Elio de Angelis, l’ultima vittima della Formula 1 prima di Ratzenberger e Senna

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De Angelis debuttò in Formula 1 nella stagione del 1979 (foto: tinypic.com)

Roma – Una morte accolta con tanta rabbia da parte dei colleghi. Minacce alla Federazione Internazionale di non partecipare al successivo Gran Premio del Belgio se non fossero state adottate norme per migliorare la sicurezza. Il più duro di tutti fu espressamente René Arnoux. L’ultima vittima della Formula 1, prima delle tragiche scomparse di Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna, a Imola, nel 1994, durante il GP di San Marino. Era il 14 maggio 1986. Elio de Angelis si trovava a Le Castellet per svolgere alcuni collaudi sulla Brabham. Tra il romano e l’uomo con la falce tra le mani, ci si è messo di mezzo un alettone posteriore che si stacca dalla vettura mentre Elio procede ad alta velocità. La BT55 sembra impazzita, dopo alcuni cappottamenti, termina la sua corsa contro una barriera e prende fuoco.
A nulla servirono i soccorsi immediati, prestati dai colleghi. Alan Jones e Nigel Mansell, si fermarono per prestare soccorso mentre Alain Prost provò a estrarre il pilota romano dall’abitacolo nonostante le fiamme, invano, prima dell’arrivo di alcuni commissari e meccanici, giunti di corsa dai box, che, sprovvisti di tute ignifughe, riuscirono a tirare fuori Elio dalla Brabham infuocata. Il romano si spegne il giorno seguente, in ospedale. Una morte che si porta ancora tante polemiche alle spalle anche perché l’impatto non ha ucciso il pilota, de Angelis morì a causa dell’asfissia provocata dal fumo dell’incendio.

Elio De Angelis nasce a Roma 26 marzo 1958 e inizia a correre con i Kart nel 1972, diventando campione d’Europa nel 1976 mentre si laurea campione nazionale di Formula 3 nel 1977. I risultati del pilota romano gli permisero di essere notato dalla Ferrari che, attraverso il Patron della scuderia, invitò a Maranello il romano che venne inserito nel programma giovani. De Angelis debuttò in Formula 1 nella stagione 1979 con la Shadow, esperienza che lo fa notare a Colin Chapman, il quale, a fine anno, lo convocò per un provino a bordo della Lotus. Il Patron del team inglese fu obbligato a versare una gravosa penale per liberarlo dalla Shadow, che per questo motivo non pagò il primo anno lo stipendio al romano.

Si mette in mostra già dal secondo Gran Premio della stagione, a Interlagos, dove chiude sul podio, secondo alle spalle di Arnoux. Solo verso la fine della stagione, il pilota riuscì a conquistare alcuni punti, chiudendo settimo in classifica piloti e battendo il compagno di squadra Mario Andretti. La stagione 1981 inizia nell’occhio del ciclone per il team di Chapman: la FIA dichiara illegale la Lotus 88 e David Thieme, uno dei principali sponsor della scuderia, viene arrestato. Elio riesce a concludere a punti due delle prime tre gare ma viene poi costretto a saltare il Gran Premio di San Marino, boicottato dalla sua scuderia per protesta nei confronti della Federazione contro la non ammissione della 88. A fine stagione, batte ancora una volta il suo compagno di squadra: questa volta è Nigel Mansell. Il romano chiude il campionato in ottava posizione con quattordici punti.

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Il romano trovò la morte sulla pista, 8 anni prima di Ratzenberger e Senna (foto: tumblr.com)

La prima vittoria arriva in occasione del Gran Premio d’Austria del 1982 quando, a cinque giri dalla fine si ritrova in testa e a un giro dal termine aveva oltre un secondo e mezzo di vantaggio su Keke Rosberg, vantaggio che si riduce ad appena 5 centesimi. De Angelis ottiene un sesto posto in Svizzera, prima di chiudere il campionato nono, con ventiquattro punti. Nel dicembre dello stesso anno viene a mancare il fondatore, Colin Chapman e la Lotus si trova a vivere un’annata di transizione. Il comando della scuderia viene assunto da Peter Warr che con De Angelis non ebbe mai un buon rapporto: il progetto partì molto in ritardo e lo stesso pilota definì più volte la monoposto inguidabile, un calvario per il pilota italiano che giunse al traguardo una volta sola.

Se nel campionato del 1985 chiuse la stagione al quinto posto con trentatré punti, nel 1986, De Angelis passò al team Brabham, come sostituto del due volte Campione del Mondo Nelson Piquet. Elio e Riccardo, De Angelis e Patrese. Connazionali e compagni di squadra. Se all’inizio tra i due piloti non scorre buon sangue, è questione di poco, per trasformare il loro rapporto in una sincera amicizia. La BT55 era una monoposto poco competitiva e non riuscì a riportare la squadra ai livelli dei primi anni ’80, ma nonostante ciò Elio lavorò duramente con il team per contribuire agli sviluppi, fino a quell’ultima serie di prove sul circuito francese di Paul Ricard a Le Castellet, dove si spense la sua vita.

foto homepage: f1grandprix.it

Eleonora Ottonello

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