Euro 2016: Italia-Svezia, è l’ora di Ibra e dei suoi “nipotini”

Zlatan Ibrahimvoc unica costante all'interno di un forte cambio generazionale: ecco come la Svezia si prepara ad affrontare l'Italia a Euro 2016

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Zlatan Ibrahimovic, il leader della Svezia è chiamato anche a crescere una promettente nidiata di giovani talenti (foto: spaziocalcio.it)

Zlatan Ibrahimovic, la fine di un ciclo e l’arrivo di tanto giovani promettenti. La Svezia che affronta l’Italia a Euro 2016 si trova nel bel mezzo di un cambio generazionale, con la vecchia guardia, autrice di un’epopea tutt’altro che idilliaca, pronta a lasciare il posto alla nuova generazione, fresca vincitrice dell’Europeo under 21 dello scorso anno. Nel mezzo, sempre lui, Zlatan Ibrahimovic, campione avulso dalle naturali logiche dell’invecchiamento, la cui identificazione della squadra nel giocatore – e difficilmente viceversa – può essere equiparata solo alle fantasiose nazionali “one-man team” del buon vecchio Holly e Benji.

ALLENATORE SCANDINAVO – In panchina, come nel 2012, siede Erik Anders Hamrén, cinquantanovenne di Ljunsdal. Uomo di notevole esperienza nonostante la giovane età – iniziò ad allenare l’Enköping nel 1987, a soli trent’anni – Hamrén non è mai uscito “professionalmente” fuori dalla Scandinavia, raggiungendo il picco più alto della sua carriera tra il 2007 e il 2010. Il suo palmarés, difatti, oltre a tre coppe di Svezia conquistate nella seconda metà degli anni novanta, può vantare uno scudetto vinto in Danimarca – con l’Aalborg, nel 2008, e due in Norvegia, entrambi alla guida del Rosenborg nel 2009 e 2010. Successi che gli sono valsi la chiamata della Nazionale svedese nel 2009, quando ormai la possibilità di qualificarsi ai Mondiali del 2010 era tramontata. Alla guida degli scandinavi è riuscito a conquistare l’approdo agli Europei del 2012 – dai quali la Svezia è uscita ai gironi con una vittoria e due sconfitte – e del 2016, mancando invece l’approdo a Brasile 2014.

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Talento cristallino e carattere difficile, su John Guidetti si basano le speranze della Svezia per il futuro (foto: mondopallone.it)

CANTIERE APERTO E POCO BRILLANTE- Onestamente, fino ad ora il gioco della Svezia ha tutt’altro che convinto. Arrivata in Francia solamente grazie a una prestazione maiuscola di Ibrahimovic nei play-off contro la Danimarca, con l’Irlanda ha avuto bisogno di una buona dose di fortuna per portare a casa un punto, propiziato, oltre che dal solito Ibra, anche dall’entrata in campo di John Guidetti. E proprio il ventiquattrenne attaccante del Celta Vigo, che contro l’Italia partirà probabilmente titolare, sembra essere il prossimo punto di riferimento della Svezia, in attesa che il suo rendimento in Nazionale maggiore – un gol in nove partite – inizi a somigliare a quello maturato nell’under 21, della quale era leader e miglior marcatore. A livello di club, tranne qualche piccolo incidente di percorso, Guidetti ha sempre convinto, riuscendo a mantenere un ruolino di tutto rispetto in Olanda, Scozia e Spagna, e frenando la propria scesa solamente per via di un carattere tutt’altro che docile. Insieme a lui, dalla selezione under 21 sono stati subito promossi i difensori Lindelöf del Benfica – che domani partirà titolare – e Augustinsson del Copenaghen, oltre ai centrocampisti Lewicki del Malmö – anche lui probabilmente nell’undici iniziale – e Hiljermark, autore di una discreta stagione, iniziata tuttavia in maniera decisamente più incoraggiante, con la maglia del Palermo.

CHE PARTITA PER L’ITALIA? – Che partita dobbiamo aspettarci? Sicuramente poco spettacolare, con la Svezia che si preoccuperà prima di tutto di non subire gol, per poi provare a ripartire lanciando lungo verso gli attaccanti. Dotati di una buona difesa sulle palle in alte, grazie ai centrali Johansson e Granqvist, a centrocampo la circolazione dipenderà dallo spazio concesso a Källström, ormai alla sua ultima avventura in Nazionale. Per il resto, è probabile che gli svedesi decideranno di scoprirsi poco, non disponendo poi della velocità necessaria per fermare le eventuali ripartenze italiane. Ovviamente però, sul destino dei giallo-blu inciderà la prestazione di Zlatan Ibrahimovic, tutt’altro che ben disposto ad abbandonare anzitempo quello che potrebbe essere il suo ultimo Europeo. E quando Ibra decide una cosa, convincerlo del contrario è la più dura delle imprese.

Carlo Perigli

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