Elezioni Europee 2014. Partito democratico, il programma per le europee

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Bandiera del Partito democratico

 

Roma – ‘L’Europa cambia verso’. Lo slogan per iniziare la campagna elettorale, in previsione delle Elezioni europee 2014, campeggia sull’intestazione del programma del Partito democratico reperibile sul suo sito. Dieci punti – se ne dà, in questa sede, un breve sintesi – con cui lo staff del premier Matteo Renzi racconta per temi le proposte care alla sinistra italiana e socialista racchiusa nel Pse. A sostegno della candidatura, come presidente della Commissione, di Martin Schultz.

EUROPA E LAVORO – Per le elezioni europee 2014 il Pd parte dal problema della disoccupazione, un dramma che riguarda 27 milioni di persone in tutta Europa ma – secondo il Partito democratico – è più grave per i giovani al di sotto dei 25 anni. Per loro, democratici e socialisti, hanno pensato allo stanziamento di 20 miliardi del Fondo sociale europeo da investire in attività di formazione aziendale e stage retribuiti e regolamentati. Altre azioni inerenti il recupero di occupazione riguardano: a) 2% del Pil per l’insegnamento superiore; il 3% per innovazione e ricerca; riqualificazione professionale per gli ultratrentenni. b) Aumentare il peso dell’industria europea fino ad un 15%-20%, avviando progetti su larga scala finanziati con Project Bond; agevolare l’accesso ai fondi europei per le piccole-medie imprese; tassa sulle transazioni finanziarie. c) Un salario minimo garantito nazionale, stabilito dal Consiglio europeo, entro il 2025.

EUROPA E RIGORE – Finita l’epoca del rigore, secondo i progressisti, è ora di portare più equità in sede Ue: a) più autonomia di gestione dei bilanci nazionali in favore della crescita; b) riforma della Banca centrale europea in un organo di politiche monetarie di sviluppo e non più solo torre di controllo dei prezzi; c) Eurobond per ‘mutualizzare’ il debito; d) Social Compact: un nuovo patto sociale che includa in sé il Fiscal Compact unito ad un monitoraggio costante dei livelli di occupazione nei Paesi membri.

EUROPA E FINANZA – Il tema rimane bollente essendo una delle chiavi che ha aperto le porte della crisi mondiale. Secondo democratici e socialisti è necessario un fisco più giusto introducendo la tassazione sulle transazioni finanziarie in tutti i 28 Paesi membri (attualmente la tassa riguarda 10 Stati: Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio, Estonia, Grecia, Portogallo e Slovacchia ed entrerà in vigore entro il gennaio del 2016). Ancora: creare un’agenzia di rating pubblica e indipendente.

EUROPA E IMPRESA AGRICOLA – Il made in Italy è la forza nazionale e va tutelato nell’ambito della politica comune: a) sostegno ai giovani che vogliono dedicarsi alla produzione agroalimentare; b) aiuti alle piccole-medie imprese per estendersi nel mercato estero; c) lotta alla contraffazione.

EUROPA DIGITALE – Secondo stime del Parlamento Ue, un mercato unico digitale potrebbe garantire un giro di affari di 260 miliardi di euro, ovvero il Pil della Danimarca. La struttura delle TLC va dunque intensificata: a) obbligo per tutti i Paesi (Italia in testa) di dotarsi di banda larga; b) revisione delle regole del copy-right in Europa in ragione di un migliore e più rapido inserimento di contenuti in Rete nel rispetto dell’autorità; c) misure a sostegno delle micro aziende ICT e start-up.

EUROPA PER TUTTI – L’Ue rimane – secondo il programma del Partito democratico - il faro di diritti e tutele nazionali che quotidianamente incidono sulla vita dei cittadini: burocrazia, tempi della giustizia, diritti civili. Tutto inserito nel contesto europeo. Sicché lotta alla criminalità, benefit per disoccupati, accesso universale alle cure mediche, parità di genere, di salari e violenza sulle donne, sono problemi di portata sovranazionale.

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Statua che affianca il ponte Mimram a Strasburgo (Elections2014.eu)

EUROPA ED IMMIGRAZIONI – I socialisti ci credono: le frontiere sono aperte e devono restare tali. Quel che deve cambiare è l’approccio dell’Unione nei confronti dell’immigrazione clandestina, problema comune, non solo italiano, i cui costi civili ed economici andrebbero condivisi.

Il programma alle europee del Pd propone un maggior controllo delle coste intese come confini europei e non più solo nazionali, attraverso la riconversione di Frontex in un vero corpo di frontiera. Il suo ruolo: attuare le politiche comuni in fatto di mobilità delle persone e requisiti per stare in zona Schengen. Ancora in materia di immigrazione: ius soli europeo per tutti i bambini extracomunitari nati in zona Ue e/o per residenti di lunga data.

EUROPA ED AMBIENTE – Migliorare l’ambiente significa migliorare l’ambito produttivo comunitario. Il Pd propone: a) più processi di produzione ecocompatibili; b) più cooperazione euro-mediterranea con i Paesi del Nord Africa investiti – dicono – dall’onda di democrazia scaturita dalla Primavera Araba.

Per le Elezioni europee 2014 Programmi, il programma del Partito democratico è reperibile e scaricabile qui.

Elezioni europee 2014. Il programma di Scelta Europea e Guy Verhofstadt

Chantal Cresta

 Foto || pder.it; elections2014.eu

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