Erick Priebke è stato sepolto nel cimitero di un carcere italiano

Erick Priebke è morto a Roma l'11 ottobre: aveva 100 anni

Erick Priebke è morto a Roma l’11 ottobre: aveva 100 anni

Roma – Il quotidiano nazionale la Repubblica ha pubblicato quest’oggi un articolo esclusivo, a firma del suo direttore Ezio Mauro, con le immagini della presunta sepoltura di Erick Priebkeil militare nazista responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, dove vennero uccisi 335 italiani nel corso della Seconda guerra mondiale – morto l’11 ottobre a Roma, poco dopo aver compiuto 100 anni.

Secondo Mauro, la tomba si troverebbe in Italia, nel cimitero di un carcere con un cimitero abbandonato, ma ancora benedetto, e che cioè risponde ai canoni previsti dalla religione cattolica per la dignitosa conservazione dei luoghi ove giacciono i defunti.

Nell’articolo, il direttore scrive che è «una sepoltura dignitosa come un Paese civile deve garantire anche al suo nemico più terribile, e la prova di un conflitto irriducibile e permanente», e che la struttura è comunque protetta da una grande serie di misure di sicurezza, tra le quali figurano «cancelli, riflettori, inferriate e chiavistelli», e che l’accesso è interdetto a qualsiasi curioso e contestatore, proprio per evitare qualsiasi forma di vilipendio della tomba (reato peraltro punito dall’art. 408 del Codice civile con una pena massima a tre anni di reclusione).

Secondo le indiscrezioni raccolte da Repubblica, che non cita fonti e/o nomi di strutture e protagonisti della vicenda, il direttore dell’istituto carcerario sarebbe stato convocato a Roma (forse dal ministero dell’Interno), dove avrebbe ricevuto istruzioni chiare e dettagliate, ma soprattutto la promessa del vincolo del silenzio. La vicenda è effettivamente avvolta nel mistero, se è vero che nessuno sa nulla, «né le guardie, né il sindaco né il presidente della Regione né la comunità cittadina», e addirittura neanche i carcerati, ai quali è stato chiesto di curare un accomodamento del cimitero per ospitare l’illustre deceduto.

Se la vicenda si concluderà così, con la sepoltura, non è dato saperlo. L’unico dato certo è che, in Italia, le polemiche non sono mai abbastanza, sia che coinvolgano i vivi, sia che coinvolgano i morti.

Stefano Maria Meconi

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