Ennesimo naufragio di immigrati: 20 le vittime al largo della Libia

Anche se con un basso impatto mediatico rispetto alla concorrenza ucraina e israeliana, è ripresa la guerra in Libia, causa della fuga della popolazione

Immigrazione: soccorsi 320 eritrei a 30 miglia da LibiaVenti persone sono morte nel naufragio di un barcone di immigrati a circa 100 chilometri ad est di Tripoli, al largo di Khums. A dare la notizia il portavoce della marina Libica, che ha diffuso una nota nella quale si legge che venti sono le vittime accertate del naufragio e decine i dispersi. I sopravvissuti sarebbero solo ventidue. A bordo del barcone, secondo quanto fatto sapere dai migranti tratti in salvo, ci sarebbero state 150 persone. L’imbarcazione era diretta verso le coste italiane.

PERCHE’ IN LIBIA E’ TORNATA LA GUERRA? Il bollettino diffuso dal ministero della salute lo scorso 28 luglio parla di 97 morti e 404 feriti nelle ultime due settimane. Cioè, da quando le milizie rivali, quelle di Misurata e  quelle di Zintan, hanno cominciato ad attaccarsi per ottenere il controllo del principale scalo di Tripoli. Gli attacchi sono cominciati dopo aver ricevuto i risultati delle elezioni parlamentari dello scorso 25 giugno, dai quali non è emersa nessuna maggioranza, anche perché si è votato per candidati indipendenti e non per veri e propri partiti.

Intanto ieri sera il Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi, una sorta di allenaza tra diversi gruppi islamisti e jihadisti, ha dichiarato di aver preso con la forza il controllo del quartier generale delle Forze speciali dell’esercito libico, principale base militare di Bengasi, dopo diversi giorni di sanguinosi combattimenti.

Questo stato di cose ha determinato una fuga di massa della popolazione: secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale tunisina Tap, solo ieri circa 6mila persone sono riuscite a entrare in Tunisia scappando dalla Libia.

Guerriglieri libici

Guerriglieri libici

OCCIDENTALI IN FUGA DALLA LIBIA – Nel frattempo, tutti i cittadini francesi attualmente in Libia «sono stati invitati a lasciare il Paese ed entrare al più presto in contatto con l’ambasciata a Tripoli a tale scopo»: questo è il messaggio fatto recapitare dal portavoce del ministero degli Esteri francese, il quale ha dichiarato che è già stato predisposto tutto per facilitarne la partenza.

Anche la Serbia, la Bulgaria e la Germania hanno invitato i propri cittadini a lasciare il paese. Altrettanto il Canada, che ha fatto spostare il personale dell’ambasciata canadese dalla Libia alla Tunisia, come già avevano fatto gli Stati Uniti.

Nessun ordine di evacuazione per gli italiani, invece, ma quelli che vogliono lasciare la Libia possono farlo sotto la tutela del governo: di fronte all’aggravarsi della crisi in Libia, il ministro degli Esteri Federica Mogherini, ha infatti disposto un piano di tutela dei cittadini italiani nelle zone più a rischio.

Mariangela Campo

@MariCampo81

Foto: www.ansa.it

 

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