Emma Bonino: «Grasso e Boldrini siano imparziali»

Emma Bonino, 65 anni, potrebbe divenire la prima donna eletta al Quirinale

Roma – Sono giunte nella prima mattina di oggi le dichiarazioni di Emma Bonino, da diversi esponenti della politica e della società civile chiamata in causa per succedere a Giorgio Napolitano come presidente della Repubblica, in merito all’elezione di Piero Grasso e Laura Boldrini alla guida di Senato e Camera dei Deputati.

L’ex commissario europeo ai diritti umani nel governo Santer, pur ricordando il ruolo di “attivisti e professionisti” dei neo-eletti presidenti, ha invitato a «far prevalere la responsabilità istituzionale rispetto ad altre pur legittime militanze, [...] per esercitare una responsabilità istituzionale che è stata loro affidata. Questo esercizio, che in una democrazia liberale dovrebbe essere l’abc, da noi è sempre molto poco praticato».

Dalla Bonino, inoltre, è giunto un quanto meno inaspettato apprezzamento del ruolo del presidente uscente della camera alta, Renato Schifani, che ha fallito la rielezione per soli 20 voti (137 a 117 nel ballottaggio, al quarto turno): «Dò atto al Presidente Schifani, da cui pure nel merito mi differenziano moltissime cose, di aver avuto dal punto di vista istituzionale un comportamento più congruo di quanto altri Presidenti, in particolare della Camera, abbiano avuto».

Queste dichiarazioni della Bonino, richiamandosi alla necessità di un impegno istituzionale concreto e scevro di condizionamenti politici di parte, potrebbe effettivamente far pensare alla volontà di porsi in primo piano rispetto all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, che prenderà il via il 15 aprile quando la Boldrini, in qualità di presidente della Camera, convocherà il Parlamento riunito in seduta comune, e integrato dai 58 delegati regionali (tre per ciascuna regione, uno per la Valle d’Aosta) per scegliere il successore dell’87enne Napolitano, che ha più volte rifiutato la possibilità di essere confermato.

A suffragare questa ipotesi, l’ultima parte del discorso della ex senatrice: «Ad entrambi è doveroso chiedere un impegno istituzionale, non legato a sue esperienze e impegni precedenti. Uno dei problemi del nostro Paese, della sua mancanza di Stato di diritto, è che molto spesso le funzioni istituzionali sono state confuse, oltrepassate, e questo non porta mai bene al nostro Paese».

Dopo la terza donna presidente della Camera dei Deputati, la prima donna presidente della Repubblica? Il tandem istituzionale al femminile non è da escludere, e certo ripristinerebbe un po’ di fiducia nel miglioramento dell’attività politica dei palazzi romani.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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Una risposta a Emma Bonino: «Grasso e Boldrini siano imparziali»

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    giangi 26/03/2013 a 08:01

    una tragedia umana supina ai voleri del Santone radicale .

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