Esodo tunisini: 118 fermati a Bologna. Botta e risposta tra Maroni e la Commissione Ue

Bologna – Intorno alle ore 6 di questa mattina, 118 o forse 120 uomini di nazionalità tunisina, tutti senza documenti, sono stati fermati presso la stazione di Bologna.
Secondo le prime ipotesi il gruppo di persone proviene dai centri di accoglienza di Bari e Crotone, dove erano giunti in massa nei giorni scorsi. Sono tutti adulti e uomini e in parte avevano il biglietto per Milano.

Dopo averli fermati e fotosegnalati uno ad uno, la polizia si è attrezzata per dare loro assistenza e cibo. Resta comunque incerta la loro sistemazione. Per ora restano nell’atrio dell’uscita Est (su viale Masini). Nel frattempo il treno su cui stavano viaggiando è stato soppresso a causa delle scarse condizioni igieniche e gli altri passeggeri sono stati smistati su altri convogli diretti alla stessa destinazione.

Sul fronte immigrazione clandestina, argomento sempre più all’ordine del giorno considerando la situazione di emergenza del nord Africa ed in particolare della Tunisia, botta e risposta tra Maroni e la Commissione europea.
Il Ministro degli Interni ha oggi ricordato la necessità di una strategia comune europea per far fronte all’emergenza nel Maghreb. “Siamo di fronte alla caduta del muro di Berlino, il Maghreb, il nuovo ’89: l’Europa deve darsi una strategia a livello di capi di Stato e di Governo”. Il titolare del Viminale ha poi aggiunto: ”Chiediamo da tempo che sia l’Europa a farsi carico di tutto cio’ di cui ci stiamo facendo carico noi con le nostre forze: questa e’ una delle numerose richieste che abbiamo avanzato e su cui ancora l’Europa non ci ha dato risposte”.
Non ha tardato ad arrivare la risposta dell Commissione europea con la portavoce  della commissaria Ue Cecilia Malmstrom che assicura di aver già contattato sabato scorso il governo italiano dimostrando la massima solidarietà e la disponibilità a dare al nostro paese un concreto aiuto “per far fronte all’eccezionale ondata di arrivi dalla Tunisia”. La portavoce aggiunge di aver ricevuto un secco “no,grazie” da parte delle nostre autorità.
Maroni ha prontamente smentito, attraverso la sua portavoce, di aver rifiutato gli aiuti della Commissione.

Davide Lopez

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