Emergenza radioattivo: il viaggio della nube e il rientro dei nostri connazionali

TOKYO - Il livello di gravità dell’incidente nucleare alla centrale di Fukushima è stato innalzato da 4 a 5 dall’agenzia nazionale giapponese per la sicurezza nucleare, secondo quanto riferito dall’agenzia Kyodo news. La nuova classificazione mette Fukushima allo stesso livello raggiunto nel 1979 dall’incidente di Three Mile Island negli Stati Uniti, a due posti dal livello 7 raggiunto con Chernobyl venticinque anni fa.

Nell’ipotesi peggiore, di un catastrofico rilascio di radioattività dalla centrale giapponese, il percorso della nube radioattiva sarebbe in larga misura determinato dalle condizioni meteorologiche e in particolare dai venti in quota e al suolo: gli esperti di meteorologia mondiale concordano nel ritenere che le particelle radioattive stanno già migrando attraverso il Pacifico settentrionale verso le coste statunitensi.

Le piogge che sono previste in questo fine settimana in California favoriranno la caduta al suolo delle particelle sospese e gli strumenti di monitoraggio ambientale rileveranno un aumento di radioattività; ma si tratterà di un incremento dell’uno per cento della radiazione naturale di fondo, che quindi non pone alcun pericolo per la salute umana. In caso di fusione completa del combustibile la contaminazione sarà però inevitabile tanto in Giappone quanto nelle aree del Pacifico settentrionale.

Da due giorni moltissimi abitanti della capitale nipponica vanno via dalle loro case, diretti a sud nella speranza di sfuggire al rischio di una possibile nube radioattiva di dimensioni spaventose.

Dopo il terremoto e il terribile tsunami, la gente ha il timore non solo di altre scosse – l’ultima, 6,1 gradi della scala Richter, è stata avvertita pochi minuti fa vicino Fukushima – ma anche e soprattutto della contaminazione radioattiva. Non si fida più delle rassicurazioni del governo e raccoglie quante più provviste possibili per andare a rifugiarsi a sud, lontano dalla devastazione lasciata dallo tsunami e dalle centrali nucleari a rischio esplosione.

Il governo giapponese infatti rassicura ma non convince, mentre le ambasciate straniere invitano i propri connazionali presenti in Giappone a lasciare il paese quanto prima.

In Italia, sono 20 le persone di ritorno dal Giappone che si sono finora presentate nei due Centri dedicati degli ospedali di Firenze-Careggi e Pisa. Delle 14 che si sono presentate a Careggi – di cui 10 componenti del Maggio Fiorentino, in tournée nel paese asiatico – 11 hanno mostrato piccole tracce di Iodio 131, quantità che, secondo gli esperti di Careggi, non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista clinico.

Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Nessuna positività, al momento, per le 6 di Pisa, sulle quali pero’ sono stati fatti solo gli accertamenti radiometrici esterni (i risultati degli esami delle urine sono attesi per lunedì): «Le dosi rilevate – spiega il professor Giampaolo Biti direttore della radioterapia di Careggi – sono inferiori di un migliaio di volte a quella che viene somministrata giornalmente nelle migliaia di pazienti che in tutto il mondo sono sottoposti all’esame della tiroide con scintigrafia ed almeno centomila volte inferiore alle somministrazioni di iodio 131 effettuate a scopo terapeutico per ipertiroidismo. E la letteratura internazionale consolidata da oltre mezzo secolo non ha mai osservato in coloro che sono stati sottoposti a indagini sulla tiroide o a terapie per ipertiroidismo effetti collaterali gravi o tumori radio indotti. Queste quantità si riducono progressivamente, fino a sparire nel giro di 120 giorni».

Natalia Radicchio

Foto | via http://static.fanpage.it.s3.amazonaws.comhttp://tizianafabro.ilcannocchiale.it

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