Esdebitazione, quella legge anti-suicidi ancora poco conosciuta

L'ex Presidente del Consiglio nonché senatore a vita Mario Monti (www.gadlerner.it)

L’ex Presidente del Consiglio nonché senatore a vita Mario Monti (www.gadlerner.it)

Il Governo Monti passerà probabilmente alla tormentata storia della politica italiana come uno dei governi più impopolari di sempre. Del famoso governo tecnico si ricordano spesso la riforma delle pensioni ma anche la reintroduzione della tassa sulla prima casa. Vi è però una legge approvata proprio durante il governo guidato dall’Ex Commissario UE che è meno nota ma che sta iniziando a portare benefici: la legge 03/2012 sul sovraindebitamento, anche detta legge salva suicidi. La lenta e scarsa applicazione della legge rispetto al reale fabbisogno è però sintomatica di una mancanza d’informazione dei cittadini che ne ritarda gli effetti.

LA LEGGE E I BENEFICIARI - L’incombere della crisi prima finanziaria poi economica, l’austerità applicata in questi anni, unita al costante aumento della pressione fiscale, ha di fatto creato o peggiorato molte situazioni di sofferenza per soggetti che non rientrano nei requisiti di fallibilità, regolati dal nostro ordinamento. Per questo motivo, sempre più soggetti si sono ritrovati nell’impossibilità di pagare i propri debiti e al tempo stesso nell’impossibilità di fallire. Il disagio è raccontato dai numeri: dal 2012 al 2016, uno dei pochi istituti che monitora il fenomeno, la Link Campus University ha contabilizzato ben 700 suicidi causati da ragioni economiche di cui il 44% è rappresentato da imprenditori in difficoltà.

La legge 03/2012 protegge proprio questi cittadini che possono essere definiti sovraindebitati, in quanto hanno maturato delle obbligazioni o debiti che non possono e non potranno pagare. La legge permette loro di attivare un processo di esdebitazione, cioè un meccanismo di rimodulazione del debito attraverso un nuovo accordo con i creditori approvato dal Tribunale di riferimento sul territorio; tra i beneficiari rientrano gli imprenditori commerciali le cui dimensioni escludono la loro assoggettabilità al fallimento, i fideiussori garanti di un imprenditore fallito, gli imprenditori agricoli, i liberi professionisti e i consumatori che hanno contratto debiti da consumi propri.

Sede di Equitalia (www.lamiapartitaiva.it)

Sede di Equitalia (www.lamiapartitaiva.it)

I CREDITI NON RISCOSSI DA EQUITALIA - Vi sono tre principali procedure disciplinate dalla legge: accordo di composizione della crisi, piano del consumatore e liquidazione del patrimonio del debitore. Se la liquidazione può essere definita come estrema ratio in quanto è la più indigesta per il debitore, la composizione della crisi è una mediazione a vantaggio del debitore che può essere sostenuta dai comuni attraverso la costituzione degli OCC ovvero Organi di Composizione della Crisi. Quest’ultimi sono organi comunali preposti a portare avanti le istanze dei cittadini come i commercialisti, avvocati, notai e studi associati. Spettatore interessato alle procedure che possono aprirsi grazie a questa legge è l’Agenzia delle Entrate o Equitalia. Quest’ultima proprio il 6 aprile, per bocca del Presidente e AD dell’agenzia, Ernesto Maria Ruffini, ha fornito i numeri del carico fiscale non recuperato in Commissione Finanze della Camera dei deputati: su 817 miliardi di euro di imposte da recuperare, solo 51 miliardi, circa il 6%, è la cifra sulla quale gli interventi di recupero potranno “ragionevolmente avere più efficacia”. Se si escludono nullatenenti, soggetti falliti e riscossioni sospese vi sono circa 384 miliardi, cioè il 47% della cifra totale, dovuti da contribuenti già sollecitati dall’agenzia senza alcun successo. In totale, circa 21 milioni di italiani secondo l’agenzia di riscossione hanno debiti non pagati con il fisco.

UN’APPLICAZIONE RITARDATA – La legge sul sovraindebitamento però non vede solo Equitalia interessata come potenziale creditore ma anche tutta una serie di creditori privati, su tutti gli istituti bancari, che hanno tutto l’interesse a recuperare almeno una parte di quei crediti sempre più inesigibili. Nonostante l’importanza della legge in questo periodo storico, il procedimento di esdebitazione in quanto tale è entrato in vigore solo due anni dopo l’entrata in vigore della legge. Solo dal 2015 è possibile applicare la famosa legge atta a risolvere gli ingenti problemi economici dei cittadini.

LE ASSOCIAZIONI STRUMENTO DI APPLICAZIONE – In Italia, la conoscenza e l’adattamento a questa norma da parte dei professionisti è stato lento anche per la poca campagna di diffusione della legge portata avanti dalle istituzioni. Qualcosa però sta cambiando ed è grazie a quel terzo settore che tanto fa per l’economia del Paese. I professionisti sensibili alla tematica fiscale ed in particolare al sovraindebitamento creano associazioni non soltanto per aprire procedure di esdebitamento o per rottamare cartelle Equitalia ma anche per far conoscere a molti ignari cittadini, la presenza di una nuova opportunità di ricominciare. Esempi di queste realtà sono presenti sia al Nord in forma profit e non profit (Deciba e Agenzia Debiti) e al sud soprattutto sotto forma associativa (SOS debt); il centro Italia sembrerebbe meno fornito di studi, associazioni ed OCC. Il primo capoluogo di regione prossimo all’apertura dell’OCC è invece Torino, grazie alla proposta dei centristi in consiglio comunale.

COME LA LEGGE CAMBIA IL DEBITO – La legge 03/2012 non è soltanto una norma di buon senso ma un baluardo di civiltà. La visione filosofica del debito cambia e con esso quella di fallimento. Il debito monetario non è altro che un’obbligazione che bisogna restituire non a tutti i costi ma solo nel caso in cui il soggetto sia in condizioni di farlo; inoltre, il fallito non è una persona finita o un cittadino ostracizzato dalla comunità ma qualcuno che ha commesso un errore e può avere dalla vita altre possibilità di ripartire. Se questo concetto di rapporto debitorio fosse applicato al debito pubblico le conseguenze benefiche per il nostro Paese sarebbero di straordinaria rilevanza. Nel frattempo, si spera dunque che i professionisti e il mondo del terzo settore riescano sempre di più ad applicare questa legge dai grandi effetti sociali, aiutati dalle istituzioni più vicine al territorio.

Domenico Pellitteri

 

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