Elogio di una donna normale: intervista all’autrice Irene Bernardini, una “gita” tra donne speciali

Irene Bernardini

Prendiamoci qualche giorno di vacanza prima che sia Natale e che la corsa ai regali ci porti al delirio del conteggio di quelli che ancora ci mancano! Dedichiamo qualche ora a noi stesse, a noi donne: lasciamoci alle spalle routine ed insicurezze e facciamoci coccolare dalle parole di una donna normale capace ci farci sentire meno in difficoltà, più umane, capaci e fiduciose.

Se ne avete voglia, è possibile fare una gita dentro di noi e da lì ripartire per capire meglio gli altri. Se vi piace l’idea, allora fatevi guidare da Irene Bernardini con Elogio di una donna normale, edito da Mondadori. La psicologa ci fa strada tra le donne normali, quelle che ogni giorno cercano di esprimersi e realizzarsi nella sfera affettiva, ma anche all’esterno, nel mondo, che cercano la felicità dentro e fuori casa. «Ci vuole coraggio, di questi tempi, a essere normali. A riconoscere come normali i propri desideri, le proprie aspirazioni» sottolinea Irene Bernardini nelle prime pagine di questo umanissimo (e sincero) racconto dell’animo femminile. Professionista esperta la Bernardini, ma alquanto romantica.

L’autrice non è una guru che diffonde qualsivoglia disciplina spirituale, anzi. Collabora da anni con il settimanale Vanity Fair, dove cura la rubrica LUI&LEI (ma anche LUI&LUI, LEI&LEI). Psicologa, psicoterapeuta e mediatrice famigliare, ha già scritto, tra gli altri, Finché vita non ci separi e Una famiglia come un’altra (editi da Rizzoli). Ben lungi dall’essere un manuale, l’autrice cerca di rispondere in questo libro a una domanda molto difficile: cosa vogliono davvero le donne dagli uomini, dai figli, dal lavoro, ma soprattutto da se stesse? Per farlo ha deciso di raccogliere storie vere di donne sue pazienti, che sono le vere protagoniste di questo libro. Come Elisa, quarantenne single in carriera, bella e intelligente, ha una vita apparentemente perfetta, ma non sa amare e rifiuta di essere amata; Francesca, giovane commercialista e madre, prova un odio distruttivo verso l’ex marito.

L’atteggiamento con cui l’autrice guarda e parla a queste donne è sensibile ma fermo, come a volerle scuotere e dimostrare la cosa più difficile: che spesso è solo la paura a impedirci di essere felici. Irene bernardini si fa così paladina e difende i sogni spericolati della vita di tutti i giorni di noi donne normali, non ci bacchetta, al contrario ci coccola, si trasforma in una sorta di Terme per l’animo femminile, così accade che quando finisci di leggere questo libro avverti la sensazione che è giusto lasciarlo sul comodino e non riporlo sullo scaffale tra gli altri libri, giusto per ricordarsi di tanto in tanto che la normalità di una donna, funambolica figura che si divide tra lavoro, marito, genitori, figli, amiche e ogni tanto anche estetista e parrucchiere, è un successo e un traguardo, non è banalità.

Ma lasciamo che Irene ci dica qualcosa in più…

Chi sono le donne che incontra oggi?

Incontro le mie amiche, donne mature, come si dice, che però non rinunciano ai sogni di una giovinezza carica di ideali. Incontro le amiche di mia figlia, alle prese con un futuro opaco, quello che abbiamo colpevolmente apparecchiato noi grandi, e ci mettono grinta e ambizione. Incontro le donne dolenti che mi cercano in studio, affannate da qualche dolore, perlopiù d’amore, donne che trovano il coraggio di chiedere aiuto, un gran segno di forza e intelligenza. Incontro le donne che mi scrivono via Vanity Fair: lettere intelligenti, ironiche, appassionate, mai o quasi mai banali. E poi incontro me stessa: cerco di farlo qua e là. Per non perdermi di vista…

Cos’hanno di così particolare da doverle “elogiare”?

Niente di particolare, appunto. Le elogio perché, senza essere speciali, affrontano acrobazie davvero spericolate: tengono insieme studi, lavoro, amore, figli, interessi e convinzioni in una società che di certo non le aiuta. Che le vorrebbe a casa, ad occuparsi di bambini ed anziani, ma anche sempre belle e giovani, sempre disponibili, indipendenti ma geishe quanto basta. Mission impossibile…

Per Natale a chi lo consiglierebbe il suo libro?

Alle “mie” donne normali, ovviamente. Ma anche agli uomini che le donne le amano davvero, che vorrebbero capirle un po’ meglio, quelli che pensano che amare una donna sia qualcosa di più che desiderarle, qualcosa di meglio che possederle. Tra i miei amici ne ho trovati parecchi: i loro complimenti per il libro, il fatto stesso che se lo siano letto da capo a fondo mi hanno commosso.

Non crede che potremmo elogiare un po’ anche gli uomini?

Eccome. Nel libro infatti parlo degli “uomini degni d’amore”, degli uomini, ad esempio certi padri nuovi, che hanno scoperto e celebrano il valore sociale della tenerezza. Degli uomini tanto più virili quanto più capaci di vivere appieno i sentimenti e gli affetti senza delegarli alle figure femminili della loro vita. Guai chi me li tocca gli uomini. Certi uomini. Insomma non proprio tutti…

Federica Saracino

Foto | via www.facebook.com; http://dustybee.wordpress.com

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