Eros e poesia: Mapplethorpe a Milano

 

Due tulipani, 1984

MILANO – La parabola esistenziale di Robert Mapplethorpe raccontata dalle sue stesse fotografie in bianco e nero, dalle prime polaroid fino agli ultimi scatti prima della morte prematura che ha lo ha colto nel 1989, a soli 43 anni, per AIDS: Fondazione Forma ripercorre la vita e l’opera del fotografo statunitense nella prima grande retrospettiva su uno dei più influenti e discussi fotografi del Novecento, in mostra fino al 9 aprile 2012.

178 scatti provenienti dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, la città da lui vissuta negli anni Settanta e Ottanta; quella della rivoluzione pop, del new dada e di Andy Warhol; la città creativa e disinibita della liberazione sessuale, dell’esplosione della performance e della body art.

Fulcro esplosivo da cui Mapplethorpe trae tutti gli stimoli per essere al tempo stesso classico e attuale: un istinto verso la perfezione plastica e tecnica lo spinge a guardare con ammirazione i modelli rinascimentali, da Michelangelo a Pontormo, al Giambologna, passando però dai ritratti di personaggi contemporanei, ad autoritratti, alle sue celebri foto di nudi, fino alla serie dedicata alla campionessa di body building Lisa Lyon e all’omaggio alla sua musa Patti Smith. Testimone del proprio tempo e in contemporanea astratto in una sorta di perfetta atemporalità; la ricerca della perfezione è per Robert Mapplethorpe la condizione necessaria da raggiungere in ogni suo scatto. La forza delle foto di Mapplethorpe è nel saper creare immagini che nonostante la loro carica sensuale ed erotica perdono ogni contestualizzazione pornografica: l’erotismo si mescola con l’influenza dei grandi del passato, come Rodin e Michelangelo, creando una visione moderna dei classici.

Lisa Lyon, 1982

Sette le sezioni tematiche in cui si divide l’esposizione: nella prima una serie di polaroid degli Anni ’70 testimonia la sua natura di sperimentatore, alla ricerca di quel rigore formale che trova pieno compimento negli autoritratti e nella serie di nudi. Sono gli autoritratti i protagonisti della seconda sezione: giovanissimo, travestito da donna con una pelliccia, trasformato in un terrorista e, infine, mentre impugna un bastone sormontato da un teschio, già segnato dalla malattia che lo porterà via nel 1989. Come già accennato in seguito vengono indagati i corpi dei suoi contemporanei, nudi maschili e femminili valorizzati nella loro classica plasticità. 
Una sezione a parte è dedicata a Patti Smith, prima modella del fotografo americano, conosciuta nel 1967 e con la quale vive sette anni prima di scoprire la propria omosessualità.

Ma non solo corpi tendenti alla perfezione, caratteristica che appartiene anche alla sezione centrata su fiori e nature morte, sensuale e allusiva più dei soggetti antropomorfi. A conclusione del percorso la sezione dedicata ai bambini, colti nella loro vivace poesia in scatti non sempre esenti dalle polemiche che sempre hanno accompagnato la carriera di uno dei fotografi più discussi del secolo passato.

Benedetta Rutigliano

INFORMAZIONI
Robert Mapplethorpe
Fondazione Forma per la Fotografia. Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano. Dal 2 dicembre al 9 aprile 2012. Tutti i giorni dalle 10 alle 20. Giovedì e Venerdì fino alle 22. Chiuso il Lunedì.
Costo biglietto: 7.50 euro Ridotto 6 euro Scuole 4 euro. Per informazioni: 02.58118067.

Catalogo: Contrasto

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