Egitto, Hrw accusa: ‘Il massacro di Rabaa è stato premeditato’

Nel rapporto presentato da Human Rights Watch le accuse al governo egiziano per il massacro di Rabaa. La risposta di Il Cairo: 'Rapporto non professionale'

RabaaSecondo Human Rights Watch le forze di sicurezza egiziane hanno intenzionalmente ucciso 817 manifestanti durante il massacro di Rabaa dello scorso agosto, in un attacco premeditato considerabile più grave del massacro di piazzaTienammen del 1989. «Non è stato un eccessivo uso della forza, ma un colpo di grazia», accusa il direttore dell’Ong Ken Roth.

LE PROTESTE DI PIAZZA RABAA – Il rapporto punta il dito sui fatti avvenuti nell’agosto del 2013, quando una manifestazione di protesta a piazza Rabaa al-Adawiya, organizzata dai Fratelli Musulmani per protestare contro l’estromissione del presidente Morsi, fu repressa nel sangue dalle forze di sicurezza egiziane.

IL RAPPORTO – Nel rapporto di centonovantacinque pagine, basato sulle testimonianze di centoventidue testimoni e superstiti, Human Rights Watch afferma che la polizia e l’esercito hanno «sistematicamente  e deliberatamente ucciso manifestanti perlopiù disarmati», azioni che «probabilmente si configurano come crimini contro l’umanità». In particolare, Human Rights Watch accusa il governo egiziano di non aver concesso ai manifestanti il tempo di abbandonare la piazza, chiudendo al contrario tutte le vie di fuga sicure. Il rapporto inoltre raccomanda l’avvio di indagini sui vertici del’apparato di sicurezza egiziano, chiedendo, qualora se ne presenti l’opportunità, l’avvio di procedimenti penali.

IL COINVOLGIMENTO DI AL SISI – Tra i soggetti per cui Human Righs Watch raccomanda indagini penali vi è anche il premier Al Sisi, all’epoca dei fatti ministro della Difesa. Secondo l’Ong Al Sisi, in quanto vertice dell’esercito, aveva la totale responsabilità per il comportamento dei militari a Rabaa. Inoltre, in più occasioni ha riconosciuto pubblicamente di aver passato diversi giorni a discutere i dettagli dell’operazione.

‘RAPPORTO NON PROFESSIONALE’ – Altrettanto dura la replica del governo egiziano, che accusa il rapporto di Human Rights Watch di essere parziale e non professionale. «Non cita gli atti di terrorismo dei fratelli musulmani – si legge nella replica proveniente da Il Cairo – e ignora le centinaia di vittime tra la polizia, l’esercito e i civili».

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: charismanews.com

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