Energie rinnovabili: la ricerca scientifica italiana è ottava nel mondo

Presentati a Rimini i dati sulle energie rinnovabili dell’IGP - Index Green Paper, dell’Osservatorio Nazionale di ISES Italia

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Rimini, 10 novembre 2016. L’associazione tecnico-scientifica no profit ISES Italia, in occasione della manifestazione Key Energy di Rimini, ha presentato i risultati del 2° Rapporto sulla Produzione Scientifica in tema di Energie Rinnovabili elaborato dall’Osservatorio Nazionale di ISES Italia. L’IGP index è stato presentato durante il convegno “Quale energia e quali impatti nell’industria 4.0”.

L’obiettivo del rapporto è quello di confrontare la posizione della ricerca italiana nel settore delle energie rinnovabili rispetto al contesto internazionale attraverso il calcolo dei principali indicatori bibliometrici disponibili, contenuti nelle banche dati ISI Web of Science di Thomson-Reuters e SCIval di Scopus. La ricerca ha così elaborando un indice rappresentativo per l’anno 2015 – IGP Index (Index Green Paper), che sintetizza con un punteggio tre fattori: il numero delle riviste internazionali maggiormente utilizzate dalla comunità scientifica (IGP riv), la nazionalità dei ricercatori affiliati alle pubblicazioni (IGP aff) e l’impatto scientifico in termini di numero di citazioni ricevute e qualità della sede di pubblicazione (IGP cit).

Risultati: Su 154 Paesi presi in considerazione, la ricerca scientifica italiana nel settore delle energie rinnovabili è all’ottavo posto nel mondo, scendendo così di due posizioni rispetto allo scorso anno. Guidano la classifica gli USA arrivati primi, la Cina seconda  e il Regno Unito al terzo gradino del podio. Prima dell’Italia troviamo ancora Germania (4°), Corea del Sud (5°), Giappone (6°) e India (7°).

Dopo la nostra posizione invece si collocano Australia (9°), Canada (10°), Francia (11°), Spagna (12°), Paesi Bassi (13°) e Malaysia (14°). Una classificazione che non si discosta molto dai risultati del primo rapporto ISES Italia. Ad aggiudicarsi il podio nel 2014 sono state infatti in ordine Cina, Stati Uniti e Regno Unito.

Analizzando singolarmente i tre fattori che compongono l’IGP Index, il nostro Paese risulta 7° nell’IGP riv, 8° nell’IGP cit e infine 10° nell’IGP aff.

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Tra i personaggi che sono intervenuti al convegno: Stefano Saglia, Segretario Generale Associazione Parlamentari per lo Sviluppo Sostenibile, Giampiero Joime, professore Economia Ambientale – Università degli studi Guglielmo Marconi, Marco Gamba, Smart Manufacturing Project Manager di Schneider-Electric, Attilio Piattelli, fondatore SunCity, Paolo Manfredi, Responsabile delle strategie digitali di Confartigianato e Andrea Penza, Presidente AICT.

Prof. Umberto Di Matteo, Presidente di ISES Italia: “L’IGP index elaborato dal nostro Osservatorio è lo strumento che mancava per comprendere definitivamente quanto la ricerca scientifica italiana riesca a essere un’eccellenza nel mondo nonostante il poco sostegno che riceve a livello pubblico, la pesante crisi economica del sistema privato e la conseguente “fuga dei cervelli” all’estero. La comunità scientifica italiana crede nelle rinnovabili e questa fiducia deve essere recepita dagli organi decisori del nostro Paese. La politica ritorni a considerare le rinnovabili quindi come una risorsa e non come un ostacolo per l’Italia”.

Onorevole Stefano Saglia, Segretario Generale Associazione Parlamentari per lo Sviluppo Sostenibile: “E’ interessante vedere che le applicazioni di cui si ragiona attorno all’industria 4.0 sono legate al mondo della manifattura, alla logistica, alla organizzazione dei processi industriali e alla stessa composizione e produzione dei prodotti.

Cosa sta facendo ora l’Italia e il Governo? Il nostro Paese ha una struttura diversa, soprattutto per la prevalenza delle piccole e medie imprese. Deve investire quindi sulle infrastrutture, le grandi compagnie devono creare infrastrutture che passino attraverso la diffusione della banda ultralarga e poi ci sono degli strumenti di sostegno alle imprese private. Il ministro Calenda ha più volte ripetuto che non crede negli incentivi verticali dei finanziamenti diretti alle imprese ma di più nelle agevolazioni orizzontali. Questo riguarda il fatto che è stato confermato il superammortamento dell’acquisto dei nuovi macchinari del 140 % e il prodotto libero ammortamento per il 250%. Il che significa avere la possibilità di poter decidere di fare degli investimenti in maniera più efficace. Sulla questione dell’efficienza energetica si sta attendendo l’emanazione del nuovo decreto ministeriale che è in bozza sui titoli di efficienza energetica, i cosiddetti certificati bianchi”.

Scarica il report su www.isesitalia.org

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