Egitto, arrestato Morsi. Golpe dell’esercito. Diretta streaming

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L'Egitto verso il golpe militare

IL CAIRO - Altissama tensione in piazza Tharir dopo lo scatto dell’ora X dell’ultimatum che l’esercito aveva dato al presidente Mohamed Morsi

«Trovi subito un accordo con l’opposizione o se ne vada», avevano chiesto i militari. Il presidente egiziano, che ha rifiutato, sarebbe per questo agli arresti domiciliari dai militari nella sede della guardia repubblicana al Cairo. A diffondere la notizia un flash sulla tv indipendente di Al Hayat che però non trova anche conferme da fonti ufficiali.

Al presidente egiziano sarebbe stato imposto il divieto di espatrio da parte delle forze di sicurezza. Secondo il consigliere per la sicurezza di Morsi, il colpo di Stato in Egitto è iniziato.

I veicoli blindati e carri armati dell’esercito egiziano si sono schierati intorno alla sede della televisione di Stato, la Ertu. Altri tank si trovano alla sede del palazzo presidenziale, e in altri punti strategici della città. Per la seconda volta in due anni, quindi, l’esercito appare intenzionato a scardinare le istituzioni che controllano il Paese. Ma la differenza questa volta è che Morsi è anche il primo presidente eletto democraticamente nella storia dell’Egitto.

La presidenza egiziana, attraverso un comunicato via Facebook, aveva dichiarato che Morsi non si dimette, ma che sarebbe aperto ad un governo di coalizione per arrivare alle prossime elezioni e alla formazione di un commissione indipendente per la modifica della Costituzione da far analizzare al nuovo Parlamento. L’azione del popolo è stata comunque definita un «violazione della legittimità costituzionale che minaccia la pratica della democrazia»

Ieri sera il presidente islamista, con un discorso accorato e quasi drammatico, in televisione dichiarava di: «essere pronto a difendere la democrazia anche con la vita» e anche il portavoce del presidente ad Al Arabiya sostiene questa tesi dichiarando che: «per Morsi sarebbe meglio morire difendendo la democrazia, piuttosto che essere giudicato come un colpevole dai posteri».

Il comandante generale delle Forze armate egiziane, Abdel Fattah al-Sissi, si sta confrontando con le autorità religiose, nazionali, politiche (tra le quali Mohamed el Baradei, leader del Fronte di salvezza nazionale di opposizione egiziana) e della gioventù egiziana e a breve dovrebbe essere diffuso un comunicato. I Fratelli Musulmani non hanno preso parte all’incontro.

Nel frattempo  la tv di stato è stata evacuata e tutto lo staff non necessario per le attività in diretta è stato costretto a lasciare l’edificio su invito di un ufficiale.

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Il presidente egiziano Mohamed Morsi

La redazione è controllata da militari nelle sue attività di produzione, ma non stanno interferendo nella redazione delle notizie. Il responsabile dell’emittente Shoukry Abu Amira, invece, dichiara che i soldati sono presenti da giorni per proteggere l’edificio e che gli studi non sono mai stati evacuati, aggiungendo inoltre che i veicoli di strada sono solo di sorveglianza nelle strade attigue al palazzo.

Tempi duri, insomma, per l’Egitto che attraversa una delle crisi più profonde, dopo la caduta nel febbraio 2011 del regime di Mubarak.

Mariateresa Scionti

@marysha87

 

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