Eurolega basket: Il tracollo di Siena

OLYMPIACOS PIREO – MONTEPASCHI SIENA 89-41 (Serie 1-0)
Pioggia di record negativi per il Montepaschi Siena, dopo il tracollo impressionante al cospetto dell’Olympiacos Pireo. Scarto più ampio nella fase finale di Eurolega (-48), minor numero di punti segnati in un tempo (9), 55 rimbalzi concessi e una sensazione generale di impotenza che nemmeno il ritorno di McCalebb è riuscito a cancellare. Come troppo spesso succede, la franchigia toscana paga il cambio di ritmo tra un campionato italiano di livello ampiamente inferiore e il livello generale europeo: basti pensare che nelle prime 8 squadre in Europa figurano 4 spagnole e 2 greche e le nostre altre portacolori hanno collezionato brutte figure anche contro avversari meno quotati in partenza. Siena è troppo leggera sotto canestro, con Rakovic e l’inesistente Akindele che vengono costantemente sovrastati dalla frontline avversaria: come anticipato in sede di pronostici, Nesterovic e Bouroussis sono fattori sia in fase offensiva che in fase difensiva, mentre sotto i tabelloni anche Mavrokefalides e Papanikolau riescono a fornire un apporto più che significativo.

Simone Pianigiani perplesso: sconfitta imbarazzante per Siena (sportitalia.com)

Il punto di forza doveva essere il settore guardie, potendo contare sull’assenza pesantissima di Milos Teodosic, ma né McCalebb, né Kaukenas sono riusciti ad imprimere sin dalle prime battute di gara il ritmo sperato da coach Pianigiani: Hairston e Lavrinovic si svegliano quando la partita è già finita e le loro doppie cifre sono del tutto irrilevanti ai fini del risultato e del giudizio sulla prestazione inquietante di una squadra che una volta di più si dimostra immatura. I limiti di roster risultano evidenti in una duplice chiave: da un lato, infatti, l’età media degli uomini simbolo inizia a farsi problematica (Stonerook e Kaukenas vanno per i 34 e Lavrinovic per i 32), mentre dall’altro desta perplessità l’intero progetto. Avere come prima opzione uno scarto di un’altra big europea (Kaukenas, bocciato clamorosamente da Messina al Real Madrid) non è certo una buona base per ambire a livelli di eccellenza, se poi aggiungiamo un settore lunghi assolutamente incompleto e dei ricambi tutti da scoprire (l’efficacia di Jaric e l’inserimento di Hairston, oggetto misterioso) viene fuori un quadro globale non certo incoraggiante. In Italia ci vuole davvero poco a vincere, ma in Europa sin dalla palla a due è davvero tutta un’altra cosa.

LE ALTRE - Il primo quarto di allungo, il resto di amministrazione, con qualche patema d’animo di troppo per il -8 patito nel terzo parziale: questa la ricetta vincente del Caja Laboral, che si aggiudica gara 1 contro il Maccabi Tel Aviv limitando il rendimento israeliano dalla lunga distanza (solo 17%) e punendo con costanza con le varie frecce disponibili al proprio arco. Mirza Teletovic è in doppia doppia con 12 punti e 11 rimbalzi, mentre Stanko Barac approfitta della propria stazza per vincere il duello con gli impalpabili Macvan e Shortsanitis: il Maccabi non trova continuità in Eliyahu e pur con una scintillante progressione di Hendrix (16 punti e 16 rimbalzi) è costretta a fermarsi al palo. (Serie 1-0 Caja Laboral).

Juan Carlos Navarro (4.bp.blogspot.com)

Nella serie che coinvolge le ultime due vincitrici dell’Eurolega, va vicino al colpaccio il Panathinaikos, cui non è sufficiente un ciclonico Dimitris Diamantidis (26 punti) per avere la meglio sullo strafavorito Barcellona: la partita è tesissima e sempre sul filo dell’equilibrio, nessuna delle due squadre riesce a piazzare un parziale in grado di staccare il rivale e i continui scambi di leadership sono il preludio ad un finale thrilling all’insegna della grande emozione. Lorbek è protagonista in avvio, Lakovic prosegue e Navarro conclude: dopo il controparziale Pana firmato Mike Batiste e Diamantidis, la Bomba va in lunetta sul +2 Barcellona, con la possibilità di chiudere definitivamente ogni discorso. Il primo libero gonfia la retina, mentre il secondo illude i greci, il cui sogno si infrange sull’errore di Diamantidis. (Serie 1-0 Barcellona).

Stesso destino anche per il Power Elec. Valencia, il brutto anatroccolo della prima fase poi diventato improvvisamente un meraviglioso cigno: nel derby spagnolo con il Real Madrid alla prima in Eurolega senza Ettore Messina, i punti di De Colo e Javtokas, ben innescati dalla sapiente regia di Omar Cook (8 assist) non riescono ad invertire un trend segnato da un dominio blancos nel pitturato. A rimbalzo, il saldo complessivo dice +16 Real, con Fischer, Tomic e Reyes (9 rimbalzi per quest’ultimo) capaci di fare un sol boccone della frontline avversaria: Prigioni, dopo il finale thrilling in campionato con il Malaga, non trova la via del canestro con continuità, mentre Clay Tucker si rende protagonista solo di giocate negative. Le maggiori responsabilità toccano così a Tomic, Llull e Mirotic, capaci di non deludere e di firmare nel quarto periodo l’allungo che decide la gara. (Serie 1-0 Real).

Andrea Samele

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