Emergenza maltempo in Liguria: un dramma annunciato

L'emergenza maltempo in Liguria di queste ore, con un violentissimo nubifragio che ha letteralmente sommerso Chiavari, appare come un dramma annunciato

Il centro di Chiavari sommerso dall'acqua (Fonte foto: www.infooggi.it)

Il centro di Chiavari sommerso dall’acqua (Fonte foto: www.infooggi.it)

A un mese dall’alluvione di Genova, è di nuovo emergenza maltempo in Liguria. Stavolta, però, a essere messo in ginocchio dal violento nubifragio, è stato il Levante Ligure, in particolare il territorio del Tigullio, di cui la città di Chiavari è stata letteralmente sommersa dall’acqua. Le previsioni meteorologiche non anticipano nulla di buono nemmeno per oggi: le piogge continueranno infatti a cadere copiosamente su tutta la Liguria.

L’allarme maltempo è stato lanciato anche per il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il nord della Toscana. Un miglioramento si avrà tra giovedì e venerdì (13 e 14 novembre), ma già dal prossimo fine settimana il tempo peggiorerà, portando violenti nubifragi in Liguria e Toscana.

UN DRAMMA ANNUNCIATO? – Ma il problema dei territori a rischio maltempo non è una novità nel panorama italiano. Per non andare troppo in là con gli anni, basterà ricordare che a gennaio 2014 la Coldiretti dichiarava che l’ottantadue percento dei Comuni italiani è costruito su territori fragili, a rischio frane ed alluvioni. La percentuale sale al novantacinque percento in Emilia Romagna e addirittura al novantotto percento in Liguria e Toscana.

In breve, secondo la Coldiretti circa cinque milioni di italiani vivono e lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico e oltre seimilacinquecento comuni sono stati costruiti su un territorio ad altissimo rischio di frana o alluvione. A preoccupare ancora di più, poi, sono i cambiamenti climatici che stanno interessando l’Italia, visto che il maltempo, con precipitazioni sempre più frequenti e ravvicinate tra loro e sempre più violente, si abbatte su territori già di per sé molto fragili.

A questo si aggiunga che i metodi di coltivazione italiani – sbagliati – hanno tagliato i terreni fertili, quindi coltivabili, del quindici percento in un solo ventennio. Parliamo di oltre due milioni di ettari di terreno coltivabile. Cifre vertiginose.

Il fiume Entella esondato a Chiavari (Fonte foto: www.quotidiano.net)

Il fiume Entella esondato a Chiavari (Fonte foto: www.quotidiano.net)

COSA SUCCEDE ALLA TERRA COLTRIVABILE “PERSA”? – Il terreno agricolo non più utilizzabile per la coltivazione diventa, il più delle volte, terreno adibito alla costruzione di abitazioni. Su questi territori, però, il cemento non riesce ad assorbire i violenti nubifragi che si abbattono su di esso, causando frane e allagamenti.

Alla Coldiretti fa eco la Cia, la Confederazione italiana degli agricoltori, la quale ha dichiarato che dai primi anni Sessanta ad oggi sono stati spesi oltre cinquantacinque miliardi di euro per porre rimedio ai danni causati dal maltempo, quindi da allagamenti, frane, esondazioni.

Secondo la Cia sarebbe bastato il venti percento di questi soldi per eseguire quelle opere di manutenzione del territorio che avrebbero limitato – e di molto – le conseguenze del dissesto idrogeologico, diventate disastrose negli ultimi decenni.

Mariangela Campo

@Mari Camp81

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews