Elezioni in Ucraina: comunque vada, è un insuccesso

Entro poche ore si saprà chi, tra Poroshenko e Yatsenyuk, guiderà l'Ucraina. Con un Paese diviso, quantomai pronto alla frantumazione, non sarà una vittoria

ucrainaQuando ormai manca poco alla conclusione dello spoglio, sono state scrutinate l’86% delle schede, è già da ora possibile esprimere una serie di osservazioni sulle elezioni legislative in Ucraina, le prime dopo gli eventi di Piazza Maidan, che lo scorso febbraio portarono al rovesciamento del governo Yanukovich.

SCARSA AFFLUENZA –  Il primo dato che balza agli occhi riguarda  un’affluenza decisamente scarsa, attestatasi intorno al 52,42% degli aventi diritto al voto. Ad abbassare notevolmente la media sono state le regioni sud-orientali del Paese, anche quelle attualmente non presidiate dai ribelli, nelle quali è stato registrato un notevole tasso di astensionismo. Totalmente opposto invece il dato nella parte occidentale del Paese, in particolare nella regione di Leopoli, dove l’affluenza ha raggiunto il 70%.

STRANO FENOMENO – Tuttavia, anche nelle regioni teoricamente più vicine ad un orientamento europeista e nazionalista, proprio di quasi tutti i partiti che si sono presentati alla contesa elettorale, alcuni dati relativi all’affluenza daranno luogo a forti discussioni. Secondo alcune fonti, alle venti di domenica,  i dati in quest’area del Paese indicavano una media di votanti decisamente sotto il 50%, soglia raggiunta solamente nelle regioni di Lvov e nella Volina. Nelle ultime ore del giorno però, tutti i dati sono aumentati improvvisamente, raggiungendo il  70% a Lvov, il sessanta in altre 4 regioni occidentali, e il cinquanta nella parte più centrale del Paese.  Una crescita così esponenziale, e in un lasso di tempo così ridotto, è stata giudicata come ‘inverosimile’ da diversi analisti che si stanno occupando delle elezioni in Ucraina.

RUSSIA E OSCE RICONOSCONO LE ELEZIONI -  Nonostante i diversi interrogativi però,  gli osservatori dell’Osce hanno affermato che le elezioni in Ucraina «si sono svolte in conformità alle norme democratiche». Anche da Mosca è arrivata la legittimazione nei confronti della tornata elettorale. «Aspettiamo i risultati – ha affermato il viceministro degli Esteri Grigiori Karasin – ma già ora è chiaro che, nonostante la campagna elettorale dura e sporca, le elezioni sono valide».

NIENTE SEGGI IN DONBASS E CRIMEA – Uno dei dati politici più rilevanti è l’assenza di seggi sia in Crimea, che dopo il referendum è tornata ad essere parte della Russia, sia nelle regioni orientali di Donetsk e Lugansk, controllate dai ribelli, che hanno indetto autonome elezioni parlamentari e presidenziali per il due novembre . La Russia ha già annunciato che riconoscerà la legittimità della tornata elettorale nelle zone orientali del Paese, mentre il governo di Kiev le ha definite «una minaccia al processo di pace».

TESTA A TESTA – Per quanto attiene invece al semplice risultato elettorale, è ormai assodato il testa a testa tra il Fronte Popolare del Premier Yatsenyuk e il Blocco del Presidente Poroshenko. Il primo è attualmente in vantaggio con il 22% dei voti, contro il 21,6 dell’ex magnate della cioccolata, ma gli scrutini dei seggi uninominali potrebbero capovolgere il risultato, dando a Poroshenko un possibile vantaggio di centoventisette seggi, contro gli ottanta di Yatsenyuk. È comunque improbabile che il vincitore riuscirà ad ottenere da solo la maggioranza della Rada, dato che aumenta le possibilità di coalizioni all’interno dell’organo legislativo.

ucrainaSIMILI E DIVERSI – Una politica di collaborazione si potrebbe avere anche tra i due principali rivali della contesa elettorale, diversi per alcuni aspetti ma molto simili per tanti altri. Ad accomunarli, l’affinità con il processo di integrazione europeo, e la vicinanza con gli ambienti di Bruxelles e Washington. A dividerli sono invece le modalità con cui vorrebbero risolvere le questioni nell’est del Paese e le relazioni con la Russia. Più dure sicuramente le posizioni di Yatsenyuk, poco propenso sia ad un possibile dialogo con Putin, che a concedere autonomie significative alle regioni del Donbass, atteggiamenti che indubbiamente lo avvicinano alle posizioni espresse nel tempo da Yulia Timoshenko. Poroshenko invece potrebbe cercare di smarcarsi dalla linea dura dell’attuale Premier, cercando la formazione di una sorta di ‘governo di larghe intese’, coinvolgendo così anche gli oligarchi e  le personalità politiche una volta vicini a Yanukovich, cercando così di accreditarsi con forza nei dialoghi con Mosca.

CHE PAESE NE ESCE? –  A prescindere dal dato finale, e dalle strategie che i protagonisti decideranno di porre in essere, queste elezioni riconsegnano un’Ucraina che, detto senza mezzi termini, è forse la metà del Paese che eravamo abituati a conoscere.  I fatti di piazza Maidan hanno scoperchiato il vaso di Pandora, esacerbando non solo le tensioni nazionali tra la parte orientale del Paese, a maggioranza russofona, e quella orientale, più affine alla Polonia e vicina all’Unione Europea, ma anche quelle ideologiche, ponendo in un angolo tutte le realtà progressiste del Paese, attraverso il ricorso alle frange più estremiste, spesso fino al nazismo, del nazionalismo ucraino, il cui accesso nella Rada è ormai certo. Può essere fuorviante quindi affermare che con queste elezioni l’Ucraina abbia scelto l’Unione Europea;  una tale decisione, semmai, l’ha presa una parte della porzione occidentale del Paese, mentre le regioni orientali hanno ribadito il loro rifiuto verso la nuova gestione politica.  Alla fine, la tornata elettorale non ha avuto certo l’effetto di legittimare politicamente i fatti di piazza Maidan, fotografando invece un Paese diviso e travolto dalle contraddizioni. Chi vincerà, non è ancora dato saperlo, ma sicuramente non sarà un successo.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: termometropolitico.it kyivpost.com

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Una risposta a Elezioni in Ucraina: comunque vada, è un insuccesso

  1. avatar
    Pierpaolo 28/10/2014 a 21:25

    L’Ucraina avrà ancora bisogno di ulteriori elezioni anicipate.

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