Emergenza immigrati: L’Europa boccia il permesso temporaneo

ROMA – Quando si arriva ad una situazione di emergenza, significa che la politica e la diplomazia hanno fallito. In questi giorni il fallimento è sugli occhi di tutti. Lo vediamo nelle proteste dei cittadini dell’isola di Lampedusa, trasformata in una prigione per clandestini.

Nonostante il monito del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che denunciò il rischio dell’esodo di massa, la situazione non è stata prevenuta. Sono bastati 10mila immigrati a creare proteste e tensioni, sia tra gli italiani che fra gli stranieri. All’indomani delle celebrazioni per i 150 anni dell’Italia unita, il sentimento di unità italiana è stato riposto nell’armadio e quando c’è stato da decidere dove mettere gli sbarcati, tutti hanno fatto orecchie da mercante. Al di là dell’accordo di massima, infatti, molte regioni hanno dichiarato di voler negare il proprio aiuto.

Intanto l’Europa ha bocciato la proposta italiana del permesso di soggiorno temporaneo. Altro schiaffo dopo quello tedesco e francese sulla distribuzione degli immigrati fra i paesi membri dell’Unione europea. Dalla Tunisia, inoltre, dicono che il tanto pubblicizzato accordo fra Roma e Tunisi «non è mai esistito». L’intesa prevedeva lo stanziamento di 100 milioni di euro da parte dell’Italia affinché il paese nordafricano ponesse un freno al flusso migratorio. La controversia della situazione ha allarmato l’opposizione: «E’ imbarazzante il dilettantismo con cui il governo Berlusconi si sta muovendo» ha dichiarato nei giorni scorsi la portavoce di Alleanza per l’Italia, Linda Lanzillotta.

Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica francese

Dopo lo smacco internazionale, Roberto Maroni ha detto: «Che senso ha restare nell’Unione europea?». È fuori questione che l’unità di intenti sia ben lontana dall’essere raggiunta. La minaccia però lascia il tempo che trova. Le risorse economiche che in questo momento ci permettono di poter fronteggiare questa crisi proviene in buona parte proprio dall’Unione europea. A mancare è un organo decisionale che sappia realmente porre dei rimedi alle questioni più importanti, e l’immigrazione ne è una.

Sarebbe facile lavarsene le mani e dire: «Fuori dalle palle» come ha fatto Umberto Bossi. Ma la democrazia funziona in un altro modo. L’Unione europea poi mostra più fratture che condivisioni. Ogni nazione cerca di evitare ogni guaio e ci lascia da soli a fronteggiare questa crisi.

La presa di posizione francese, poi, è molto discutibile. La prontezza di riflessi nell’offensiva libica, non ha trovato riscontro nell’aiuto agli immigrati giunti sulle coste europee. Il fatto è che Sarkozy si avvicina alle elezioni e la potenza militare porta più voti rispetto all’accoglienza degli immigrati, soprattutto nel suo elettorato.

Nicola Gilardi

 

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