Egon Schiele in mostra al Guggenheim di Bilbao

Due bambine sedute, 1911

Bilbao – Al Museo Guggenheim di Bilbao c’è un’importante mostra, Egon Schiele. Opere del Museo Albertina, Vienna, che riunisce disegni, gouaches, acquerelli e fotografie di un grande rappresentante dell’espressionismo austriaco e uno dei più brillanti disegnatori di tutti i tempi.

La mostra, di cui è curatore Klaus Albrecht Schröder, direttore del Museo Albertina, offre una prospettiva dello sviluppo stilistico di Schiele in più un decennio di produzione, interrotta precocemente a 28 anni a causa della malattia che lo porterà alla morte.

Nonostante la sua breve vita e circa dieci anni di attività artistica indipendente (tra il 1908 e il 1918), Schiele ha lasciato una produzione piuttosto corposa, che comprende oltre 2500 opere su carta e più di 330 dipinti su legno e tela. L’opera artistica del pittore e disegnatore si muove in senso contrario rispetto alla decadenza estetizzante che caratterizzò la cultura e l’arte a Vienna a partire dalla fine del XIX secolo.

Nel 1906 Schiele fu ammesso all’Accademia Viennese di Arti Figurative e iniziò a studiare pittura con Griepenkerl.

A causa dei crescenti disaccordi e contrasti con il suo professore, che rispetto al giovane e talentuoso Schiele rappresentava una sensibilità artistica molto tradizionale, l’allievo lasciò la classe insieme ad altri compagni di studi e fondò, nel 1909, un’associazione di artisti. Il mentore più importante di Schiele divenne il celebre pittore Gustav Klimt, uno dei fondatori della Secessione.

Già nel 1910 Schiele si distaccò totalmente, dal punto di vista artistico, dallo stile geometrico-ornamentale dei secessionisti e giunse al suo inconfondibile linguaggio espressivo lineare. Al centro dei suoi lavori c’è l’immagine dell’Uomo e i temi iconografici quali la nascita, la giovinezza, la passione e l’erotismo, la malattia e la morte.

Nelle sue raffigurazioni espressive e corporee, Schiele non vuole mostrare ciò che appare; per lui è importante ciò che si vede, lo «sguardo verso l’interno».

La società moderna, per la prima volta in quel tempo, si vede messa a confronto con una crisi d’identità. Di questa immagine della società si erano già occupati Ernst Mach nei Contributi all’analisi  delle sensazioni (1886) e Sigmund Freud nei suoi scritti sulla psicoanalisi (1900). L’individuo ha paura di perdere il proprio Io e si mette alla ricerca di una nuova totalità. Tra il 1910 e il 1915, nell’opera figurativa di Schiele si giunse con la massima efficacia ad una geniale attuazione artistica del fenomeno dell’Analisi dell’Io.

Nudo femminile disteso con gambe divaricate, 1914

Nel 1912 fu accusato di aver sedotto una minorenne e, in seguito al ritrovamento di “disegni pornografici” nel suo appartamento, fu arrestato e detenuto per tre giorni. La dichiarata convivenza con la modella Wally Neuzil e i suoi dipinti e disegni di ragazze minorenni lo mantennero sempre ai margini dalla società tradizionale austriaca. Nel 1915 sposò Edith Harms e, quattro giorni dopo il matrimonio, fu costretto ad arruolarsi, dopo aver tentato inutilmente di farsi assegnare il compito di artista ufficiale di guerra; inviato a Praga, fu assegnato al controllo dei prigionieri di guerra russi. Tornò a Vienna nel luglio dello stesso anno.

Vissuto gran parte della sua vita in miseria, nel 1918, sei mesi prima della morte, una grande retrospettiva, organizzata nell’ambito della Secessione Viennese, rivalutò la sua opera e l’originalità e l’incisività del suo segno, consacrandolo al successo. Nell’autunno del 1918 la moglie, in stato di gravidanza, morì di febbre spagnola; tre giorni dopo, il 31 ottobre 1918, contagiato dalla stessa malattia, Egon Schiele si spense, a Vienna, a soli 28 anni.

Il percorso espositivo si muove attraverso queste vicende seguendo l’evoluzione stilistica dell’artista, dalla sua prima produzione realizzata durante la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna, passando poi per le opere in cui sono evidenti l’influenza di Gustav Klimt e la modernità, fino ad arrivare ai lavori degli ultimi anni in cui forte è la rottura con il naturalismo, con un rinnovato e radicale trattamento del colore e nuovi motivi come le nudo esplicito (Nudo femminile disteso con gambe divaricate, 1914) o i ritratti dei bambini (Due bambine sedute, 1911).

La mostra propone anche uno spazio didattico che offre ai visitatori tutte le informazioni più rilevanti della biografia dell’artista, nel contesto del periodo di massimo splendore culturale in cui viveva Vienna, nel tardo XIX secolo e negli anni precedenti la prima guerra mondiale.

«Mi vedo evaporare ed esalare sempre di più, le vibrazioni della mia luce astrale diventano sempre più rapide, più immediate, più semplici e simili ad un ampia compressione del mondo. Così attingo da me stesso sempre di più, sempre altro, cose che sembrano ancor più infinite, affinché l’amore che costituisce il tutto mi arricchisca e mi conduca verso quel punto da cui istintivamente vengo attratto». Egon Schiele

Egon Schiele. Opere del Museo Albertina, Vienna

Museo Guggenheim, Avenida Abandoibarra, 2 – 48001 Bilbao

2 ottobre 2012 – 6 gennaio 2013

Dal martedì alla domenica dalle 10,00 alle 20,00

Informazioni: www.guggenheim-bilbao.es

 

Natalia Radicchio

Foto via www.guggenheim-bilbao.es

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews