Enigma Renzi: chi è il politico più amato e odiato d’Italia?

Renzi

Matteo Renzi (giuseppenicoloro.com)

Matteo Renzi è sicuramente uno dei politici di cui si parla di più. Proprio per questo, si rischia di dire cose inesatte. Il sindaco di Firenze, infatti, viene spesso accusato di essere di destra o addirittura berlusconiano. Entrambe le critiche sono prive di fondamento, ma per motivi diversi.

L’EREDE DEL CAVALIERE? - I suoi critici che si collocano a sinistra sostengono che Renzi sia in perfetta continuità con il berlusconismo che ha dominato in Italia negli ultimi vent’anni. Per dire una cosa del genere, però, bisognerebbe spiegare cosa si intende per berlusconismo. Avere un grande carisma? Allora anche J.F. Kennedy ed Enrico Berlinguer erano berlusconiani. Essere contemporaneamente degli uomini politici e proprietari della più grande azienda privata italiana nell’ambito dei media e della comunicazione? Allora Renzi è assolto, visto che al massimo possiede un account facebook e twitter. Avere una sentenza di condanna a proprio carico? Anche in questo caso Renzi ne esce pulito, visto che ad oggi la sua fedina penale è incontaminata. È stato condannato per danno erariale dalla Corte dei Conti, e fra l’altro non si capisce perché nessuno dei tanti giornalisti da cui si fa intervistare gli chieda di spiegare cosa è successo. Ma il danno erariale viene accertato durante un procedimento civile, non durante un procedimento penale. Renzi, in definitiva, non ha commesso reati. Insomma, Renzi in comune con Berlusconi sembra proprio non avere niente. Solo una cosa: il modo in cui comunica. Il sindaco di Firenze, così come il Cavaliere, non fa comizi alla vecchia maniera, ma veri e propri show. Gli spettacoli del sindaco di Firenze, a dire il vero, sono un’evoluzione di quelli di Berlusconi visto che ci inserisce elementi giovanili come le canzoni in inglese e i video dei Simpson e di Cetto La Qualunque. È poi evidente l’enorme lavoro che il rottamatore ha fatto su sé stesso. Nelle poche immagini che si hanno di Renzi da giovane (da concorrente alla Ruota della Fortuna o a fianco di Ciriaco De Mita) sembra molto più vecchio di quanto lo sembra oggi che sta per compiere trentanove anni. Ma c’è un motivo se Renzi ha deciso di comunicare così: vuole conquistarsi un consenso più largo possibile. E lo può fare solo riuscendo a parlare a quegli elettori a cui i comizi alla vecchia maniera non interessano. Quella maggioranza silenziosa, conservatrice, che non ama andare in piazza. Un’operazione che, sondaggi alla mano, per ora sembra essergli riuscita.

È CADUTO IL MURO DI BERLINO - L’altra accusa che viene rivolta a Renzi è quella di essere, più in generale, di destra. Una stupidaggine pazzesca. Perché oggi parlare di destra e sinistra non ha più alcun senso. Il rottamatore è proprio il prodotto della fine delle ideologie, delle grandi narrazioni. Una volta c’erano due grandi blocchi – quello comunista e quello democristiano – e si faceva parte di uno o dell’altro a seconda del proprio ceto di appartenenza, del proprio lavoro. Era una divisione categorica, molto rigida. Oggi non è più così. Le grandi ideologie non ci sono più ma – essendo defunte da poco – ancora la gente non si è abituata al cambiamento e c’è ancora chi si definisce di centrodestra, di centrosinistra o, soprattutto fra i più giovani, nessuna delle due (ed è qui che il Movimento 5 Stelle ha costruito il proprio successo). Per usare un esempio proveniente dal mondo dell’insiemistica , Renzi è una grande intersezione che riesce a rubare voti dai tre “cerchi” citati sopra. Tutto questo prima della caduta del muro di Berlino non sarebbe stato possibile. Inoltre, Renzi è l’emblema del politico post-moderno anche perché è il primo esponente di un partito tradizionale (prima del Pd c’è stato solo il M5S che tutto è tranne che un partito tradizionale) che non fa riferimento a un fine utopico da raggiungere. Prima, per esempio, c’era chi aveva come fine il comunismo. Quindi non solo le ideologie, ma anche le utopie sono definitivamente morte con l’ascesa di Matteo Renzi.

Renzi

Enrico Letta (dagospia.com)

MALEDIZIONE PD - Proprio il fatto di essere diventato il segretario del Partito Democratico, però, potrebbe essere il suo più grande ostacolo nella strada verso Palazzo Chigi. Il periodo in cui Renzi è diventato una celebrità è quello più difficile per i partiti e per la politica in generale. Tutti i manifestanti che negli ultimi mesi ed anni sono scesi in piazza dicevano e dicono ancora che la prima cosa fare è spazzare via questa classe politica. E il segretario di un partito non sembra quindi essere l’interlocutore ideale di tutti questi italiani che dei politici di professione non ne possono più. Era diverso quando Renzi era “il corpo estraneo”, quello che al partito non piaceva e lo teneva fuori da tutto. Ma adesso che è a tutti gli effetti un membro della “casta”, la situazione è cambiata. Il sindaco di Firenze rischia, paradossalmente, di pagare il fatto di essere troppo giovane. Se il rottamatore fosse stato il candidato premier del centrosinistra alle elezioni del 2006 o del 2008, cioè quando gli italiani credevano ancora nei partiti, allora il suo successo sarebbe stato sicuro e fortissimo. Oggi invece, dopo trent’anni in cui i politici – di qualsiasi colore politico – hanno combinato solo disastri, gli italiani non ne vogliono più sentire parlare dei partiti e dei loro segretari. Per questo motivo si può ipotizzare che il duello più duro che Renzi dovrà affrontare non è quello con il centrodestra ma con il M5S che è riuscito a farsi portavoce di questo sdegno.

LETTA O NON LETTA - Oggi Renzi si trova in una situazione difficile. Le sue prime mosse hanno deluso. Ieri ha fatto sapere che il Governo deve andare avanti e che deve fare subito la legge elettorale, la riforma del bicameralismo e riformare il titolo V della Costituzione. Per carità, se l’esecutivo riuscisse veramente a fare queste tre cose sarebbe un successo. Ma la gente che scende in piazza non lo fa perché in Italia c’è il bicameralismo perfetto, ma perché non ce la fa più ad andare avanti. Com’è possibile allora che Renzi non abbia inserito neanche un provvedimento economico nel programma che dovrebbe seguire il Governo? Da qui a un anno, infatti, Letta e i suoi ministri avrebbero tutto il tempo sia per riformare la politica che per dare i primi segnali all’economia. Questa mossa di Renzi si spiegherebbe ipotizzando che nei suoi piani il Governo dovrebbe fare quelle tre cose nei prossimi mesi per poi andare a votare a fine maggio, proprio come vuole anche Berlusconi.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: giuseppenicoloro.com; dagospia.com; ultimaora.net

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews