Elezioni, depositati i primi simboli. Anche Grillo al Viminale

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Si sono aperti alle 8 di questa mattina gli uffici del Viminale preposti al deposito di simboli e alleanze in vista delle imminenti elezioni politiche. Al momento, tra lunghe file e qualche polemica, sono già sette i simboli depositati: grande protagonista della mattinata è stato però Beppe Grillo, accorso a sostenere i rappresentati del Movimento 5 Stelle che, per tutta la notte, hanno stazionato in piazza per essere in prima fila al momento dell’apertura ufficiale. La sua presenza è diventata quindi occasione per un lungo botta e riposta con i giornalisti presenti.

«Siamo buoni, abbiamo gli avvocati ma poi se non entriamo non venite a parlare di democrazia, c’é il cane di paglia di 6 milioni di votanti: voglio vedere cosa succede», ha dichiarato il comico polemizzando contro il «furbo» che ha depositato e affisso sulla bacheca del Viminale un falso simbolo del Movimento. Spazio quindi anche un’invettiva accorata contro l’intero sistema: «E’ un sistema che sta collassando, è tutto marcio. Se va avanti così, ci sarà una rivoluzione violenta. Quando guardo i politici di oggi, mi chiedo: ma presidente di cosa, ministro di cosa? Hanno l’1,5% e credono di rappresentare qualcuno».

Come prevedibile, Grillo ha poi avuto parole poco tenere anche per il presidente della Repubblica: «Chiunque verrà dopo Napolitano sarà un successo. È come dopo Berlusconi, poteva venire anche Jack lo squartatore. Napolitano è un uomo che è passato». A destare maggiore scalpore sono state tuttavia le dichiarazioni rilasciate da Grillo nel corso della notte, quando non ha escluso la possibilità di un’apertura nei confronti di esponenti di Casa Pound: «Il nostro è un movimento ecumenico. Se un ragazzo di Casa Pound volesse entrare nel Movimento 5 stelle e avesse i requisiti per farlo, ci entra. Più o meno avete delle idee che sono condivisibili, alcune meno alcune di più. Questa è la democrazia».

In ogni caso, il dado è tratto: il simbolo è stato depositato e, con esso, anche il programma che spazia dall’abolizione delle province agli incentivi sulle fonti energetiche rinnovabili. Previsto inoltre un ridimensionamento degli stipendi dei parlamentari che, da programma, dovrebbero vedersi poi abolite le pensioni privilegiate. Candidato premier ufficiale del Movimento sarà Beppe Grillo.

Mara Guarino 

 

 

 

 

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