Elezioni politiche 2013, si voterà (con Monti candidato?) il 24 febbraio

Napolitano potrebbe sciogliere le Camere già prima della fine dell'anno

Roma – Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno concordato ufficiosamente sulla data del 24 e 25 febbraio 2013 per le elezioni politiche che rinnoveranno il Parlamento e daranno il via alla diciassettesima legislatura della Repubblica Italiana.

Data «la complessità e delicatezza degli adempimenti tecnici connessi al voto degli italiani all’estero», detti elementi «inducono a ritenere la data del 24 febbraio per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche più idonea per agevolare il compimento di tutti gli adempimenti necessari». Così il capo dello Stato, che eserciterà il diritto di sciogliere le Camere in deroga alla normativa costituzionale standard, che non prevederebbe tale prerogativa negli ultimi sei mesi di mandato, tranne che in coincidenza con gli ultimi sei mesi della legislatura.

Dato che il nuovo esecutivo potrebbe presentarsi in Quirinale per il giuramento tra la metà e la fine di marzo, inoltre, giurerà nelle mani dell’attuale presidente, mentre le Camere rinnovate, riunite in seduta comune, saranno chiamate il prossimo maggio a eleggere il successore.

Si voterà, a quanto pare, con uno scenario politico ben diverso da quello già prospettato di uno scontro a tre Bersani – Berlusconi – Grillo. Secondo le ultime indiscrezioni circolate ieri nei palazzi del potere romani, infatti, il premier Mario Monti avrebbe deciso di affrontare direttamente Pd, PdL e M5S con un appoggio alle forze di centro riunite intorno al proprio nome, candidandosi alla guida di Udc, Fli, e tutta una serie di nuovi movimenti che includeranno non solo politici di professione, ma anche uomini dell’economia come Luca Cordero di Montezemolo.

Prima di indire le elezioni, in ogni caso, si dovrà attendere la presentazione del decreto che autorizza la raccolta di firme a livello nazionale per la presentazione di liste e candidati, mentre la cosiddetta “liste pulite”, la legge che impedirà di candidarsi a coloro che hanno subito una condanna definitiva superiore ai 2 anni per reati di vario genere, è in via di approvazione definitiva dopo il voto favorevole delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati.

Stefano Maria Meconi

 

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