Elezioni Cile, Michelle Bachelet ed Evelyn Matthei al ballottaggio

Michelle Bachelet era già stata presidente tra il 2006 e il 2010

Michelle Bachelet, già presidente tra il 2006 e il 2010

Santiago – La vittoria era nell’aria, ma il voto popolare – al quale sono stati chiamati circa 13 milioni di persone – non l’ha confermata: Michelle Bachelet, nonostante un preponderante 46,68% dei voti, dovrà affrontare la sfidante Evelyn Matthei, il prossimo 15 dicembre, al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Cile. La Matthei, esponente dello schieramento di centrodestra, si è fermata al 25,01%. I dati sono pressoché definitivi, essendo state scrutinate il 99,34% delle schede.

LA BACHELET – Verónica Michelle Bachelet Jeria, 62 anni appena compiuti, dopo aver subito trattamenti infamanti durante il primo periodo della dittatura Pinochet, fu esiliata prima in Australia, poi in Germania. A Berlino continuò a studiare medicina, ma si laureò in Cile. Prima come medico, poi da ministro, la Bachelet ha affrontato i problemi della salute nell’America Latina. Nel 2002 diviene ministro della Difesa (prima donna a ricoprire tale incarico in tutta l’America meridionale), e nel 2004 viene scelta come candidata dei Socialisti alla carica di presidente della Repubblica, che ottiene al ballottaggio tenutosi il 15 gennaio 2006 contro il futuro presidente Sebastian Piñera. Michelle Bachelet è il primo presidente in assoluto ad essere rieletto per un secondo mandato dopo la fine della dittatura di Augusto Pinochet.

LA MATTHEI - Evelyn Rose Matthei Fornet, 60 anni appena compiuti, è la figlia di Fernando Matthei, militare di lunghissima esperienza, nonché membro del governo di Augusto Pinochet dal 1976 al 1978 (come ministro della Salute), e poi capo dell’Aeronautica cilena. La Matthei, fondatrice del “Movimento per la Dignità delle Donne Cilene”, è stata deputata nel periodo 1990-1998, poi senatore. Nel governo di Sebastian Piñera, ha ricoperto l’incarico di Ministro del Lavoro e della Sicurezza sociale. La sua candidatura è stata scelta proprio all’interno del governo dell’attuale presidente, che non poteva ricandidarsi.

IL PRESIDENTE USCENTE - Sebastian Piñera, una sorta di Berlusconi cileno (possiede infatti l’emittente televisivo Chilevisión e la squadra di calcio Colo-Colo, vincitrice di 14 Coppe del Cile e una Copa Libertadores), esce così di scena dopo un mandato dai destini alterni, fatto di crescita economica sostenuta – circa 5,8% all’anno – ma anche da una mancata riduzione della popolazione carceraria e dalla lotta alla criminalità organizzata, sostenuta con un’energia minore di quella necessaria per eliminare il fenomeno delle “porte girevoli” tra carcerazioni e scarcerazioni. Piñera ha annunciato che da ora si dedicherà alla sua riserva naturale Tantauco (115.000 ettari di boschi incontaminato a 1000 km dalla capitale), e che viaggerà all’estero, come visiting professor in diverse università. Non ha smentito le voci che lo danno candidato nel 2018 (per legge, infatti, un presidente in Cile non può essere immediatamente rieletto), ma a quanto sembra Renovación Nacional, la sua formazione politica, non ha intenzione di riproporlo per la presidenza.

Stefano Maria Meconi

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