Milano - In molti consideravano il ritorno di Inter-Hajduk, partita ufficiale con in palio una qualificazione all’Europa League, poco più di una amichevole estiva. Ma già prima dell’inizio della partita ci si è dovuti ricredere: i tafferugli provocati da un centinai di pseudo tifosi croati hanno inacidito una serata che doveva essere solamente di sport.
Il clima è diventato immediatamente incandescente e anche in tribuna, popolata come sempre in agosto da genitori con bambini, purtroppo è serpeggiata una sorta di agitazione che certamente non fa bene al calcio. Il primo tempo non è stato dei migliori per la formazione di casa che troppo spesso ha lasciato la circolazione della palla ai croati, i quali hanno finito per trovare al 22° minuto un rigore forse generoso che è stato trasformato in gol dal capitano Andrjasevic. Esecuzione perfetta con palla alla sinistra di Handanovic.
L’Inter ha subito il colpo e un minuto dopo ha rischiato di prendere il secondo, evitato solo dal provvidenziale intervento del nuovo numero 1 interista che ha deviato in angolo la conclusione di Milic. Sarebbe stata una situazione poco raccomandabile andare sul due a zero dopo aver vinto all’andata in modo rotondo e netto.
La ripresa si apre con l’Inter in avanti e subito una conclusione di Coutinho respinta da Blazevic: si pensa ad un cambio di marcia dell’undici di Stramaccioni, ma è solo un fuoco di paglia. Già al 4° minuto il più talentuoso dei croati Vukosic si presenta in area e costringe ad un grande intervento Handanovic. È solo il preludio della catastrofe: i nerazzurri appaiono troppo sfilacciati e poco aggressivi, mentre i croati spinti dal loro tifo giocano con una grinta da finale. Stramaccioni toglie Mbaye per Nagatomo per dare propulsione alla fascia sinistra, ma al 24° il gol croato di Vukovic gela San Siro, nonostante la serata afosa di Milano. Conclusione al volo e traiettoria imprendibile per Handanovic con palla che si insacca nel sette.
Stramaccioni gioca la carta Longo: il giovane attaccante sembra avere numeri e personalità ma questa sera la fortuna non era dalla sua parte. Al 24° ci tenta Sneijder dalla distanza ma Blazevic vola a deviare. Al 35° della ripresa l’Inter evita il terzo gol: Vukosic dribbla in area interista due uomini, si accartoccia su se stesso e tira alla destra di Handanovic. Palla fuori di poco e gran sospiro dei 40.000 sulle tribune.
Negli ultimi dieci minuti l’Inter tenta di addormentare la partita riuscendoci, dato che i croati non riescono più a produrre nulla di pericoloso. Arriva il triplice fischio dell’arbitro e anche San Siro fischia, ma è la contestazione contro la prestazione della squadra.
L’Inter è stata decisamente poco brillante contro un Hajduk in campo per la partita della vita, nonostante le premesse. Ma si sa l’Inter è capace di complicarsi la vita e forse per questo l’allenatore dei croati ha motivato la sua squadra per tentare un’impresa storica. Da rivedere Mbaye, anche se San Siro non sembra convinto del giovane sponsorizzato a suo tempo da Mourinho. Quanto manca Palacio già ad agosto…
STRAMACCIONI - «Siamo al nove di agosto, se mi preoccupassi adesso sarebbe un guaio – ha dichiarato l’allenatore nerazzurro – L’Inter non ha giocato male, ma non ha finalizzato le setto o otto occasioni da rete. Complimenti all’Hajduk e ai suoi giovani e complimenti a Zanetti che oggi ha giocato la sua 799 partita con l’Inter».
Marco Papetti
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