Empire, il film muto di Andy Warhol compie 50 anni

L'iconico film di Andy Warhol, Empire, compie cinquant'anni. E WakeUpNews lo omaggia con una versione all'italiana

Empire, il film muto e in bianco e nero di Andy Warhol, compie 50 anni. Girato nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1964, dalle otto di sera alle tre circa del mattino, il lungometraggio consiste in un’unica inquadratura dell’Empire State Building della durata di otto ore. Per ben sei ore e mezzo – poi diventate otto a rallenty – il genio della Pop Art catturò tutte le variazioni di luce del cielo, dal tramonto a notte fonda, che si riflettevano sul grattacielo simbolo di New York.

IL FILM DI WARHOL RIVIVE DOPO 50 ANNI – Proprio in occasione del cinquantesimo anniversario dell’esperimento cinematografico dell’artista americano, ieri sera l’Empire State Building è stato illuminato da una pioggia di luci bianche: all’ingresso dell’Empire, inoltre, il rivoluzionario lungometraggio verrà proiettato fino al 31 luglio, con una serie di immagini di accompagnamento che raccontano la nascita e la storia del cinema di Warhol.

Andy Warhol

Andy Warhol

IL CINEMA DEL MAESTRO DELLA PROVOCAZIONE –  Dal 1963 al 1970 Andy Warhol sospese la sua attività pittorica per girare film – già dai primi anni Sessanta infatti l’artista si era imposto sulla scena internazionale come il maggiore esponente della Pop Art -.

I primi lavori cinematografici di Warhol risalgono al 1963: Sleep, Kiss, Haircut, Eat, Blow job sono tutti film muti che riprendono temi essenziali: un uomo che dorme, una serie di baci di cui ciascuno ha una durata di tre minuti, un taglio di capelli, un uomo che si ciba di un fungo e un primo piano di trenta minuti che riprende il viso di un uomo al quale, fuori campo, stanno praticando una fellatio.

La tecnica cinematografica di Warhol è elementare: la ripresa viene deliberatamente disturbata da uno spazio luminoso che appare come un difetto di pellicola. Tutti i film sono in 16 mm, in bianco e nero: usando la tecnica del piano – sequenza il regista ottiene un effetto di totale immobilità, quasi di abolizione del tempo.

Un fotogramma dal lungometraggio "Empire"

Un fotogramma dal lungometraggio “Empire”

In Empire, la possibilità di registrare ogni tipo di fatto fortuito trasforma il lungometraggio in un prodotto del caso, una registrazione reale e veritiera di avvenimenti. Couch (1964) tenta di catturare gli incontri che si svolgono su un divano, inquadrato dal regista, che ospita conversazioni e rapporti sessuali che si consumano nella generale indifferenza. Nel 1964 girò il suo primo film sonoro, Harlot, seguito da Vinyl (1965) e da Kitchen (1966), dove trascuratezza e incompletezza stilistica diventano strategia compositiva.

Ma il cinema di Wharol è soprattutto parodia di Hollywood: il genio americano porta infatti all’esasperazione la demistificazione dei divismo hollywoodiano e dei generi allora in voga: il western (Horse, 1965. Lonesome cowboys, 1968), Tarzan, il porno (Couch. Blu movie, 1968). I personaggi come James Dean, Joan Crawford e Hedy Lamar (Hedy, 1965).

Del 1966 sono The Chelsea girls (1966) e Four stars (1967): in questi film il regista affianca o sovrappone sullo schermo le immagini di due film distinti utilizzando due proiettori diversi. Dopo My hustler (1967), Warhol girò Imitation of Christ, pellicola nella quale paragona la vita solitaria di un eroinomane con il raccoglimento spirituale del credente.

‘A TORRE – IL FILM DI WARHOL IN VERSIONE ITALIANA – Sulle orme del grande Andy Warhol, il giornalista e sceneggiatore Stefano Gallone ha deciso di dedicare un omaggio alla Torre della sua città, Avellino. Così è nato ‘A Torre (ovvero la risposta irpina a Empire di Andy Warhol), quindici minuti di inquadratura fissa dal basso alla Torre dell’Orologio, simbolo della città di Avellino che, negli anni, ha accompagnato la vita dei cittadini nel bene e nel male.

Sul suo blog, parlando dell’esperimento, Gallone scrive: «Per la prima volta mi sono lasciato andare ad un gesto d’amore per la mia città. […] Ne ho sempre ripudiato a morte l’ottusità, l’arretratezza morale, civile e culturale […]. Ora non è migliore, ma negli animi di molti sono successe cose che stanno portando a cose incredibili e, fino a ieri, insperabili. Persone con un coraggio enorme […] stanno mettendo veramente in atto le condizioni per una ripresa civica e culturale senza precedenti».

Mariangela Campo

@MaryCampo81

Foto: www.google.com

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