimoni omosessuali. Ed ecco spiegato il bacio saffico tra Krista e una delle sue coriste, al termine dell’esecuzione. Tutto il resto, è un collage di allegria che raggiunge la finale e, forse, potrebbe scombinare i piani di qualche papabile per la vittoria.

Si qualifica anche Malta, sebbene la canzone Tomorrow di Gianluca Bezzina sia assolutamente insignificante, per non dire un plagio (chiaro e discutibile) di un successo americano della scorsa estate, Drive By del gruppo Train. Niente finale invece per la Bulgaria, che si presenta con Samo sampioni (pronunciata “Samo sciampioni”, e che potrebbe sembrare in un dialetto italico a qualcuno). Anche qui, una canzone sotto la sufficienza, sebbene rinfrancata dalla buona presenza scenica di Elitsa Todorova.

Qualificata la fredda e lontana Islanda, che con il “vichingo” Eyþór Gunnlaugsson vince la scommessa di cantare nella propria lingua. Ég á lif, Ho una vita, non è certo un successo da top 10, ma il fascino di una terra lontana viene centrato completamente.

In finale anche la Grecia, che si discosta completamente dallo stile islandese proponendo una ballata con un tocco di ska grazie all’accattivante titolo Alcohol is free. Scarpe da ginnastica e kilt, musica tradizionale e musica moderna, in assoluto la canzone più divertente di questo Eurovision Song Contest 2013, parimenti alla Finlandia.

La cantante israeliana Moran Mazor manca totalmente di merito musicale (e gusto estetico, anche)

Niente da fare – per fortuna, si direbbe – per Israele, che scende in campo con una imbarazzante Moran Mazor, una 22enne stonata, dalle forme abbondanti e stretta in un abito a serena che crea imbarazzo forse più nello spettatore che nella stessa Moran, che non ha potuto così festeggiare degnamente il suo compleanno.

In finale ci vanno anche Armenia e Ungheria, con due canzoni che rimarranno nel dimenticatoio europeo (Lonely Planet e Kedvesem), ma anche la Norvegia, forte del successo di Rybak del 2009, con la bella I feed you my love di Margaret Berger. Con la Norvegia, si completa il blocco scandinavo, che giunge compatto alla grande chiusura di sabato.

C’è spazio ancora per Albania e Svizzera, due nazioni che avrebbero meritato la qualificazione alla finale, ma che non l’hanno ottenuta (meritevole l’impegno e la profusione elvetiche, che ha avuto un piccolo momento di gloria nell’intervista a Lys Assia, prima vincitrice della competizione nel lontano 1956, e che porta straordinariamente i suoi 87 anni compiuti), e per le altre due classificate, la Georgia - bella sì, ma nulla di speciale – e per la Romania, che si affida a un ridicolo Cezar, cantante semi-sconosciuto che fa un uso spaccatimpani del falsetto, volendo forse imitare un mostro sacro come Freddie Mercury, ma che non arriva neanche al livello dei Cugini di campagna.

Alla fine della puntata, la breve presentazione dei Big 5 + 1 (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia) e, di nuovo, una conferma: se battaglia sarà, vi prenderanno parte i paesi del nord Europa. Stabili le quotazioni di Danimarca e Germania – che si presenta con il grande impatto del gruppo Cascada – ma salgono anche quelle di Grecia e Finlandia, mentre l’impatto che darà Marco Mengoni per l’Italia sarà tutto da valutare durante le prime fasi del voto finale di domani.

Qui la cronaca/racconto della semifinale di martedì.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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