Europe, ‘War of Kings’: hard rock ruggente per un disco esplosivo

fonte: youtube

La copertina di ‘War of Kings’

Gli Europe,  pilastri dell’hard rock svedese attivi dal 1979, tornano a solcare la cresta dell’onda con Wark of Kings, decimo disco che profuma di rinnovata genesi per i creatori di The Final Countdown. War of Kings è un album ruggente che porta avanti un mood fortemente hard/blues rock già evocato in Bag of Bones del 2012.

‘WAR OF KINGS’, IL NUOVO DISCO DEGLI EUROPE – Il decimo disco degli Europe sembra catapultato in una sorta di giungla urbana, dove sonorità graffianti e decise si accostano a paesaggi dalle mille sfaccettature, rievocando influenze care all’hard rock/heavy metal degli anni Ottanta con un slancio di verve contemporanea.

UN LAVORO ISPIRATO - Dalle tracce del nuovo album degli Europe si evince una tendenza della band ad appropriarsi di taluni stilemi di fenomenali musicisti configuratisi negli anni come pietre miliari del settore: gli ambienti sonori e i virtuosismi di tastiera degli Yes,  il groove dei Led Zeppelin o l’impronta chitarristica del George Lynch di seconda scuola albeggiano intorno a un album sapientemente cucito dagli svedesi per affrontare egregiamente un 2015 con idee fresche ma comunque rispettose delle peculiarità artistiche di un tempo.

fonte: blog.tiqiq.com

Gli Europe nel 2015

VIAGGI TEMPORALI - Seguendo tale filosofia War of Kings si propone come una lotta pacifica tra passato e presente, offrendo agli Europe la possibilità di essere ancora oggi apprezzati non solo per il retaggio trascinato dagli Eighties ma anche grazie al loro valoroso ultimo contributo discografico.

DENTRO IL DISCO - Un intro marziale dalle sfumature tenebrose apre le danze di War of Kings: l’omonima title track offre un heavy metal dal sapore epico e di grande impatto con un ritornello pieno e convincente.

E se di guerra si parla, Hole in My Pocket non poteva non associarsi alla title track con un groove dal gusto prepotentemente hard rock che sprizza energia da tutti i pori, i cui lineamenti chitarristici fanno l’occhiolino alla ‘tracotanza’ sonora di Zakk Wylde e all’aura irriverente dei vecchi Stone Temple Pilots.

UN SOUND RUGGENTE - Allontanandosi momentaneamente dalle scariche d’adrenalina lanciate dall’andamento musicale, Second Day si mostra come una introversa e appassionata canzone il cui contributo pianistico ritesse vagamente la formidabile struttura di No Quarter. Di ottima manifattura il solo di chitarra, vicino alla stilistica’ lynchiana’.

Il riff principale di Praise You sincera la nuova attitudine degli Europe decisa a simpatizzare per lo stoner meno feroce per poi trasformarsi in una sensuale ode all’hard rock con qualche punta di diamante ritmico-melodica presa in prestito da Physical Graffity e Deep Purple.

PUGNI E CAREZZE - War of Kings gioca poi una buona carta con l’orecchiabile e vigorosa Nothin’ To Ya, dove l’hard rock si incupisce dentro riff aggressivi e indomati per adattarsi a spunti stoner addolciti. Cambiando celermente anima, gli Europe si destreggiano in California 405, traccia sentita e dotata di una interessante sovrapposizione armonica la cui tastiera reinterpreta egregiamente la peculiare stilistica degli Yes.

Passando poi al buon vecchio e caro heavy metal, Days Of Rock’n’Roll mostra il classico ritmo cadenzato con una buona spinta energetica.

La pressione si alza con Children Of The Mind, ammaliante brano dal sapore blues rock che, contornato da sonorità ‘metropolitane’, esplode un po’ alla volta fino a raggiungere l’acme della tensione heavy.

SENTIMENTO E FASCINAZIONE ORIENTALE - La nota esotica non tarda a presentarsi in War of Kings: Rainbow Bridge costruisce un danzante groove intorno a un riff orientaleggiante che lascia viaggiare la mente, almeno per qualche minuto, lontano dalle lande prettamente hard rock lungo un percorso fatto di ombre e luci.

Il romanticismo prende il timone lungo la rotta del disco con Angels (with Broken Hearts), un brano in cui pullula un intenso spirito blues rock che affascina nella sua pacatezza ritmica e nel vigore appena accennato.

CHIUSURA COL BOTTO - Il gran finale di War of Kings non lascia delusi: Light It Up lancia una ruggente e avvincente bomba sonora con tanto di virtuoso solo chitarristico che si confà perfettamente alle esigenze dell’arena rock. La corposità melodica del brano colpisce con un fiero pugno l’ascoltatore, aggiungendo all’accattivante pezzo qualche leggerissimo riferimento ai Rush.

UN DISCO AL PASSO COI TEMPI - War of Kings celebra valorosamente la lunga carriera con gli Europe sebbene abbia perso l’aura prettamente heavy che contraddistingueva la band nel 1983. Anche abbassando i toni metal, gli Europe sono riusciti a sfornare un album allettante che non contrasta con le nuove direttive emanate dalla scuola hard rock internazionale.  War of Kings non è quindi da considerarsi come il solito album per nostalgici che ascoltando l’ultimo lavoro dei propri idoli perché mossi dall’affettività anziché da una scelta prettamente di gusto: il groove in questo nuovo lavoro c’è e si percepisce con facilità. Un disco combattivo e appassionante da gustare con piacere.

Voto: 8

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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