Elezioni Libia: dopo 48 anni si ritorna ai seggi, disordini e schede bruciate

Manifesti elettorali in Libia (lettera43.com)

Tripoli - Si sono aperti i seggi in Libia per le prime storiche elezioni libere dai tempi di Gheddafi: era dal 1964 che i libici non partecipavano a delle consultazioni elettorali. Sono 2,8 milioni le persone che si dirigeranno alle urne per scegliere i 200 parlamentari che comporranno il Congresso Nazionale Generale, il massimo organo legislativo che sostituirà il Consiglio Nazionale di Transizione, alla guida del Paese da poco dopo l’inizio, nel febbraio 2011, della rivolta popolare armata che portò alla fine del regime di Muammar Gheddafi.

Il Congresso avrà solo il compito di nominare il governo e il nuovo premier. Inizialmente al Congresso era stata affidato anche il compito di designare i 60 membri dell’Assemblea Costituente. Ma il Cnt libico ha approvato nella tarda serata di venerdì una legge che gli ha tolto questo ruolo e ha deciso che i Costituenti saranno eletti anche loro direttamente dal popolo in un secondo momento.

Il clima è teso e minato da rivalità regionali, appelli al boicottaggio e timori di attentati.  Parecchi disordini si sono verificati soprattutto nell’est del Paese e in Cirenaica. I seggi sono rimasti chiusi a Jalo e Ojla, a sud di Bengasi  e le operazioni di voto sono state sospese anche a Brega e Ajdabiya, dopo che ignoti hanno dato fuoco ai depositi dove era stoccato il materiale elettorale.
Ieri un elicottero che trasportava materiali elettorali è stato attaccato a colpi di arma da fuoco vicino Bengasi, e un impiegato della commissione elettorale che si trovava a bordo è morto.

I media locali attribuiscono l’attacco a “estremisti islamici” ma la protesta segue il malcontento degli ultimi giorni. I manifestanti sono contro le elezioni perché considerano squilibrata la ripartizione dei seggi in senno all’Assemblea costituente, alla Cirenaica (Libia orientale) sono stati assegnati solo 60 dei seggi del Congresso, mentre alla Tripolitania (nord-ovest) sono stati assegnati 100 seggi, e 40 al Fezzan (sud).

L’affluenza è comunque straordinaria, già un’ora prima dell’apertura dei seggi alle 8 (chiuderanno alle 20) si sono registrate file a Tripoli per votare. Mohammed Shady, osservatore elettorale libico, commenta così le operazioni di voto per il Congresso generale nazionale: “Tutti sono molto cooperativi. Vogliono che questa giornata sia un successo e lo sarà”.

 Con il voto di oggi potrebbero salire al potere i partiti islamici, come già in Tunisia ed Egitto, sebbene i liberali si dicano sicuri della vittoria. Con oltre un centinaio di formazioni politiche le previsioni non sono facili, ma i favoriti sono tre: il partito della giustizia e della ricostruzione (islamico, legato ai Fratelli musulmani), Al-Watan, guidato dall’ex comandante militare Abdelkhadim Belhaj, e la coalizione liberale varata dall’ex premier del Consiglio nazionale di transizione, Mahmoud Jibril. Possibilità anche per Alleanza delle forze nazionali (laico), Fronte nazionale (all’opposizione già ai tempi di Gheddafi), Partito nazionale centrista (dell’ex ministro delle Finanze Ali Tarhouni).

Davide Lopez

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