Egitto, quattordicesimo giorno di protesta a piazza Tahrir

Il Cairo – Quattordicesimo giorno di proteste contro il governo Mubarak. Continua anche oggi il sit-in di protesta a piazza Tahrir al Cairo, nonostante l’inizio dei colloqui tra governo e opposizione per cercare di far rientrare la peggiore crisi politica che abbia investito l’Egitto negli ultimi 30 anni.

Secondo i corrispondenti di al-Jazeera, la tensione tra manifestanti e militari sta ricominciando a salire. Questa notte alcuni soldati di stanza davanti al Museo egizio hanno aperto il fuoco contro i dimostranti, che hanno confessato di essere indifferenti ai colloqui. Salma El-Tarzi, un’attivista scesa in piazza, ha espresso chiaramente il disincanto dei cittadini di fronte alle promesse del Governo. «Gli esponenti politici possono fare cosa preferiscono perché tanto non ci rappresentano». «Questa non è una rivoluzione promossa dai partiti. I partiti sono stati qui per 30 anni, ma non hanno fatto nulla. Questa è la rivoluzione del popolo», ci ha tenuto a sottolineare.

Nel frattempo, i Fratelli Musulmani, il maggiore partito d’opposizione, hanno confermato la loro intenzione di partecipare ai colloqui. «Questo incoraggerà più gente a unirsi alle proteste a piazza Tahrir e in tutto il Paese. Siamo entrati nei colloqui per rinforzare la rivoluzione, per fare maggiore pressione su Mubarak e il suo regime, affinché se ne vada».

di Redazione

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