Elezioni europee: quando si parla di Europa?

elezioni europee

Alcuni commentatori politici, forse sotto gli effetti di qualche fungo allucinogeno, sostengono che per la prima volta nella storia d’Italia, durante la campagna elettorale per le elezioni europee si è parlato effettivamente di temi europei. Ma quando? Dove? E, soprattutto, chi? In queste ultime settimane si è parlato di tutto – cadendo spesso nel ridicolo – tranne di argomenti inerenti al rinnovo del parlamento europeo.

I SOLITI TEATRINI - Non è una questione di colore politico. Tutti i leader delle principali forze politiche sono stati ben attenti a non parlare di Europa. Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi ha fatto i suoi soliti show in cui ha raccontato quanto è giovane e figo inserendo qua e là delle frasi ad effetto (il derby fra rabbia e speranza, non votare i buffoni) con cui ha attaccato il Movimento 5 Stelle. Il leader dei pentastellati – Beppe Grillo – è un altro a cui l’Europa interessa ben poco. Vabbene che è (era?) un comico, ma non può far campagna elettorale dicendo di essere oltre Hitler. E il fatto che i mezzi d’informazione abbiano fatto di tutto per farla sembrare più grossa di quello che era, non è una giustificazione. E Berlusconi? Il leader di Forza Italia, fra una visita e l’altra a Cesano Boscone, fa una delle cose che gli piace di più, parla di sé. Per esempio, grazie alla campagna di queste elezioni europee gli italiani hanno scoperto che la guerra fredda è finita grazie all’intervento dell’ex Cavaliere (effettivamente la caduta del muro di Berlino è sopravvalutata) e che Bergoglio si sta comportando come avrebbe fatto lui. Dio solo sa come ha reagito Papa Francesco quando ha sentito la notizia. Chissà, forse anche a lui sarà scappata una più che giustificata parolaccia.

ZERO IDEE - Cosa pensano queste donne e questi uomini candidati alle elezioni europee dell’Europa? Mistero. Non è dato sapere quali sono le loro idee. Sempre ammesso che l’abbiano. Per esempio, il professor Luigi Zingales – che non essendo un politico ha il brutto vizio di essere una persona seria e preparata – ha proposto ha proposto un meccanismo di assicurazione della disoccupazione a livello europeo pagato con dei fondi europei. In pratica, quando alcuni paesi europei soffrono a causa dell’occupazione alta, sarebbero gli altri paesi che stanno bene a pagare l’indennità di disoccupazione. Ovviamente, tali meccanismo funzionerebbe in entrambe le direzioni e non solo da nord a sud. Che cosa pensano i candidati di questa proposta? Altro esempio concreto. C’è chi pensa che bisognerebbe fare due euro: uno forte per i paesi del nord Europa, e uno un po’ più debole per l’Europa mediterranea che però potrebbe essere svalutato. Che ci dicono Renzi, Grillo e Berlusconi a proposito?

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DECIDONO GLI ALTRI - Giovedì scorso ad Announo l’ex ministro Cecile Kyenge ha detto che bisogna portare il delicato tema dell’immigrazione a Bruxelles. Bene, brava. Ma a Bruxelles che ci devono fare? Ragionando per assurdo, a Bruxelles potrebbero anche dire che bisogna mandare la marina a sparare agli immigrati sui barconi. Alla signora Kyenge andrebbe bene così visto che la decisione è stata presa a livello europeo? Quello che vuole fare la deputata nata nella Repubblica Democratica del Congo è semplicemente scaricare la responsabilità ad altri. Ma idee sue, non ne ha. Come tutte le sue colleghe e i suoi colleghi.

QUALE EUROPA - Visto che si tratta di elezioni europee, sarebbe interessante capire quale Europa hanno ancora in mente i candidati. Qualche tempo fa, il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini denunciava il fatto che ci sono due sedi del Parlamento europeo. Sbagliava, le sedi infatti sono tre: a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Inoltre, le funzioni sono molto limitate. È questa l’Europa che vogliono i candidati? Non sarebbe meglio che ci fosse un Parlamento il quale dovrebbe votare la fiducia a un vero e proprio Governo europeo invece di avere il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione? E in ogni caso, almeno in materia di difesa e di politica estera (si pensi al caso ucraino) l’Europa si dovrebbe esprimere con una voce sola, e non con i diversi pareri dei ministri dei governi nazionali. Questi ovviamente sono solo alcuni temi, degli esempi. Di cose su cui discutere ce ne sarebbero tantissime: gli eurobond, l’energia, come gestire i fenomeni indipendentisti. Forse hanno più idee gli elettori che gli eletti.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: osservatorioantitrust.eu; gadlerner.it

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