Elezioni francesi: il trionfo, l’inevitabile caduta e la non vittoria

I tre protagonisti del quadro politico francese: Sarkozy, Hollande, Le Pen (http://www.ladepeche.fr/)

I tre protagonisti del quadro politico francese: Sarkozy, Hollande, Le Pen (http://www.ladepeche.fr/)

Parigi – Con i risultati dei ballottaggi in cassaforte si chiudono le elezioni dipartimentali francesi, utili a capire gli umori dell’elettorato transalpino che seguono in parte la rotta delle precedenti elezioni europee ma che nello stesso tempo frenano un po’ a sorpresa la destra Lepenista. Se il grande sconfitto era noto ai più fin dall’inizio del voto, il grande vincitore ha colto un po’ di sorpresa per come è riuscito nell’impresa. Ciò che è accaduto in Francia può avere delle ripercussioni in Europa ed in particolare in Italia, delineando in parte le prossime mosse di leader nazionali come Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, i quali giocano ruoli simili nel Bel Paese a quelli di Marine Le Pen e Nicolas Sarkozy.

RISULTATI DEFINITIVISecondo i dati ufficiali, la destra repubblicana dell’UMP con i suoi alleati, capitanata dal rientrante Sarkozy  vede aumentare da 40 a 67 i propri dipartimenti e la sinistra del Partito Socialista di François Hollande e Manuel Valls passa dal controllo di 61 dipartimenti a soli 34. La perdita secca dei socialisti è di 28 dipartimenti, 27 se riusciranno a portare a casa il solo ancora in bilico che potrebbe passare da destra a sinistra. Il Front National di Marine Le Pen non conquista nessun dipartimento, andando solo a un passo dal trionfo nell’Aisne e nel dipartimento di Vaucluse, dove la Ligue du sud, altro movimento di destra, ha vinto e portato a casa due cantoni. Il Front National si dovrà accontentare quindi di un numero che varia dagli 80 ai 100 rappresentanti nei dipartimenti. Il dato sull’affluenza mostra un astensionismo del 50,15% contro il 49,83% di domenica 22 maggio. Il livello di astensione è dunque ancora altissimo ma meno alto del 2011 quando toccò il 55%.

HOLLANDE IN CADUTA LIBERA – Dopo aver perso alle elezioni comunali del marzo 2014 ben 150 comuni e quindi la rappresentanza di 9 mila abitanti, Hollande continua la sua débâcle mantenendo  un’ostentata fiducia nel futuro. “Battu mais content” titola Liberation, storico quotidiano della sinistra francese, il quale critica l’ostinatezza del primo ministro Manuel Valls nel non cambiare le politiche del governo. La sconfitta secondo quest’ultimo sarebbe colpa della mancanza di unità a sinistra e verrebbe registrata dal presidente Hollande come un fatto normale capitato anche ai suoi predecessori all’Eliseo, Sarkozy compreso. Tutto vero, in parte, ma la scusa della mancanza di unità non può essere l’ unica ragione di una sconfitta annunciata; inoltre, una sconfitta così eclatante raramente ha colpito i suoi predecessori, da Chirac a Sarkozy. Hollande ha perso territori considerati come feudi del partito socialista come Corrèze e Essone (territorio nel quale fu eletto l’attuale premier Valls). La tanto annunciata lotta al terrorismo non può essere l’unico leitmotiv con il quale prendere voti. La Francia oggi è uno stato che ha perso la sua dinamicità economica e che attraversa forti contrasti sociali dovuti ad una non sempre attenta gestione dell’immigrazione. Le politiche neo liberaliste di un presidente che si era presentato come l’acchiappa evasori hanno disorientato gran parte dell’elettorato a sinistra e non convinto del tutto quello di centro destra, soprattutto per il ritorno in campo di Monsieur Sarko.

Elezioni francesi: Sarkozy trionfa (www.focustech.it)

Elezioni francesi: Sarkozy trionfa (www.focustech.it)

SARKOZY TORNA E TRIONFA – Al suo rientro in campo a Settembre dello scorso anno, Le figaro affermava a caratteri cubitali: “Sarkozy, C’est bien lui” per dire che era lui l’uomo giusto. Un vero endorsement, un riconoscimento importante, quasi inusuale ma premonitore di un’ attesa di un leader di opposizione a destra alternativo a Marine Le Pen e soprattutto ben esperto ed inserito nell’attuale sistema. Alle iniziali resistenze, hanno prevalso nel UMP i sentimenti di stima e riconoscenza verso l’ex presidente, i quali hanno portato Sarko alla vittoria delle primarie con il 64,5% dei voti a fine novembre 2014. Il risultato di queste elezioni francesi è la prima vera vittoria elettorale di Sarkozy dal rientro in politica, non tanto sul debole Hollande ma soprattutto sul Front National. L’ex presidente, forte di un 29% di consensi al primo turno, nettamente primo partito sul 25% di Marie Le Pen e il 21% di Hollande, ha sottolineato raggiante che “ mai nella quinta repubblica la destra aveva ottenuto un risultato del genere”. I ballottaggi gli hanno dato ragione: vengono così spazzati via dalla corta memoria collettiva i processi per corruzione e l’inchiesta sui fondi libici che finanziarono la campagna elettorale 2007; tutti temi che verranno magari ripresi dagli oppositori per le presidenziali 2017.

MARINE NON MOLLA E NON BARCOLLA – E il Front National? Difficile parlare di vittoria quello che è stato il primo partito di Francia nelle ultime elezioni europee. Marine Le Pen si aspettava almeno un dipartimento, invece, ne sono quasi arrivati due e un centinaio di rappresentanti su 4000. Non si può parlare neanche di sconfitta ma di crescita rallentata dall’entrata in campo del forte leader UMP, la quale ha drenato la fuga di voti verso il partito di estrema destra francese in quanto ha giocato sullo stesso campo della rivale: sicurezza, immigrazione ed economia. Quando il piatto della bilancia non pende ne da un lato ne dall’altro le prospettive di lettura possono essere diverse. La Le Pen dunque denota la caduta dei socialisti e pone questo voto come base per l’ascesa al potere nel 2017, nonostante sappia anche lei che poteva andare meglio.

SCENARI FUTURI E IL RISCHIO DI UN FILM GIÀ VISTO -  Con le elezioni per i dipartimenti si apre un periodo nel quale si vanno definendo gli scenari che porteranno all’elezione del nuovo presidente della repubblica nel 2017. Nonostante molto dipenda dai dati economici,  la politica estera e la lotta al terrorismo saranno i cavalli di battaglia sui quali il governo e le sue opposizioni continueranno a giocare la partita più evidente. Le sorti economiche del Paese dipenderanno infatti molto di più dalle scelte di Bruxelles e Francoforte che da quelle intraprese da Parigi. Il potere marginale del governo francese in campo economico è stato fino oggi utilizzato da Hollande per realizzare gli obiettivi di una dottrina neoliberale che ha causato la crisi e si è dimostrata fallimentare nell’affrontare le questioni socio-economiche, non solo in Europa; questa però è un’altra storia. Quel che conta per i socialisti è che difficilmente il governo, escludendo chissà delle importanti misure ambientali dovute al summit globale sul clima (Parigi 2015), proverà ad adottare misure che andranno contro il mainstream dei salotti del potere e che quindi il risultato potrebbe essere un film già visto negli ultimi anni: un’alternanza destra-sinistra più sulla carta che nei fatti.

Domenico Pellitteri

Foto: http://www.ladepeche.fr/, www.focustech.it

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