Elezioni 2013. Le pagelle dei protagonisti della campagna elettorale

Roma – Ormai ci siamo. Meno di una settimana e gli italiani saranno chiamati ad esercitare uno dei diritti più importanti sanciti dalla nostra Costituzione (è giusto ricordarlo visto che in molti parlano di eventuale astensionismo come forma di protesta): il voto. Le elezioni 2013, infatti, sono ormai alle porte, con i vari leader politici pronti a sfruttare questi ultimi giorni di campagna elettorale nella speranza di poter convincere ancora quella percentuale di elettori indecisi a votare per la loro causa. Sembra doveroso, quindi, tirare le somme sulle performance dei protagonisti fino a questo momento, con tanto di pagelle stile calcistico.

elezioni 2013, campagna elettorale

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani voto 5. Queste sono le sue elezioni, una vittoria facile su alcuni punti di vista. Forse proprio per questo motivo il leader del centrosinistra non ha dato l’impressione di essere così incisivo: sembra essersi adagiato sugli allori. Minimo sforzo per il massimo risultato: questa l’impressione imperante nel vedere la maniera in cui ha gestito la sua campagna. Sembra che il politico di Bettola si sia svegliato verso la fine, quando si è reso conto che la vittoria schiacciante non era più a portata di mano, diffondendo la massima filosofica del voto utile. Se un elettore si domandasse: «Perché dovrei votare la coalizione di centrosinistra?». A fronte di questa sterile campagna elettorale, l’unica risposta sarebbe: «Per impedire il ritorno di Berlusconi». Deludente.

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Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi voto 6. È sempre lui, con delle leggere varianti. Se prima appariva come l’uomo che non va mai contraddetto, ora è apparso nella veste del vecchietto da coccolare (almeno nella prima parte di campagna). Le solite promesse che ormai difficilmente convincono anche i più ingenui. Tornato dal suo letargo per riprendere le redini di un partito ormai allo sbando, ha dimostrato chiaramente che non si tratta del Popolo della Libertà, ma del Popolo di Berlusconi. Come ogni azienda che si rispetti: senza il suo amministratore unico, la baracca non può andare avanti. La sufficienza è semplicemente motivata dal fatto che Berlusconi è riuscito nel suo solito intento: nel bene o nel male, l’importante che si parli di lui. In fin dei conti l’importante era recuperare consensi, e, stando ai sondaggi elettorali, sembra aver raggiunto l’obiettivo. Immor(t)ale.

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Beppe Grillo

Beppe Grillo voto 4. Girovaga per le piazze d’Italia con il suo tsunami, sollevando gli animi urlando il suo copione: il perfetto populismo servito da un comico. Dice tante belle cose senza mai approfondirle: forse per ignoranza, forse perché è consapevole che il popolino è arrabbiato, quindi basta accennare le questioni per avere l’acclamazione della folla. Il suo repertorio di battute è sempre lo stesso, alla fine questo è il suo mestiere: la gente deve ridere, troppi tecnicismi possono facilmente annoiare. Evita i confronti in televisione, giustificando il fatto che il suo Movimento 5 Stelle non si comporta come gli altri partiti. O molto più semplicemente: un conto è fare monologhi di fronte alla massa senza diritto di replica, un altro è essere costretti ad argomentare le proprie idee in maniera costruttiva? Morale della favola: un “simpatico” cabarettista.

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Mario Monti

Mario Monti voto 2. Forse il peggiore di tutti: a suo sfavore gioca il cambio repentino da presidente del Consiglio super partes a uomo politico che adotta un cane. Per queste elezioni politiche decide di scendere in campo, rinnegando gran parte delle scelte intraprese durante la sua esperienza nel governo tecnico. Vederlo abbassarsi agli stessi livelli degli altri leader politici è quasi irritante. Inizialmente risulta impacciato, ma nel giro di poco tempo comprende le regole. Sembra dare maggiore attenzione nel trovare l’alleanza più proficua dopo le votazioni, piuttosto che dire chiaramente cosa è girato storto durante il suo anno e mezzo di governo, quali correttivi adottare al suo programma per fare uscire l’Italia dalla crisi. Quello che conta è scaricare la colpa sui chi sedeva in Parlamento all’epoca: per coloro che seguono un po’ di più la politica, era chiaro come il sole che uno dei problemi fosse quello. Più che altro ci si domanda: perché Monti continuava a difenderli a spada tratta e soltanto ora li utilizza come capro espiatorio? Domanda retorica: ora si è in campagna elettorale. Imbarazzante.

elezioni 2013, campagna elettorale

Antonio Ingroia

Antonio Ingroia voto 5. Grande entusiasmo quando qualche mese fa anche il magistrato in aspettativa decide di scendere in campo per queste elezioni. Per quanto la sua entrata in scena ricorda molto quella del suo ex collega Antonio Di Pietro, inizialmente le aspettative verso di lui sono alte. Una volta, però, conosciuto meglio, ci si rende conto che qualcosa non quadra. Su alcuni punti Ingroia sembra non avere la minima idea di cosa proporre, cerca di giocarla esclusivamente nel campo che più gli compete: la giustizia. Poi, per compensare il vuoto creatosi, si limita a difendersi dalle stoccate provenienti dall’ala del centrosinistra. Da pervenire l’aspetto rivoluzionario delle sue idee.

Sono stati presi in considerazione loro cinque perché, stando ai sondaggi, sono quelli che con le loro liste molto probabilmente riusciranno a superare lo sbarramento del 4%. Nessuno di loro ha superato la sufficienza, se si esclude Berlusconi, ma solo per essere riuscito ad ottenere almeno la vittoria mediatica. Ci si era illusi di vedere una campagna elettorale diversa, più seria, maggiormente responsabile, visto il periodo che sta attraversando il nostro Paese. Nulla di tutto questo: le solite promesse, i soliti attacchi, i soliti progetti di alleanze.

Se l’elettore mettesse da parte l’ideologia, l’odio sistemico per alcuni politici e si limitasse a votare basandosi esclusivamente sulla campagna elettorale, probabilmente il 24 e il 25 febbraio sulla scheda apporrebbe la croce sul simbolo: “Voto Me Stesso”.

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| leggo.it; parrotized.it; 500px.com; 451online.it; scirocconews.it

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