Elezioni europee: che lentezza! La Commissione arriverà a novembre

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Le elezioni europee sono alle porte. I primi risultati arriveranno nella notte fra domenica e lunedì. Ma per vedere i risultati concreti conseguenti alle consultazioni, bisognerà aspettare parecchio. Molto più di quello che vi aspettate.

CHI DECIDE COSA? - Come tutti sanno, le elezioni europee si svolgeranno il 25 maggio. Ma domenica prossima sarà solamente la prima tappa di una trafila infinita. Fra il primo e il terzo giorno di luglio il Parlamento nominerà il suo Presidente e formerà le commissioni. Poi, l’organo composto dai capi di Stato o di Governo dei paesi membri dell’Unione europea e dal Presidente del Consiglio europeo che ne presiede le sessioni – il Consiglio europeo – eleggerà il presidente della Commissione europea. E qui, rispetto al recente passato, c’è una novità importante. Il trattato di Lisbona – cioè il trattato internazionale firmato il 13 dicembre 2007 – prevede infatti che siano gli elettori a scegliere proprio il presidente della Commissione.

SCHULZ E GLI ALTRI - Le altre volte, i cittadini europei non potevano dire la propria. Tutti gli schieramenti, infatti, devono indicare il loro candidato. Jean Claude Juncker, primo Ministro del Lussemburgo dal 20 gennaio 1995 al 10 luglio 2013 è il candidato del Partito Popolare Europeo. Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento europeo, è sostenuto dai socialisti. In Italia è conosciuto soprattutto per il “curioso” siparietto del 2003 disse: «Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapo. Lei è perfetto!». Recentemente, anche Beppe Grillo lo ha criticato fortemente: «Senza lo Stalin che ha sconfitto i nazisti ora starebbe in Parlamento con una svastica disegnata sulla fronte». L’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, meglio conosciuta come Alde, ha candidato Guy Verhofstadt, ex primo Ministro del Belgio. La sinistra punta sul greco Alexis Tsipras mentre i verdi hanno voluto strafare presentandosi con ben due candidati: la tedesca trentatreenne Ska Keller e il no-global José Bové.

elezioni europee

PEGGIO DELLA FILA ALLE POSTE - Ad ogni modo, solamente alla fine di luglio – quando tutti si saranno già scordati delle elezioni europee – il Parlamento ratificherà la decisione del Consiglio europeo. Si dirà: finalmente, era ora. Ma guai a parlare troppo presto. Il candidato vincitore assegnerà i portafogli ai 28 commissari scelti dagli Stati membri. Si farà un’audizione ad ogni singolo candidato e poi il Parlamento darà la fiducia alla nuova Commissione. La quale entrerà in carica solamente il primo novembre. Quanto tempo sarà passato dalle elezioni europee?. Cinque mesi. Ma il Presidente del Consiglio europeo entrerà in carica un mese dopo. Giusto in tempo per il panettone.

LARGHE INTESE MADE IN BRUXELLES? - In tutto questo, se le forze euroscettiche conquisteranno parecchi seggi, probabilmente i tempi si allungherebbero ulteriormente. Probabilmente, per uscire da una situazione difficilissima, tutti i pro-euro si uniranno per formare una sorta di grande coalizione. Anche l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha recentemente parlato della possibilità di un governo europeo di larghe intese formato europeo: «I partiti storici come il Pse e il Ppe saranno probabilmente obbligati a una grande coalizione, data l’ondata populistica. O adempiono alla funzione di un Governo attivo dell’Europa o sarà la fine sia per il Pse sia per il Ppe».«È la prima volta che i popoli dell’Europa discutono anche dell’Europa. Quelle precedenti sono sempre state in qualche modo solo elezioni ‘nazionali’, in cui si discuteva solo di problemi interni. Oggi invece il dibattito europeo è entrato nella campagna elettorale: la crisi economica ci obbliga a rapporti di collaborazione tra gli Stati membri dell’Unione. L’elettore viene messo di fronte alla scelta su un futuro con o senza l’Europa».

CI SALVA SEMPRE LEI - Potrebbe essere Angela Merkel a decidere come fare? Può darsi. Il parere della cancelliera su chi, a quel punto, dovrebbe rivestire il delicatissimo incarico di presidente della Commissione Europa, potrebbe essere decisivo.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: osservatorioantitrust.eu; formiche.net

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